lunedì, dicembre 22, 2008

Ma che cos’è questa crisi…

“Ma che cos’è questa crisi, para pa pa pa pa”, molti sapranno che questo è il ritornello della famosa canzone di Ettore Petrolini degli anni ‘30. Ieri vedendo il Berlusca alla TV in occasione della conferenza stampa mi è venuto in mente di andare a leggere i versi della canzone. Ve li riporto per intero (trovati su Internet non so più su quale sito) perché sono veramente attuali e ho il sospetto che il nostro Silvio da buon “Canzonier” non abbia fatto altro che "scopiazzarli" pensando che per risolvere questa “crisi” basti fare para pa pa pa pa…

MA... COS'E QUESTA CRISI?” di Ettore Petrolini
Si lamenta, l'impresario, che il teatro più non va, ma, non sà rendere vario, lo spettacolo che dà: "Ah... la crisi!"
Ma cos'è questa crisi? (due volte)
Metta in scena, un buon autore, faccia agire un buon attore, e vedrà... che, la crisi, passerà!

Un riccone, avaro e vecchio, dice: "ahimè, cosi non và... vedo nero nello specchio... chissà come finirà... Ah... la crisi!"
Ma cos'è questa crisi? (due volte)
Cavi fuori il portafogli, metta in giro i grossi fogli, e vedrà... che, la crisi, finirà!

Si lamenta Nicodemo, della crisi, lui che và... nel casino di San Remo, a giuocare il baccarà: "Ah... la crisi!"
Ma cos'è questa crisi? (due volte)
Lasci stare il gavazzare, cerchi un pò di lavorare, e vedrà... che, la crisi, finirà!

Tutte quante le Nazioni si lamentano cosi! Conferenze, riunioni, ma si resta sempre lì: "Ah... la crisi!"
Ma cos'è questa crisi? (due volte)
Rinunciate all'opinione, della parte del leone e chissà... che, la crisi, finirà!

L'esercente, poveretto, non sa più che cosa far... e contempla quel cassetto, che riempiva di danar: "Ah... la crisi!"
Ma cos'è questa crisi? (due volte)
Si contenti di guadagnare, quel ch'è giusto e non grattare... e vedrà... che, la crisi, passerà!

E perfin la donna bella, alla crisi s'intonò... e, per far la linea snella, digiunando sospirò: "Ah... la crisi!"
Ma cos'è questa crisi? (due volte)
Mangi un sacco di patate, non mi sprechi le nottate... e vedrà... che, la curva, tornerà!

Per finire
Ma... cos'è questa crisi?
chi ce l'ha, li metta fuori... circolare! miei signori... e, chissà... che, la crisi, finirà!

Il disegno politico, economico e sociale di Berlusconi è assai preoccupante si può sintetizzare in poche parole: accentrando il potere politico con il “Presidenzialismo” si vuole gestire la nazione come una azienda i cui “profitti” verranno ridistribuiti ai dipendenti – cittadini sulla base dei criteri definiti dall’imprenditore – Presidente.
Se questo è il ragionamento c’è di che aver paura.
Possibile che il centro sinistra non si sia reso conto che deve rinnovarsi veramente ?.
A questo punto le “buone intenzioni” non bastano più. I candidati più o meno ufficiali delle PA del centro sinistra sono sempre quelli e gli elettori l’hanno capito, il PD non è quella forza riformista che dice di essere.
Bene sta facendo Di Pietro a prendere le distanze dal PD perché non vede il rinnovamento tanto declamato.
In questa logica i pseudo segnali di “collaborazione” che Berlusconi lancia al PD rientrano perfettamente nel disegno di potere del PDL. A chi sta affogando lancio un salvagente, non per salvarlo, ma solo per tenerlo a galla.
Bossi ha capito ed ha paura che il suo “federalismo” alla fine sia solo una scatola vuota. Nella logica berlusconiana le “regioni” sono solo dei “reparti” della sua azienda e chi decide non sono i capi reparto ma l’imprenditore e Bossi non vuol vedere vanificate tutte le sue battaglie.