giovedì, agosto 15, 2019

Un anniversario: 250 anni fa nasceva Napoleone Buonapate

250 anni fa nasceva Napoleone Buonaparte (diventato poi Bonaparte). La seconda metà del '700 era "affollata" da personaggi straordinari ne voglio citare solo qualcuno di cui mi ricordo.
Adam Smith, pubblicò nel 1752 la prima edizione dei Teoria dei sentimenti morali e poi nel 1776 la più famosa Indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni. Un anno dopo Thomas Jefferson, nato nel 1743 fu il principale autore della Dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti d'America.
Mozart, nato nel 1756 era già famoso in tutta l'Europa e aveva tenuto concerti nelle principali capitali europee da Vienna a Parigi. Ma anche il grande Franz Joseph Haydn un po’ più anziano di Mozart era musicista famoso e assai prolifico.
Come non ricordare i grandi "Illuministi" da Voltaire a Rousseau.
Ludwig van Beethoven nasce nel 1770. Il grande matematico Pierre Simon Laplace nasce nel 1749.
Dei tanti personaggi di oggi ce ne ricorderemo tra 250 anni? Ai posteri l'ardua sentenza

giovedì, agosto 01, 2019

Greta Thunberg non mi sei simpatica


Greta Thunberg non mi sei simpatica per tre motivi.
Primo motivo.
È importante tenere conto di quanto è successo nel mondo negli ultimi 150 anni. Questo periodo temporale riguarda solo 4 generazioni: mio nonno nato nella seconda metà dell'800 (1883); mio padre, nato nel 1921; il sottoscritto nato nel 1954; mio figlio nato nel 1984. La popolazione mondiale del 1880 era di poco superiore al miliardo e mezzo. Vi consiglio di andare sul sito https://ourworldindata.org/world-population-growth troverete dei grafici interessantissimi che riguardano l'andamento demografico. Ci sono voluti 125 anni per passare da un miliardo di persone (1803) a due miliardi (1928). Basteranno solo 49 anni per passare dai 4 miliardi di persone del 1975 agli 8 miliardi del 2024. Riflettiamo su questi numeri per capire come sia impossibile immaginare che una tale crescita, una pressione antropica così forte non abbia conseguenze sul pianeta.
Ma torniamo alle 4 generazioni. Quella di mio nonno ha visto la nascita delle più grandi innovazioni tecnologiche di cui "godiamo" in questi anni, mezzi tecnici che possiamo considerare maturi. Ne cito alcuni: la radio, l'areoplano, i motori sia termici che elettrici, la pasteurizzazione, mi rendo conto che l'elenco è parziale forse basterebbe andare su internet per soddisfare queste curiosità. A cavallo di 800 e 900 grandi scoperte, ma anche tanti drammi. Le società non erano pronte e i contrasti tra le nazioni sono stati alla origine di guerre devastanti. Purtroppo, la Seconda guerra mondiale è stata la drammatica continuazione della Prima. La generazione di mio padre (la seconda) ha detto no alla guerra. Quando i tre grandi, Churchill, Stalin e Roosevelt decisero nella conferenza di Teheran del novembre 1943 che bisognava garantire all'Europa almeno 50 anni di pace è sembrato "naturale" accettare anche alcune forzature come la divisione del mondo concepita dai vincitori, blocco comunista, economia di mercato in occidente, nascita del Mercato Comune Europeo. La mia generazione è stata quella della grande crescita demografica e ricordo perfettamente le grandi emergenze "alimentari" come quella del Biafra oppure le grandi carestie di India e Cina. Per quest'ultima bisogna ricordare la follia ideologica di Mao che costringeva tutti a lavorare nelle comuni agricole con risultati devastanti. I dati FAO riportano come nel 1961 con una popolazione mondiale di 3,5 miliardi di persone ben 900 milioni era sottoalimentate. La mia generazione ha affollato le facoltà di agraria e i risultati non sono certo mancati tanti tecnici sono stati in grado di applicare le innovazioni tecnologiche all'agricoltura, dalla genetica alla meccanizzazione, i fitofarmaci hanno permesso l'incremento delle rese produttive e al tempo stesso la riduzione dell'impiego di fattori produttivi (incremento esponenziale della produttività). Nel 2018 la popolazione mondiale supera i 7,5 miliardi di persone ma i sottoalimentati sono "solo" 800 milioni (dati FAO). Considero tutto questo un successo incredibile. Tanti sono ovviamente i fattori che hanno permesso questo traguardo ma con orgoglio affermo che abbiamo saputo "lavorare" bene. Mio figlio ha la pancia piena. Ha altri problemi ma non certamente quello di doversi procurare il cibo. Per queste ragioni non mi sento colpevole delle accuse che mi rivolge l'inespressiva e glaciale Greta.
Secondo motivo.
La salvaguardi dell'ambiente fortemente condizionata dalla antropizzazione, dalla crescita economica in molti casi tumultuosa e disordinata, necessità l'adozione di strategie di lungo periodo che vanno ben oltre il 2040-2050 quando sul pianeta saremo in oltre 10 miliardi.
Greta, non chiedere alla mia generazione quello che dobbiamo fare per garantire il tuo futuro. È compito tuo, la generazione di mio figlio, trovare le "soluzioni". Quello che dobbiamo fare noi è metterci da parte.
Quello che posso dirti è che non credo in modelli tipo "decrescita felice" e renderti cosciente delle difficoltà che potrai incontrare. Nel passato sono stati fatti errori (vedi Cina ai tempi di Mao) e fanne tesoro. La mia generazione ti può offrire e ti mette a disposizione una "cassetta degli attrezzi" ben fornita e potrai senz'altro trovare un "attrezzo" da migliorare e innovare che ti permetterà di risolvere i problemi attuali e quelli fututri. Sarai comunque tu e la tua generazione che dovrà assumersi delle responsabilità. È troppo facile "scaricarle" sulla mia generazione.
Terzo motivo.
Non dobbiamo essere ingenui. La tua partecipazione ai grandi consessi mondiali è stata possibile per il grande effetto mediatico possibile dall'utilizzazione dei "social" (guarda caso realizzati da quelli nati negli anni 50-60!) e senza dubbio da un ufficio stampa fatto da persone che ti circondano e forse ti "usano". Possiamo sapere di quante persone è fatto il tuo staff? Quanto costa? Ricevi compensi per questo tuo agire? Andrai nel continente americano a bordo una barca a vela ipertecnologica, mica a bordo di una caravella come quella che ha usato Colombo. Se dovesse succedere qualche inconveniente, guasto tecnico, condizioni meteo avverse ecc. sarai soccorsa utilizzando grandi mezzi che sono il frutto di tutte quelle tecnologie di cui ho parlato e i costi "ambientali" per salvarti sarebbero per maggiori di quelli di un volo su di un nuovissimo A380. Pensaci.

domenica, luglio 28, 2019

Onore a Oscar Fulvio Giannino


Radio 24 emittente radiofonica del "Sole 24Ore" non ha rinnovato il contratto al suo più illustre giornalista economico. È stata messa a tacere una delle poche voci che giornalmente ci riferiva, in modo documentato e impeccabile la reale situazione nella quale si trova la società italiana.
Ricordiamoci che l'economia è scienza sociale e quindi riflette i comportamenti dell'uomo nelle sue relazioni economiche ovvero tutte quelle che riguardano lo scambio di beni e servizi. Le nostre relazioni possono essere individuali, ma spesso ci rapportiamo con una comunità. Ad esempio, l'imprenditore nello stipulare un contratto di lavoro con un dipendente fa spesso riferimento al "contratto collettivo".
La pubblica amministrazione è l'istituzione che al momento ha il maggior impatto sulle relazioni di tipo collettivo e quindi è quella che in un momento come questo condiziona e influisce sulla maggior parte delle relazioni economiche tra i singoli individui.
Oscar Giannino ogni giorno ha messo in evidenza le contraddizioni e la mancanza di principi etici di chi giornalmente con le proprie scelte condiziona la nostra esistenza.
Non tutti i "peccati" sono attribuibili alla PA, anche società piccole e grandi, avendo come punto di riferimento la gestione della "cosa pubblica" e i relativi politici, cade nella tentazione di comportamenti autoritari e lesivi dei principi di uguaglianza e libertà.
Oscar Giannino, quotidianamente, e in modo impeccabile ha denunciato quanto "non funziona". La sua non è mai retorica fine a sé stessa e il suo obiettivo è sempre stato quello criticare ma al tempo stesso farci capire che nella grande varietà e molteplicità dei pensieri ci sono e si possono trovare soluzioni.
La trasmissione "La versione di Oscar" era, su aspetto, un vero e proprio esempio virtuoso.

Spero che l'informazione italiana non perda la voce, stridula, ma forte e penetrante di Oscar ed è per questo motivo che pubblicamente gli dico arrivederci.

giovedì, febbraio 21, 2019

La protesta dei pastori sardi: prima ma non ultima


Quello che sta succedendo in Sardegna è il risultato di una mancata integrazione tra componenti della filiera. Si continua a pensare all'agricoltura come di un settore nel quale il tempo si è fermato. Le trasmissioni televisive e i media ci continuano a propinare visoni bucoliche, vecchie cascine, antiche ricette, preparazioni alimentari di un tempo, ma se guardate bene certe immagini e avete un minimo di cognizioni igienico-sanitarie vi accorgereste che non c'è nulla, anche minimamente, che rispetta le più banali norme nella preparazione degli alimenti.
In questo contesto si continua a pensare e ad agire per comparti stagni, chi produce, chi trasforma, chi vende e chi consuma.
I politici si sono affrettati a trovare una soluzione "politica" e non si sono certo dilungati in una analisi "costi – benefici" oggi tanto di moda. Per far si che il prezzo del formaggio permetta una remunerazione del latte si interviene ritirando dai magazzini, che sono pieni, una certa quantità di formaggio.
Per chi ha un minimo di conoscenze di come funziona un mercato sa che si tratta di un provvedimento tampone. O prima o dopo quel formaggio dovrà essere venduto, mica si può conservare in eterno. Le forme di pecorino non sono lingotti d'oro !!!
Se vi è stato un eccesso di produzione di latte la si dovrà ridurre, più facile a dirsi che ha farsi. Chi deve rinunciare alla produzione? In che modo? Forse è meglio se "escono" dalla produzione le aziende meno efficienti. È facile dire che il prezzo del latte deve essere pari ad un Euro, così c'è profitto per tutti, ma ci sarà l'allevatore che ha un costo di 80 centesimi e quello che lo ha di 99. Il primo diventa ricco e il secondo rimane dov'è !!!
Produrre di meno per incassare di più? Strana teoria. Generalmente si può produrre di meno a condizione che il prodotto ottenuto sia qualitativamente migliore, oppure si devono impiegare i fattori in modo differente. Tutte cose facili da dirsi ma poco attuabili.
La ragione per cui i politici si sono affrettati a chiudere la vertenza, e il Ministro Centinaio è volato a Bruxelles senza indugi, risiede nel fatto che di queste crisi ce ne sono parecchie latenti e possono "scoppiare" in ogni momento.
Il settore suino soffre da mesi, prezzi bassi e poco remunerativi, poi c'è "prociuttopoli", uno scandalo molto tecnico di cui solo gli addetti parlano. Ci sono centinaia di migliaia di prosciutti crudi marchiati Parma non conformi per un problema di "razza suina di provenienza".
Anche il re dei formaggi, il Parmigiano Reggiano, deve stare, come si dice "in guardia", negli ultimi anni la produzione è aumentata dell'8%. Il formaggio arriverà sul mercato tra 8-12 mesi (tenete presente del periodo di stagionatura) e se l'export diminuisce saranno dolori!!!
Nell'agroindustria ci sono tanti problemi strutturali che non si vogliono affrontare, come del resto è possibile constatare in tanti settori produttivi.
Continueremo a "piangere sul latte versato".   


venerdì, febbraio 08, 2019

Pensiero del mattino

I politici che ci governato lanciano tutti i giorni proclami sul cambiamento e sui straordinari effetti che si avranno con il reddito di cittadinanza e quota 100.
In realtà nulla è cambiato e cambierà se non in peggio e a maggio dovremo votare pattandoci il naso (quando lo consigliò Montanelli erano bei momenti) chiudendo gli occhi e mettendo la cera negli orecchi.
Ma come abbiamo fatto a finire così in basso !!!!

sabato, febbraio 02, 2019

Due decisioni politiche differenti, un unico obiettivo: si va verso una dittatura?


Il titolo vi sembrerà un po’ forte ma analizziamo le due decisioni alle quali mi riferisco.
La prima. Salvini in pochi giorni fa una inversione di 180° sulla posizione da tenere nei confronti dei giudizi che lo accusano. In un primo tempo si dice pronto ad accettare il processo per dare prova della sua innocenza e correttezza degli atti compiuti, poi ci ripensa e ritiene opportuno di non sottoporsi a giudizio, preferisce il verdetto che gli dà il popolo. Infatti, chi lo sostiene è il Presidente del Consiglio, ovvero l'avvocato del popolo, altro sostenitore è Di Maio, colui che con il reddito di cittadinanza è l'amico del popolo, e infine per ultimo Toninelli, che non avendo idee proprie si fa bello (è un eufemismo) con quelle degli altri. Non è ancora arrivato il momento di una prova di forza nei confronti della magistratura che mio parere è l'unico vero potere "forte" che rimane al momento in Italia. Apro una parentesi, gli industriali hanno ben poca voce in capitolo, vedi le decisioni prese dal governo, le famigerate multinazionali sono inebetite e appena possono coprano i nostri marchi e poi fanno business all'estero, quindi non mi sembra proprio che queste lobby siano in grado di influenzare l'attuale contesto politico istituzionale.
La seconda. Il nostro ministro degli Esteri su indicazione del premier Conte ha posto il veto alla intesa di un appoggio Europeo al Presidente ad interim Guaidò. Si motiva la decisione facendo riferimento al fatto che a decidere devono essere i venezuelani con "libere elezioni". Questa soluzione viene "spacciata" dal M5S come una "terza via" una sorta di neutralità ad altro profilo democratico per il grande rispetto che si ha nei confronti della sovranità popolare. Questa posizione di fatto favorisce Maduro che da sempre si proclama Presidente del popolo. Guaidò è infatti Presidente del Parlamento. L'attuale costituzione venezuelano di fatto ha svuotato l'Assemblea Nazionale (il parlamento) di qualsiasi effettivo potere.
Il continuo richiamo al popolo come un unico soggetto al quale si deve rispondere e per il quale si agisce è pericolosissimo. Maduro piace al M5S stelle perché ha instaurato un modello che condivide. Potere concentrato in un capo, annullato il ruolo del Parlamento.
Il M5S inserisce nel suo modello di governo norme per la partecipazione diretta ma sappiamo bene quanto questa sia concretamente difficile da realizzare. Questa forma di democrazia si potrebbe applicare in ambiti locali, esempio comune o al massimo regione, su questioni specifiche. Fare spesso riferimento alla Svizzera è fuorviante.
Anche la Lega aspira ad instaurare un modello politico che vede concentrati i poteri nel leader. Su questo aspetto si prosegue nella liea tracciata da Berlusconi e dal "Presidenzialismo" voluto dalla Meloni, anche se nulla si è poi concretizzato.
La sinistra ha provato un approccio leaderistico con Renzi ed è stato un disastro.
Concludo che in questa fase politico-sociale l'idea di un uomo forte al comando piace.
Matteo Salvini e Luigi Di Maio, stanno giocando una rischiosa partita perché entrambi aspirano a questo ruolo. Non gliene importa nulla dei pensionati e dei migranti o di quelli senza reddito ciò che vogliono è creare, ognuno a suo modo, le condizioni per poi "calare la scure", ovvero costringere l'elettorato ad una scelta e al tempo stesso affidare il potere indiscusso e incondizionato al vincitore.
Questa è o sarà la dittatura.

mercoledì, gennaio 23, 2019

Impariamo dalla Cina


Ieri mattina ho avuto visto, per caso, un interessante documentario sulla Cina, sul canale di RAI Storia. Se fate clic qui avrete la possibilità di vedere l'intero documentario.
In modo un po’ artigianale ne ho tratto una sequenza che dura qualche minuto e lo potete trovare su YouTube, cliccate qui

Ascoltate bene le parole dell'anonimo operaio della acciaieria, sarà anche stato istruito, forse anche indottrinato, ma in ogni caso come non rimanere sorpresi dalle sue affermazioni.
Sintetizza efficacemente che la Cina passando da una economia pianificata ad una economia di mercato ha dovuto modificare il proprio modello di crescita e sviluppo. Questo cambiamento da provocato anche dei sacrifici, compreso quello del licenziamento di molti operai. Il licenziamento non è di per sé negativo perché ci si deve impegnare a trovare un nuovo lavoro o a mettersi in proprio e tutto ciò genera sviluppo. Fare un nuovo mestiere vuol dire dare inizio ad una nuova vita e solo così la società può progredire.
Cosa ne dite di proporre uno scambio, noi diamo Di Maio ai cinesi e ci prendiamo questo signore e con buon diritto lo facciamo ministro.