venerdì, gennaio 11, 2019

Una pubblicità significativa


Alcuni giorni fa sulla rete televisiva LA7 è andato in onda uno spot televisivo della cooperativa lattiero casearia Bayerland. Dura 30 secondi e vale la pena vederlo, lo trovate all'indirizzo https://youtu.be/WBNcjJajLZ4.
Vengono pubblicizzati in modo allegro tutti i principali prodotti del colosso lattiero caseario della Baviera. Ha un fatturato di oltre 800 milioni di euro ed esporta i propri prodotti in oltre 40 paesi. Per ca, 28 secondi lo spot, ben fatto, procede come tanti ma alla fine ecco la frase "geniale" che viene detta e scritta in sovraimpressione "Dalla Baviera, formaggi buoni senza confini".
Il mondo è globale e i prodotti sono "global" o "glocal" perché mettere confini è come far tornare indietro la storia.
Mi spiego. Per me sono "global" ad esempio un telefonino, una automobile, una macchina robotizzata perché sono fatti da un innumerevole quantità di componenti che sono stati sviluppati e realizzati in qualunque parte del mondo, dopo di che vengono assemblati e etichettati. Questi prodotti, l'elenco può essere lunghissimo, vengono scelti per la loro qualità. Solo se soddisfano le esigenze del consumatore sono acquistati, utilizzati e consumati. Quello che prevale e che viene valutato dall'utilizzatore sono le qualità intrinseche del prodotto indipendentemente da dove sono stati prodotti i singoli componenti. Sono "glocal" quei prodotti che si ottengono con materie prime o componenti realizzati in un ambito territoriale definito e ristretto ma che per le loro caratteristiche peculiari sono venduti e commercializzati in tutto il mondo.
La frase finale dello spot concretizza e sintetizza tale concetto: in Baviera, località, si producono formaggi che sono buoni, ed è questa la ragione per cui sono venduti e consumati in tutto il mondo.
In termini di principio sono contrario al Made in Italy perché è quello che genera l'Italian sounding. Sbandierare l'italianità delle nostre produzioni è sbagliato, il prodotto non deve essere identificato da un bollino, una bandierina tricolore, ma dalle sue caratteristiche intrinseche che ne fanno un prodotto unico e inimitabile.
Pensare e credere che i prodotti sono buoni e di qualità solo perché ottenuti in una zona, in un'area confinata è anacronistico. Una Ferrari o una Lamborghini sono uniche perché hanno caratteristiche inimitabili.
Dobbiamo fare lo stesso con le nostre produzioni agroalimentari, se vengono "taroccate" è perché il consumatore non percepisce o non è in grado di valutare la differenza con "l'originale".
I prodotti se sono di qualità non hanno "confini" ne ha senso metterne soprattutto per chi, come nel nostro caso, per sviluppare il comparto e produrre ricchezza è fortemente orientato all'esportazione.


martedì, gennaio 01, 2019

Primo post dell'anno, addio alla democrazia.


Il 2018 è finito con l'approvazione, scontata, della legge di bilancio. Il parlamento è stato per l'ennesima volta privato del suo ruolo fondamentale, come teorizzato negli stati democratici, che è quello di rappresentare il popolo. Dal 4 marzo è apparso sempre più chiaro che il potere esecutivo (Governo) intende esercitare anche il potere legislativo (proprio del Parlamento, e salvo situazioni eccezionali), sono infatti due gli slogan che si alternano, quello di "governo del cambiamento" e "governo del popolo". Tra le affermazioni di Beppe Grillo dopo il 4 marzo c'è anche quella nella quale dice che i parlamentari si potrebbero estrarre a sorte, perché la loro funzione è solo quella di schiacciare un bottone sulla base delle indicazioni ricevute dai "capi". Alla faccia del fondamentale principio della autonomia e indipendenza dei tre poteri fondamentali dello Stato, quello esecutivo, legislativo e giudiziario.
Alla votazione sulla fiducia al governo mancavano all'appello 10 deputati del M5S, e ieri ne sono stati espulsi 2 ai quali si sono aggiunti 2 senatori. Il movimento / partito si sostituisce al giudizio degli elettori, scherziamo?!!! e questo dovrebbe essere un movimento democratico? Ne dubito fortemente.
I leader politici al governo enfatizzano i contenuti di questa manovra economica e finanziaria ma basta un dato per capire che ci stanno prendendo in giro.
La legge ipotizza il rapporto deficit PIL al 2,04 %.
Questo numero viene sempre espresso in positivo ma il significato è profondamente negativo.
Il deficit è la differenza tra quanto entra e quanto esce dalle casse dello Stato, ovvero le uscite sono maggiori delle entrate, quindi si registra una perdita.
La perdita ammonta al 2,04% rispetto alla ricchezza prodotta dalla nazione nel 2019. Nel 2018 il PIL italiano è stimato in ca. 1.745 miliardi di euro. Per farla breve e con un calcolo banale vuol dire che il disavanzo del bilancio dello Stato è pari a oltre 35 miliardi di euro. Questi sono soldi che "qualcuno" deve "prestare" allo stato. Pensate che Di Maio si vanta di "aver" trovato i soldi e Salvini ci racconta la frottola di aver "restituito" agli italiani 20 miliardi di euro.
Il disegno strategico di questo governo è tutto un azzardo: la spesa assistenziale che diventa fattore di crescita (cosa che non si è mai verificata in un'economia di mercato); la vittoria dei partiti populisti alle europee di maggio per annullare il controllo della UE sulle politiche economiche nazionali, ma nessuno dei leader politici europei amici di Salvini e Di Maio sono disposti a mettere a rischio la stabilità dell'euro per dar seguito alle politiche economiche dissennate del nostro governo; la mancanza totale di una forza alternativa a questo governo.
L'unica minaccia a questo esecutivo potrebbe venire dai parlamentari giallo verdi nel caso in cui i risultati dell'azione di governo si dovesse dimostrare catastrofica nel giro di pochi mesi. Calo del PIL, aumento della disoccupazione, crollo degli investimenti spread sopra quota 400. Si tratta di uno scenario inquietante e nessuno può auspicarlo ma non può essere scartato.
Ci attende un 2019 veramente difficile.

sabato, dicembre 22, 2018

Una buona notizia: gli italiani credono a Babbo Natale


Una recente indagine Doxa ha potuto verificare scientificamente che la maggioranza di coloro che hanno votato il 4 marzo credono a Babbo Natale, non solo, ma sanno che Babbo Natale ha più sembianze umane e si traveste da Giuseppe Conte, Matteo Salvini, Luigi Di Maio e, quando vuol far ridere i bambini, in Danilo Tonelli (Toninulla).
Questi babbi Natale ci hanno portato sacchi pieni di doni; Il premier Conte ci ha evitato una procedura d'infrazione; Salvini le pensioni che la Fornero ha negato; per Di Maio siamo alla apoteosi, altro che Robin Hood, dalla italica foresta spariranno i poveri; che dire dello strabiliante Toninulla che ci porta ben tre doni, il via libera al terzo valico, la demolizione di quello che resta del ponte Morandi e infine, il no alla inutile TAV tra Torino e Lione.
Quando eravamo bambini si credeva a Babbo Natale perché oltre a mamma e papà speravano che qualcun'altro, pur conoscendo le nostre ingenue marachelle, era conscio del fatto che eravamo buoni e bravi e quindi meritevoli di una ricompensa. Si riceveva un dono nel vero senso della parola e non eravamo obbligati a ricambiarlo con un qualche sacrificio.
Siamo cresciuti e ora sappiamo che la realtà è diversa.
Possibile che non ci si rende conto che il Presidente del Consiglio ha ottenuto solo un rinvio promettendo IVA per oltre 50 miliardi di euro per il biennio 2020-2021. Matteo Salvini promette pensioni che saranno pagate da coloro che oggi lavorano ma che quando verrà il loro turno un ci sarà il becco di un quattrino. Luigi di Maio promette un reddito di cittadinanza ma non sa neanche come farlo, fino ad ora nessuno a potuto prendere visione di un progetto concreto. Veniamo al Toninulla, sembra che l'analisi costi benefici per la TAV Torino – Lione porti a conclusioni negative. Non entriamo nel merito metodologico sul tipo di analisi. Consideriamo le osservazioni fatte dal Presidente della Camera Fico e riportate su vari siti, esempio
Semplifico, Fico per sostenere l'inutilità dell'opera riporta dati sul traffico ferroviario di merci nel tratto in questione che è passato dagli 8 milioni di tonnellate del 1994 (anno in cui si progettò per la prima volta la TAV) ai 3 milioni del 2017.
In complesso, il commercio tra Italia e Francia nel 2017 è stato di poco più di 44 milioni di tonnellate. Meno del 10% di questo commercio viaggia su rotaia e tutto il resto su gomma.
Prima della crisi del 2008 il commercio tra Italia e Francia aveva superato 50 milioni di tonnellate.
La conclusione dei nostri gialloverdi è che l'opera ferroviaria non serve perché allo stato attuale è sottoutilizzata.
Ma si può essere più cretini!? Se questo è il loro pensiero su TAV, ma come siamo messi!!.
Faccio un esempio personale. Da casa mia per raggiungere la sede dell'Università a Bologna, zona Meraville, distanza di 90 km impiego, se utilizzo i mezzi pubblici ca 2,30 ore. Se utilizzo la macchina ca un'ora. Voi che cosa utilizzereste? Per esprimere un giudizio è necessario palare di costi, viaggiare in macchina costa il doppio.
Io uso la macchina, ma vi dico che sono un passeggero ferroviario mancato.
Se con il treno impiegassi un'ora e mezza non avrei dubbi.
La stessa cosa avviene per il tratto di cui si parla. Al giorno d'oggi sappiamo quanto sia importante essere veloci e tempestivi.
Se ci fosse un sistema ferroviario efficiente il trasporto su gomma potrebbe diventare il 10% e questo vorrebbe dire meno inquinamento, meno camion per strada ecc…
Un altro esempio di quanto è importate la TAV lo abbiamo con la stazione Mediopadana di Reggio Emilia. Da molti era stata considerata un'opera inutile, uno spreco, ecc…. Oggi è una stazione con un traffico passeggeri incredibile, e si stanno progettando iniziative di grande sviluppo per la citta di Reggio.
Con i babbo natale gialloverdi fra qualche anno non servirà più neanche il traforo autostradale del Fréjus perché di merci non ne transiteranno più, l'Italia non avrà i soldi per comprare le merci francesi e in francesi non avranno nulla da comprare in Italia.
Se crediamo in babbo Natale scriviamogli una letterina e chiediamogli ti donare a tutti gli italiani un po’ di saggezza e buon senso, chissà, in poco tempo il gialloverde ci potrebbe ricordare solo il colore delle matite.
Buone feste a tutti.

giovedì, dicembre 13, 2018

Il governo giallo verde l'OGM della politica.


Il comportamento sociale degli individui presenta delle stranezze che sono difficili da spiegare.
Sinteticamente, gli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) sono quelli nei quali, grazie a tecniche avanzate il genoma di una specie viene modificata artificialmente introducendo un gene di un'altra specie.
Nel nostro paese le persone contrarie alla introduzione di organismi geneticamente modificati (OGM) sono la maggioranza. Il mondo scientifico è più unanime sul loro utilizzo anche perché gli OGM vengono realizzati per ottenere prodotti con caratteristiche particolari, come la resistenza a patologie fungine o a determinati insetti. In ogni caso il fine produttivo-economico è palese e dichiarato. Gli OGM tipo Frankenstein sono spesso una favola, nessuno vuole investire miliardi di dollari per realizzare un prodotto che avrà un mercato incerto.
Il nostro governo giallo-verde è come un OGM perché due "movimenti" completamente differenti si sono uniti per creare un organismo nuovo con una finalità comune.
Quando Salvini e Di Maio sbandierano che le loro azioni politiche fanno gli interessi degli italiani si riferiscono solo ed esclusivamente al proprio elettorato.
Il loro obiettivo dichiarato più volte non è quello di governare il paese ma di rispondere alle esigenze di determinate categorie, un tempo si poteva usare il termine classi, di persone della società.
Il governo del paese è tutt'altra cosa.
Ma se gli italiani sono in maggioranza contrari agli OGM in agricoltura come mai sostengono un governo OGM?
Così come non si comprende che gli OGM in agricoltura possono essere molto utili, così non si comprende che un governo OGM farà e fa solo danni.
Mi chiedo quali forze sociali e quali argomenti possono essere in grado di far ragionare gli italiani per evitare il degrado e il generale impoverimento del Paese.

giovedì, dicembre 06, 2018

Matteo Salvini: una dimostrazione di quanto è ignorante


Ieri sera ho sentito al TG1 la breve intervista al Ministro Matteo Salvini, se non ricordo male le sue parole sono state: "Gli italiani mi pagano, sono i miei / nostri clienti, quindi hanno diritto: alla pensione – quota 100, al lavoro – reddito di inclusione e devono pagare meno tasse - condono"
Caro Salvini il grave errore è quello di ritenere che il tuo compito sia quello di "governare" gli italiani mentre invece devi governare l'Italia, il paese intero.
Questo errore è stato commesso anche dai tuoi illustri predecessori, come Berlusconi e Renzi.
Il cambiamento sarebbe quello di fare il bene dell'Italia e come Ministro essere al servizio del Paese e non di questa o quella categoria di cittadini.
Salvini non leggerà mai queste poche righe, ma credo che sia la sintesi dei nostri tanti e irrisoluti problemi.

martedì, novembre 27, 2018

Pubblicità di Italia Zuccheri: un esempio dei "mali" d'Italia.


Incompetenza, accondiscendenza ai diffusi luoghi comuni, ignoranza sui fondamentali dell'economia, superbi ed altezzosi.
Primo: incompetenza e accondiscendenza ai diffusi luoghi comuni
Italia Zuccheri non è altro che un brand commerciale della cooperativa COPROB che associa un gran numero di coltivatori italiani di barbabietole da zucchero ormai concentrati in Emilia-Romagna e Veneto.
La pubblicità ha lo scopo di valorizzare lo zucchero e afferma che Italia Zuccheri commercializza solo zucchero proveniente da barbabietole coltivate in Italia.
Questo messaggio si presta a varie letture. La prima è quella che lo zucchero italiano sia diverso da quello, che so, prodotto in Francia o a Cuba, la cosa è ovviamente non vera. Lo zucchero non è altro che la denominazione "volgare" di un composto organico denominato saccarosio, un disaccaride, composto da due zuccheri semplici il glucosio e il fruttosio.
Il saccarosio si trova in natura particolarmente abbondante in due piante, la canna da zucchero e la barbabietola, è presente anche in altre piante come ad esempio nella linfa dell'acero.
Prima del cosiddetto "Blocco continentale", emanato da Napoleone Bonaparte nel 1806 che dava inizio alla guerra commerciale (dopo quella militare) al Regno Unito, lo zucchero veniva importato in Europa dal centro-sud America o dall'oriente perché prodotto esclusivamente estraendolo dalla canna.
Nei primi anni dell'800 il francese Benjamin Delessert riuscì a perfezionare e industrializzare il processo chimico di estrazione dello zucchero dalla barbabietola ideato dal tedesco Franz Karl Achard.
Napoleone favorì la coltivazione della barbabietola e della indispensabile industria saccarifera.
Da un punto di vista chimico lo zucchero ottenuto dalla barbabietola o dalla canna è IDENTICO.
I succhi che si ottengono dalla barbabietola o dalla canna ad alto tenore zuccherino possono subire le identiche lavorazioni per arrivare al prodotto bianco. Anziché arrivare allo sbiancamento totale si possono usare tecnologie differenti e il colore dello zucchero assume quello più naturale ovvero leggermente brunastro.
La coltivazione della barbabietola da zucchero ha quindi una origine prettamente protezionistica. Protezionismo che è durato quasi due secoli infatti, solo con la riforma PAC dell'OCM zucchero (Organizzazione Comune di Mercato) del 2006 ha inizio un processo di liberalizzazione che ha portato ad una profonda riorganizzazione dell'intero comparto.
Secondo: ignoranza sui fondamentali dell'economia
Estrarre lo zucchero dalla barbabietola costa ca. il 30% in più rispetto alla estrazione dello zucchero dalla canna.
Su questo proseguirò nei prossimi giorni

giovedì, novembre 22, 2018

Il governo gialloverde ci porta alla "infelice decrescita"


Gli atti di questo governo sono dettati e concepiti da irresponsabili. In pochi mesi si è dilapidato lo sforzo immane fatto da quando Mario Monti ha dovuto prendere provvedimenti drastici per evitare il default italiano.
Abbiamo imboccato una strada senza uscita. Quando non ci saranno più i soldi per pagare le pensioni e gli stipendi dei dipendenti pubblici che cosa ce ne faremo del "reddito di cittadinanza" o della "quota cento". Se non riusciremo a pagare gli interessi sull'immenso debito non ci rimarrà che una soluzione, quella di non pagare e in poco tempo avremo bruciato 2.300 miliardi di euro e impoverito gli italiani di oltre 1700 miliardi di euro.
Lega e M5S saranno contenti di poter governare un paese di straccioni, gli italiani non si rendono conto che saranno poveri e infelici.
Peggio di così !