mercoledì, novembre 13, 2019

Tassa sullo zucchero: decisamente amara


Chissà come andrà a finire, tassa si, tassa no, in ogni caso anche questo è un esempio di come lo Stato ci inganna.
La salute dei cittadini / sudditi è solo un pretesto.
Sulla base delle indicazioni dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) il consumo di zuccheri semplici (es. saccarosio, fruttosio, lattosio, ecc..) non dovrebbe superare il 10 % del fabbisogno calorico dell'individuo. Il calcolo del fabbisogno espresso in grammi è presto fatto, supponendo un fabbisogno calorico medio (tra uomini e donne) di ca. 2400 Kcal e sapendo che un grammo di zucchero apporta 4 Kcal si determina che il fabbisogno medio giornaliero di zucchero è di ca. 60 grammi e il fabbisogno annuale si può aggirare sui 22 Kg.
Mi riferisco ovviamente a tutto lo zucchero da quello nel caffè a quello nei dolci da quello nelle bibite a quello nel gelato.
La quantità di zucchero nelle bibite è veramente rilevante si va dal 10 al 13 % il che vuol dire che un litro di bevanda contiene dai 100 ai 130 grammi di zucchero. Pensateci, d'estate si fa presto a berne un litro.
Il consumo di zucchero, mi riferisco al saccarosio, è in costante aumento. Il calcolo del consumo pro-capite non è semplice e viene stimato. Una fonte autorevole è quella della FAO che ci permette di fare confronti tra i paesi. Ad esempio, in Italia il consumo pro-capite di zucchero è pari a 30 Kg all'anno (estratto dalla barbabietola o dalla canna è la stessa cosa, sempre saccarosio è. Non credete alla bufala che lo zucchero di canna è "più naturale" perché di colore bruno, è solo una questione commerciale). Ci sono nazioni che ne consumano ben più di noi ad esempio in Svizzera il consumo pro-capite supera i 40 Kg (sempre dati FAO). In Francia e Germania il consumo è rispettivamente di 35 e 36 Kg.
Dai dati esposti è facile comprendere che si consuma almeno il 30% di zucchero in più di quello che ci serve.
Fatta questa premessa con "numeri" veri veniamo alla tassa.
Consumiamo troppo zucchero e questo ci fa male, obesità, diabete, pressione sanguina, ecc..
Abbiamo uno Stato che ci tiene tanto alla salute dei propri "sudditi" e allora facendo riferimento alla più consolidata legge del mercato se si aumenta il prezzo diminuiscono i consumi, ecco pronta una nuova tassa fatta per tutelare la salute dei cittadini.
Ma voi ci credete a una panzana simile.
Se si vuole ridurre il consumo di zucchero la cosa più importante è fare una campagna di educazione alimentare, diffondere in modo capillare tutti i rischi legati all'eccesso nel consumo di zucchero e al rischio diabete di tipo 2. Educazione che dovrebbe iniziare dalla scuola dell'infanzia. Ci vogliono tempi lunghi.
Se proprio la tassa la vogliamo mettere si dovrebbe dichiarare in modo esplicito che cosa vogliamo fare con i soldi incassati.
In Italia, al contrario di altri paesi la sanità è pubblica, pertanto un medico mi costa sia se fa prevenzione per il diabete sia per qualunque altra malattia.
Il diabete ha un costo sociale molto elevato che si misura sia come spesa sanitaria (costo diretto, medici, cure, farmaci, ecc..) sia come riduzione delle capacità umane (costo indiretto, difficoltà a lavorare, a studiare, a relazionarsi ecc..). In tempi brevi difficile verificare o poter misurare la riduzione del costo diretto, e per una riduzione del costo indiretto ci vuole almeno una generazione.
L'obiettivo dichiarato dal Governo è quello di indurre comportamenti più "virtuosi" e allora anziché mettere una tassa sulle bevande zuccherate (che poi non sono le uniche colpevoli, vedi il gelato) perché non si riduce la tassazione sulle bevande con poco zucchero o addirittura senza zucchero? Non è molto più semplice. Perché prendere da una mano per dare dall'altra?.
Meno tasse, meno costi, meno burocrazia, ad esempio, questa bevanda si quella no, Coca Cola si, l'italico Chinotto no, ecc..pensate alle polemiche.
Se si "apre" ad una tassazione sui cibi, possiamo iniziare con lo zucchero, per poi arrivare al grasso, alle proteine e per finire al sale.
La tassa sullo zucchero non ha come obiettivo la salute dei cittadini ma quello di fare cassa e ogni pretesto è buono.
In Italia siamo messi così, anche lo zucchero è diventato amaro.