giovedì, agosto 01, 2019

Greta Thunberg non mi sei simpatica


Greta Thunberg non mi sei simpatica per tre motivi.
Primo motivo.
È importante tenere conto di quanto è successo nel mondo negli ultimi 150 anni. Questo periodo temporale riguarda solo 4 generazioni: mio nonno nato nella seconda metà dell'800 (1883); mio padre, nato nel 1921; il sottoscritto nato nel 1954; mio figlio nato nel 1984. La popolazione mondiale del 1880 era di poco superiore al miliardo e mezzo. Vi consiglio di andare sul sito https://ourworldindata.org/world-population-growth troverete dei grafici interessantissimi che riguardano l'andamento demografico. Ci sono voluti 125 anni per passare da un miliardo di persone (1803) a due miliardi (1928). Basteranno solo 49 anni per passare dai 4 miliardi di persone del 1975 agli 8 miliardi del 2024. Riflettiamo su questi numeri per capire come sia impossibile immaginare che una tale crescita, una pressione antropica così forte non abbia conseguenze sul pianeta.
Ma torniamo alle 4 generazioni. Quella di mio nonno ha visto la nascita delle più grandi innovazioni tecnologiche di cui "godiamo" in questi anni, mezzi tecnici che possiamo considerare maturi. Ne cito alcuni: la radio, l'areoplano, i motori sia termici che elettrici, la pasteurizzazione, mi rendo conto che l'elenco è parziale forse basterebbe andare su internet per soddisfare queste curiosità. A cavallo di 800 e 900 grandi scoperte, ma anche tanti drammi. Le società non erano pronte e i contrasti tra le nazioni sono stati alla origine di guerre devastanti. Purtroppo, la Seconda guerra mondiale è stata la drammatica continuazione della Prima. La generazione di mio padre (la seconda) ha detto no alla guerra. Quando i tre grandi, Churchill, Stalin e Roosevelt decisero nella conferenza di Teheran del novembre 1943 che bisognava garantire all'Europa almeno 50 anni di pace è sembrato "naturale" accettare anche alcune forzature come la divisione del mondo concepita dai vincitori, blocco comunista, economia di mercato in occidente, nascita del Mercato Comune Europeo. La mia generazione è stata quella della grande crescita demografica e ricordo perfettamente le grandi emergenze "alimentari" come quella del Biafra oppure le grandi carestie di India e Cina. Per quest'ultima bisogna ricordare la follia ideologica di Mao che costringeva tutti a lavorare nelle comuni agricole con risultati devastanti. I dati FAO riportano come nel 1961 con una popolazione mondiale di 3,5 miliardi di persone ben 900 milioni era sottoalimentate. La mia generazione ha affollato le facoltà di agraria e i risultati non sono certo mancati tanti tecnici sono stati in grado di applicare le innovazioni tecnologiche all'agricoltura, dalla genetica alla meccanizzazione, i fitofarmaci hanno permesso l'incremento delle rese produttive e al tempo stesso la riduzione dell'impiego di fattori produttivi (incremento esponenziale della produttività). Nel 2018 la popolazione mondiale supera i 7,5 miliardi di persone ma i sottoalimentati sono "solo" 800 milioni (dati FAO). Considero tutto questo un successo incredibile. Tanti sono ovviamente i fattori che hanno permesso questo traguardo ma con orgoglio affermo che abbiamo saputo "lavorare" bene. Mio figlio ha la pancia piena. Ha altri problemi ma non certamente quello di doversi procurare il cibo. Per queste ragioni non mi sento colpevole delle accuse che mi rivolge l'inespressiva e glaciale Greta.
Secondo motivo.
La salvaguardi dell'ambiente fortemente condizionata dalla antropizzazione, dalla crescita economica in molti casi tumultuosa e disordinata, necessità l'adozione di strategie di lungo periodo che vanno ben oltre il 2040-2050 quando sul pianeta saremo in oltre 10 miliardi.
Greta, non chiedere alla mia generazione quello che dobbiamo fare per garantire il tuo futuro. È compito tuo, la generazione di mio figlio, trovare le "soluzioni". Quello che dobbiamo fare noi è metterci da parte.
Quello che posso dirti è che non credo in modelli tipo "decrescita felice" e renderti cosciente delle difficoltà che potrai incontrare. Nel passato sono stati fatti errori (vedi Cina ai tempi di Mao) e fanne tesoro. La mia generazione ti può offrire e ti mette a disposizione una "cassetta degli attrezzi" ben fornita e potrai senz'altro trovare un "attrezzo" da migliorare e innovare che ti permetterà di risolvere i problemi attuali e quelli fututri. Sarai comunque tu e la tua generazione che dovrà assumersi delle responsabilità. È troppo facile "scaricarle" sulla mia generazione.
Terzo motivo.
Non dobbiamo essere ingenui. La tua partecipazione ai grandi consessi mondiali è stata possibile per il grande effetto mediatico possibile dall'utilizzazione dei "social" (guarda caso realizzati da quelli nati negli anni 50-60!) e senza dubbio da un ufficio stampa fatto da persone che ti circondano e forse ti "usano". Possiamo sapere di quante persone è fatto il tuo staff? Quanto costa? Ricevi compensi per questo tuo agire? Andrai nel continente americano a bordo una barca a vela ipertecnologica, mica a bordo di una caravella come quella che ha usato Colombo. Se dovesse succedere qualche inconveniente, guasto tecnico, condizioni meteo avverse ecc. sarai soccorsa utilizzando grandi mezzi che sono il frutto di tutte quelle tecnologie di cui ho parlato e i costi "ambientali" per salvarti sarebbero per maggiori di quelli di un volo su di un nuovissimo A380. Pensaci.