Credo che il risultato di queste votazioni sia troppo sottovalutato.
Il calo dell'affluenza alle urne è preoccupante.
Troppi sono gli indecisi, troppi pensano che "tanto non cambierà nulla"....
Vedremo
Questo blog è il mio diario pubblico: uno sguardo critico sui fatti quotidiani della società, spesso fuori dal coro. È firmato Napoleone, per ammirazione verso una figura complessa. Il quadro che lo ritrae, stanco dopo l’abdicazione di Fontainebleau, non è casuale. Senza Napoleone la Rivoluzione Francese sarebbe rimasta incompiuta: è lui a dare forma, nel tempo, agli ideali.
lunedì, febbraio 25, 2013
mercoledì, febbraio 20, 2013
Oscar Gannino: l'inutilità dei titoli di studio
Esprimo tutta la mia solidarietà a Oscar Gannino.
Non è laureato, ma che ci importa?
Quante persone vengono onorate di un tilolo di studio, perchè si presentano o ricoprono ruoli tipici di coloro che possiedono un titolo di studio superiore, ma in realtà sono dei semplici Sig.
Il sapere non è certamente correlato ad un titolo di studio.
Quanti laureati ingnoranti e farabutti ci sono in giro?
L'ingenuità di Giannino è quella che si sia compiaciuto che tutti lo ritenevano di essere in possesso di "roboanti" titoli di studio. Forse per lui si tratta di una rivincita interiore.
Nei confronti di quei prof. che all'università lo hanno più volte bocciato, lui ha fatto gli "sberleffi"
dentro di se avrà detto:"guardate dove sono arrivato voi che siete solo forma e non sostanza !!"
Coraggio
Caro Gannino non demorda e non si demetta.
Non è laureato, ma che ci importa?
Quante persone vengono onorate di un tilolo di studio, perchè si presentano o ricoprono ruoli tipici di coloro che possiedono un titolo di studio superiore, ma in realtà sono dei semplici Sig.
Il sapere non è certamente correlato ad un titolo di studio.
Quanti laureati ingnoranti e farabutti ci sono in giro?
L'ingenuità di Giannino è quella che si sia compiaciuto che tutti lo ritenevano di essere in possesso di "roboanti" titoli di studio. Forse per lui si tratta di una rivincita interiore.
Nei confronti di quei prof. che all'università lo hanno più volte bocciato, lui ha fatto gli "sberleffi"
dentro di se avrà detto:"guardate dove sono arrivato voi che siete solo forma e non sostanza !!"
Coraggio
Caro Gannino non demorda e non si demetta.
sabato, gennaio 05, 2013
“L’agenda Monti” e la rivoluzione, un consiglio spassionato.
Ho letto “CAMBIARE L’ITALIA, RIFORMARE L’EUROPA
PRIMO CONTRIBUTO AD UNA RIFLESSIONE APERTA” di Mario Monti.
Mi aspettavo qualche cosa di più.
Anche le interviste e le dichiarazioni di questi giorni sono
assolutamente condivisibili ma non viene detto in modo chiaro e tondo che in
Italia per cambiare c’è bisogno di una “rivoluzione”.
Monti dice che parlare di appartenenza politica di “destra”
e “sinistra” è un concetto superato perché entrambi gli schieramenti presentano
contraddittorie posizioni conservatrici e progressiste. Non si tratta solo di visioni,
idee, ideologie conservatrici o progressiste, ma lo sono gli uomini. Un esempio
per tutti, Bersani. Questo suo fare “pacioso” convinto di vincere le elezioni,
convinto di “raddrizzare” la sgangherata e rattoppata “zattera” italiana con un
classico “colpo alla botte e colpo al cerchio” è il tipico atteggiamento
conservatore.
L’Italia ha bisogno di ben altre cure !!!!
Nel panorama attuale il più rivoluzionario è senz’altro
Grillo con il suo Movimento 5 stelle, ma diciamocelo “Dio ce ne scampi” è
troppo giacobino e alla fine sappiamo bene che fine ha fatto la Francia quando
era sottomessa alla dittatura di Robespierre.
Siccome io, Napoleone, la rivoluzione lo vissuta, ovviamente
a modo mio, so bene che il colpo di stato del 18 brumaio lo hanno fatto i
moderati di cui io sono stato il “catalizzatore” insieme all’esercito che avevo
condotto e fatto trionfare in tutti i campi di battaglia.
Caro Monti ti consiglio, nella campagna elettorale, di
essere assai meno “prudente” e “diplomatico”, ci sono molti italiani che
vogliono sentire pronunciare la parola “rivoluzione”. Come ho scritto in alcuni
post precedenti ( si veda "Il finanziamento pubblico ai partiti? risposta NO" oppure "Caro Monti, rileggi Smith, è indispensabile" ) il sistema politico italiano dimostra di non avere al
proprio interno gli “anticorpi” per poter guarire dal male cronico della
corruzione, dell’inefficienza, degli indebiti privilegi. Quindi ci vuole una
forza esterna innovatrice e rivoluzionaria che spazzi via il vecchio per
sostituirlo con il nuovo.
Questi anni di berlusconismo hanno dimostrato che non c’è
stato nessun cambiamento tra 1° e 2° Repubblica, quindi oggi si presenta ancora
una volta l’opportunità di cambiare.
Proviamoci, inneggiamo ad un movimento rivoluzionario che si
concentri su un programma definito di riforme vere e possibili, non quelle
fumose e velleitarie che non portano a nulla.
Questa legislatura doveva ridurre il numero dei
parlamentari, riformare la pubblica amministrazione, riorganizzare gli enti
territoriali (Regioni, Province e Comuni), ma cosa è stato fatto ? Nulla.
Per cambiare ci vuole la RIVOLUZIONE, caro Monti devi essere
tu il più RIVOLUZIONARIO !!!.
sabato, ottobre 27, 2012
Berlusconi condannato
Progetto per la nascita del Partito Italiano Per la Rivoluzione PIPR (l'acronimo si pronuncia PiPiErre)
Ci sto lavorando, vi piace ?.
Ci sto lavorando, vi piace ?.
mercoledì, maggio 30, 2012
Parmigiano – Terremoto – solidarietà
In questo momento esprimo tutta la mia solidarietà a chi sta
soffrendo per le perdite che ha subito.
Ieri mattina 30 minuti dopo aver postato c’è stato un
secondo violentissimo terremoto che ha interessato una vasta zona contigua a
quella già colpita dal terremoto del 20 maggio.
I danni sono ingentissimi, con morti e feriti.
Data l’entità dei danni si dovrà intervenire ed è ovvio che saranno
necessari aiuti economici da privati e dallo Stato, l'importante sarà procedere
in modo serio e concreto lasciando perdere certi provvedimenti irrealizzabili e
demagogici.
martedì, maggio 29, 2012
Il finanziamento pubblico ai partiti ? risposta NO
Gli attuali partiti devono dimostrare di possedere gli
strumenti per "rigenerarsi", ovvero diventare soggetti nuovi,
competenti, innovativi, propositivi, vicini alle difficoltà della gente,
stimolare la partecipazione delle componenti più "sane" della
società.
Essere i portatori di una etica del "servire per il
bene dello Stato" e non dell'essere detentori di privilegi ignobili.
(Occorre riflettere sul caso Parma).
Occorre risolvere il problema alla radice.
Operando in modo semplice e trasparente, ovvero:
1° abolizione del finanziamento pubblico.
2° i partiti politici devono essere Associazioni
riconosciute sulla base delle leggi attuali (perché farsi un vestito che cambia
come la moda?).
3° I cittadini che si iscrivono al partito sono tenuti al
pagamento di una quota.
4° l'importo della quota è deciso dall'assemblea degli
iscritti o loro delegati come sarà stabilito dallo statuto che ciascun partito
(Associazione) si darà.
5° nessun limite all'importo del contributo con il vincolo
che può essere fatto solo da persone fisiche.
6° il contributo / quota iscrizione è da considerarsi una
"liberalità"
7° il contributo / quota iscrizione non può essere in forma
anonima
8° ogni anno, il partito (associazione), pubblica l'elenco
di coloro che hanno versato contributi riportando oltre i dati anagrafici anche
l'importo versato.
9° il partito (Associazione) è tenuta a redigere il bilancio
come tutte le associazioni ed è soggetto a tutte le forme di controllo previste
dalla legislazione attuale.
Devono essere gli iscritti i primi ad esercitare il
"controllo", se il Partito dimostra di saper spendere bene ed
onestamente i soldi che riceve non ci saranno problemi.
Parmigiano – Terremoto – vendita diretta una altra catastrofe
La vendita di formaggio “terremotato” provocherà più danni
del terremoto stesso e vi spiego il perché.
La Coldiretti per l’ennesima volta da prova di quali “guasti”
reca all’agricoltura.
Sul Corriera della sera di domenica 27 maggio a pag. 23 sotto
i, titolo cubitale “Grandi sforzi e difficoltà ma gli aiuti funzionano” è
riportato un riquadro dal titolo: “Dopo i crolli Prime vendite di Parmigiano” e
si scrive: “C’è stata una vera gara di solidarietà alla prima vendita dei 12 milioni
di chili di Parmigiano Reggiano recuperato dai magazzini di stagionatura
distrutti da terremoto (foto Ansa)”. Lo rende noto la Coldiretti che quantifica
danni per 250 milioni di euro per il solo settore agroalimentare.
Osservazioni a questa tale citazione:
1.
“…prima vendita dei 12 milioni di chili...", ma ci
si rende conto di che entità si parla? Un po’ di dati:
a.
Ogni anno si producono ca. 3 milioni di forme
b.
Sono ca. 6 milioni le forme nei magazzini perché
si vende formaggio a differente stagionatura
c.
Il consumo annuo è di ca. 100 mila tonnellate
ovvero 100 milioni di chili.
d.
Un abitante consuma ca. 1,5 chili di formaggio
all’anno.
e.
La grande distruzione vende ca. il 70 % di tutto
il Parmigiano.
f.
La distribuzione tradizionale ca. il 19 %.
g.
La “vendita diretta” non più del 2% tradotto in
chili diciamo 2 milioni di chili.
h.
12 milioni di chili corrispondono a ca. 300 mila
forme ovvero il 10% di tutto il formaggio prodotto ed il 5% di quello presente
nei magazzini.
2.
“…recuperato dai magazzini distrutti..”, ma come
si possono dire certe scemenze, 300 mila forme sono 10 mila tonnellate. Un autotreno
può trasportare diciamo 20 tonnellate, insomma si tratta di 500 camion che
avrebbe trasportato tutta questa merce in una settimana. Non può che essere una “bufala”.
3.
La foto. Da giorni e giorni è sempre la stessa,
cambia l’inquadratura, il dettaglio ecc. La stessa forma crepata, siccome ce n’è
una lo sono tutte ? dove sono le altre 299.999 forme “distrutte”.
Da queste osservazioni si può facilmente capire come è
impossibile vendere direttamente 12.000.000 di chili di formaggio se in un anno
attualmente se ne vendono solo 2 milioni e dico in un anno intero.
Le conseguenze sul mercato
L’immissione di una così rilevante quantità di formaggio
provocherebbe un “tracollo” delle quotazioni di mercato già oggi in forte calo
rispetto all’anno scorso (vedi quotazioni).
Il formaggio venduto direttamente (sempre che sia
tecnicamente possibile) provocherebbe un forte calo di vendite nella grande
distribuzione con la conseguente riduzione della domanda complessiva e quindi una
ulteriore contrazione delle quotazioni.
In pratica ad un momentaneo vantaggio, determinato dalla
vendita diretta a prezzi maggiori di quelli attuali, seguirebbe un periodo di
forte calo delle quotazioni e conseguentemente nell’anno la perdita sarebbe
molto maggiore rispetto ad una situazione “normale”.
È questo che la Coldiretti non capisce. Non è con la
solidarietà ingannevole da terremoto che si risolvono i problemi di mercato di questa
produzione di pregio.
Iscriviti a:
Post (Atom)