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sabato, agosto 31, 2024

Frasi sulle quali riflettere

Dopo aver letto il bellissimo libro di Alessandro Barbero La Battaglia – Storia di Waterloo, ho riletto l’ultimo volume su 11 della Storia del Consolato e dell’Impero di Napoleone I, scritto da Adolphe Thiers dal 1845 al 1862 perché sono rimasto stupido della mancata citazione di un opera che descrive lo svolgimento della battaglia in modo molto simile a quello riportato da Barbero, anche se quest’ultimo riporta più dettagli decisamente importanti.

L’opera di Thiers termina con queste frasi scritte nel 1862 e di cui si dovrebbe fare tesoro: 

“Chi mai avrebbe adunque potuto prevedere che il savio (Napoleone n.d.a) del 1800 sarebbe il dissennato del 1812 e del 1813? Si, che sarebbesi potuto prevederlo, col ricordarsi che l'onnipotenza umana reca in sé un'incurabile follia, la tentazione, cioè, di tutto fare quando si può tutto fare, anco il male dopo il bene. Cosi in questa grande vita, nella quale i militari possono tanto imparare  così anche gli amministratori ed i politici, vengano i cittadini alla volta loro ad impararvi una cosa, ed è questa: che non vuolsi mai abbandonare la patria in balia d’un uomo, quale ch’ei sia, quali che siano le circostanze !

Nel dar termine a questa Storia dei trionfi e delle sciagure della Francia, l’Autore manda un ultimo grido che gli sfugge dal cuore, grido sincero che vorrebbe far giungere al cuore d'ogni Francese, nell'intendimento di persuadere a tutti che non vuolsi mai alienare la propria libertà, e, per non essere esposti ad alienarla, non abusarne mai.”

Frasi purtroppo poco lette se si pensa a quanti dittatori e capi di governo si sono creduti o si credono onnipotenti.

Mario Monti nel suo ultimo libro "Demagonia" riporta come la quasi maggioranza dei cittadini dei paesi dell'OCSE è insoddisfatta di come funziona la democrazia e ne abusano al tal punto che danno spazio e seguito a personaggi come il generale Vannacci o a tipi come Donald Trump candidato alla Presidenza degli Stati Uniti. Dobbiamo sempre tener presente il grande pericolo che si corre con "l'uomo solo al comando" e se ci guardiano attorno ce ne sono veramente troppi !!!

domenica, marzo 06, 2022

Putin il “conquistatore”: un pezzente !

Le guerre si iniziano con vari pretesti. Raramente il casus belli è motivato da ragioni che si riferiscono ai valori inalienabili dei diritti delle persone, ma non voglio addentrarmi in una analisi che sarebbe troppo lunga e non finalizzata agli attuali drammatici eventi.

L’attuale invasione, del preponderante esercito Russo, della Ucraina è da condannare senza se e senza ma.

Mi chiedo quali sono i motivi che hanno portato Putin ad una azione così folle.

Voglio riportare una semplice analisi economica che forse mette in evidenza le ragioni economiche della guerra.

I dati della World Bank sono molto utili per analisi comparative. Nella analisi tutti i valori sono riferiti al dollaro in valori costanti 2010.

Come evidenziato dalla tabella 1 nel 2019 (anno pre-pandemia) il PIL della Russia è pari a poco meno di 1.460 Mrd (miliardi) di dollari. Quindi ben lontano dagli oltre 13.000 Mrd della UE, o dagli oltre 19.000 Mrd degli USA. Il PIL dell’Italia, nel 2019, è pari a 1.915 Mrd di dollari quindi ben superiore a quello della Russia.

Anche come reddito pro-capite le cose sono abbastanza critiche, quello della Russia è un sesto di quello USA e un terzo della UE a 27 (Regno Unito escluso).

I dati relativi al 2020 mettono in evidenzia le conseguenze globali della pandemia. Le variazioni anno 2020 su 2019 sono riportate nella tabella 2 e come si può leggere ci sono due eccezioni. La prima è rappresentata dalla Lituania il cui PIL diminuisce di solo 0,1%; la seconda riguarda l’Italia che con un calo del PIL dell’8,9% guida la triste classifica del maggiore calo tra i paesi analizzati.

Analizzando l’andamento del PIL nel periodo 2000 – 2019 è si evidenzia come i 9 paesi appartenenti all’ex “Patto di Varsavia” e quindi di fatto soggiogati alla politica economica sovietica hanno saputo riscattarsi con risultati economici incredibili. (vedi tabella 2).

Solo repubblica Ceca e Ungheria registrano un incremento del PIL inferiore alla Russia.


Nel 2019 il PIL totale dei 9 paesi usciti dalla sfera sovietica hanno un PIL pari a poco più di 1.400 Mrd che sarebbe il 97% del PIL russo. La popolazione di questi 9 paesi è di 96 Mln quindi i due terzi di quella russa.

Il disegno imperialistico di Putin è abbastanza chiaro, e i dati economici lo dimostrano. Ricostruire la grande area di influenza economica a cui la Russia è stata costretta a rinunciare con il crollo del regime sovietico.

Putin colpevolizza i paesi suoi vicini per aver aderito al sistema difensivo NATO, in realtà quello che più teme si riferisce ai massicci investimenti che l’Europa ha deciso nell’ambito delle energie rinnovabili. Se diventiamo meno dipendenti dal gas russo la sua economia ne risentirebbe enormemente.

Gettare scompiglio, paura e caos può essere molto vantaggioso.

Il contesto economico attuale sta condannando la Russia ad un ruolo secondario e Putin vuole ribaltare questo stato di cose ricorrendo alla forza e alle armi del suo enorme arsenale militare.

L’economia russa non può permettersi né una guerra di lunga durata ne una guerra su di uno scenario globale.

Le attuali sanzioni, ma soprattutto una accelerazione negli investimenti energetici potrebbero rappresentare una risposta adeguata.

Putin vuole fare con l’occidente come il gatto con il topo. Farci “morire” lentamente dopo una serie di cinici “tira e molla”.

Lo sappiamo e allora mettiamo in campo, per evitare la terza guerra mondiale, le strategie del topo. Fingiamoci “morti” non esacerbiamo il conflitto con riferimenti ai valori democratici che ci contraddistinguono, ma rimbocchiamoci le maniche per dimezzare in 3-5 anni il nostro deficit energetico e in 10 anni arrivare alla autosufficienza energetica, nel 2030 a Putin non rimarranno che armi spuntate.

mercoledì, giugno 30, 2021

Due rivoluzioni

Sono nato nel 1954, mi sarebbe piaciuto nascere 200 anni prima.

Non era facile sopravvivere ai primi anni di vita, una banale infezione batterica poteva ucciderti per non parlare delle tante malattie virali per le quali non c’era alcuna cura, solo le preghiere.

Nel pieno della mia vita averi però assistito ai due più grandi avvenimenti che plasmano la società attuale: la rivoluzione americana e la rivoluzione francese.

Oggi mi tocca leggere della stucchevole lite tra un ex pseudo comico che ha voluto fare il rivoluzionario senza fare la rivoluzione e un ex Presidente del Consiglio, molto esperto nella attività “lobbistica” tipica del professori universitari (questa la conosco, credetemi).

Grillo con 300 parlamentari non ha combinato nulla, perché ognuno ha dedicato la maggior parte del proprio tempo proprio a quei maneggi politici che tanto disprezzavano. La ragione di ciò è dovuta alla generale scarsa preparazione, al basso livello culturale, alle scarse conoscenze della storia e delle più elementari teorie in campo economico e sociale. Queste mie considerazioni si basano sulla modestia e inconsistenza dei provvedimenti approvati sino ad ora dal Parlamento.

Veniamo a Conte. Ieri professore universitario, oggi Presidente del Consiglio. Intendiamoci, non è uno stupido e ha imparato in fretta, ma anche lui è figlio di questi tempi in cui i politici “tirano a campare”, a tenersi stretta la poltrona

Chi vuole cambiare veramente il mondo non se ne sta certo in un aula del Parlamento.

Questa è la grande differenza tra l’oggi e quel fine ‘700 (4 luglio 1776 – 14 luglio 1789).

I rappresentanti del popolo riuniti in assemblee hanno cercato di plasmare le società perché uomini e donne liberi potessero conseguire la felicità e il benessere.

Oggi i nostri rappresentati si riuniscono per fare soprattutto gli affari loro.

Che tristezza….

martedì, gennaio 07, 2020

Festa del primo Tricolore: questa sconosciuta


Ieri sera, Telereggio, ha mandato in onda le risposte date da alcune persone, in giro per la città di Reggio Emilia, alle quali è stato chiesto dove è "nato" il Tricolore e quando.
L'esito di queste mini-interviste è sconcertante.
Fatte le dovute osservazioni su questo tipo di indagini poco oggettive, il campione non è mai significativo, inoltre posso mandare in onda le risposte che voglio in funzione dell'obiettivo che mi sono dato, sono stati veramente pochi quelli che hanno saputo rispondere correttamente.
Le risposte sono state le più strampalate soprattutto quelle riferite a quando è nato il Tricolore, si va dal 1960 (avete letto bene) al 1861 (Unità d'Italia) passando da molti non so o non ricordo ecc.
Non avere una conoscenza storica è preoccupante. Il presente è il risultato di eventi passati di cui il Risorgimento è componente fondamentale. Il futuro è il risultato di tutto quello che facciamo nel presente. Tra passato, presente e futuro c'è pertanto continuità.
Se immergiamo parzialmente una asta dritta nell'acqua il nostro occhio la vede piegata nel punto in cui entra nell'acqua. Sappiamo che questo fenomeno è dovuto al fatto che l'acqua e l'aria hanno un diverso indice di rifrazione e quindi l'asta è dritta ma il nostro occhio la vede piegata. Abbiamo cioè conoscenza del fenomeno fisico.
Ma se non sappiamo o conosciamo che l'asta è dritta quando la vediamo immersa nell'acqua potremmo supporre che sia veramente piegata, questa è la ragione per cui alcuni "personaggi" riescono a distorcere la verità storica e a farci credere a fatti e cose non vere.
Meditate.
Buona giornata

giovedì, agosto 15, 2019

Un anniversario: 250 anni fa nasceva Napoleone Buonapate

250 anni fa nasceva Napoleone Buonaparte (diventato poi Bonaparte). La seconda metà del '700 era "affollata" da personaggi straordinari ne voglio citare solo qualcuno di cui mi ricordo.
Adam Smith, pubblicò nel 1752 la prima edizione dei Teoria dei sentimenti morali e poi nel 1776 la più famosa Indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni. Un anno dopo Thomas Jefferson, nato nel 1743 fu il principale autore della Dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti d'America.
Mozart, nato nel 1756 era già famoso in tutta l'Europa e aveva tenuto concerti nelle principali capitali europee da Vienna a Parigi. Ma anche il grande Franz Joseph Haydn un po’ più anziano di Mozart era musicista famoso e assai prolifico.
Come non ricordare i grandi "Illuministi" da Voltaire a Rousseau.
Ludwig van Beethoven nasce nel 1770. Il grande matematico Pierre Simon Laplace nasce nel 1749.
Dei tanti personaggi di oggi ce ne ricorderemo tra 250 anni? Ai posteri l'ardua sentenza

martedì, novembre 10, 2009

20° anniversario dell’abbattimento del muro di Berlino: ma per Berlusconi il muro è sempre lì.

Sono nato nel giugno del 1954. La costruzione del “muro di Berlino” è uno dei pochi ricordi della prima infanzia. In quell’estate del 1961 ero a casa delle mie prozie a Basilea. Non avevano la televisione, ma una di quelle grandi radio a valvole, ci si sintonizzava sui canali ruotando una grossa manopola, la voce del cronista usciva da una potente cassa acustica. Le mie prozie ascoltavano molto preoccupate. La Svizzera era stata neutrale durante il secondo conflitto mondiale ma non per questo aveva patito disagi e sofferenze. La costruzione del muro poteva avere conseguenze serie, dicevano, e se gli alleati avessero reagito? Il muro era l’ennesima provocazione del regime sovietico al mondo occidentale e capitalista. Un anno dopo o poco meno ci sarebbe stata la “crisi di Cuba”. Il regime sovietico “giocava” pericolosamente per mettere alla prova i regimi democratici filo statunitensi.

Solo dopo tanto tempo leggendo l’opera di Churchill ho capito che si trattava di una pericolosa “schermaglia”, Stalin era uomo di parola ed aveva garantito agli alleati che in Europa non ci sarebbero state più guerre per almeno 50 anni.

E così è stato ed è.

L’utopia comunista, con la costruzione del muro, ha messo in evidenza tutti i suoi limiti, le sue mancanze, la sua incapacità a realizzare progresso e benessere generalizzato.

La costruzione del muro, oggi lo possiamo dire, segna l’inizio della caduta del comunismo. Ci sono voluti 28 anni per demolire il muro, non certo una notte.

L’anniversario del 9 novembre è un fatto puramente simbolico così come il 14 luglio è l’anniversario della Rivoluzione Francese. Il nostro modo di vivere a bisogno di queste ricorrenze, che in realtà sono un po’ banali e sciocche.

L’importante è tutto quello che c’è stato prima e ci sarà dopo.

Per Berlusconi il tempo non è passato. La sua propaganda più incisiva fa ancora leva sui “comunisti che mangiano i bambini”. Per lui il muro non è stato abbattuto è sempre lì a dividere i buoni, in questo caso i sui amici – alleati, dai cattivi, l’attuale PD erede dei comunisti, le toghe rosse, i giornalisti che si permettono di criticarlo, ecc… Agli italiani questo modo di ragionare piace, da, come dire delle certezze, un muro è qualche cosa che da solidità che serve per capire chi sta di qua e chi di la.

In tutto questo capite bene c’è la negazione della storia, non si vuol comprendere che le società si evolvono e che devono darsi sempre nuovi obiettivi per poter crescere e prosperare.

Fare riferimento a steccati e logiche del passato può essere anche vantaggioso ed il successo di Berlusconi ne è la dimostrazione, ma si corre il rischio di dover pagare il “conto” tutto in una volta, così come il muro di Berlino dopo 28 anni dalla sua costruzione è stato abbattuto in una sola notte.

martedì, luglio 15, 2008

Omaggio alla Rivoluzione Francese

Con la mia prima campagna d’Italia ho diffuso gli ideali della Rivoluzione. Le italiche genti mi hanno osannato ed hanno sperato di poter cambiare l’intera società. Poi gli anni sono passati e mi hanno considerato alla stregua dei tanti conquistatori che hanno invaso l'Italia.
Possono anche aver ragione ma io non ho mai tradito gli ideali della Rivoluzione.
Con un colpo di stato sono salito al poter per il bene della Francia e per dare attuazione concreta agli ideali Rivoluzionari.
Questo gli italiani non l’hanno capito allora e così anche se sono passati più di 200 anni non hanno ancora ben chiaro che uno stato democratico si basa sull’autonomia ed indipendenza dei tre poteri quello legislativo, esecutivo e giudiziario.

domenica, giugno 01, 2008

Winston Churchill ed Indro Montanelli

In poco più di un anno e mezzo ho letto due opere eccezionali e mi riferisco a: “La seconda guerra mondiale”di Churchill e “La storia d’Italia” di Montanelli. Cari amici se volete comprendere le ragioni dei tanti contrasti di questo mondo è veramente utile conoscere la monumentale opera di Churchill ma per sapere come l’Italia si relaziona con le altre nazioni e come evolve la società italiana è indispensabile leggere l'opera di Montanelli.

Una conferma dell’importanza delle opere citate viene dalla lettura di questi giorni. Di Leonardo Maugeri “L’era del petrolio”, (Serie bianca Feltrinelli, ottobre 2006). Il petrolio come fonte energetica gioca un ruolo importante negli eventi storici del mondo degli ultimi 100-150 anni. Mi riferisco alla 1° e 2° guerra mondiale. Alle vicende della Russia dalla rivoluzione al comunismo atroce di Stalin, alla attuale restaurazione. Alla situazione dei Balcani per non parlare del Medio oriente. Maugeri ci fornisce un grado completo e la lettura del libro è affascinate, ma credetemi, il tutto assume un significato più profondo se messo in relazione con quanto scrive Churchill. Vi ricordo che le sorti del mondo vennero decise dai tre “grandi” ovvero Churchill, Roosevelt e Stalin nella "Conferenza di Teheran". La scelta della sede non fu certamente casuale.

Anche oggi l’Iran riveste un ruolo fondamentale e troppo spesso ne abbiamo sottovalutato il ruolo strategico. Gli Inglesi non l’hanno trattata bene, la BP l’ha sfruttata a dovere e gli USA sostenendo la dinastia dello Scià ha favorito un regime spietato e corrotto.

Stiamo pagando un conto salato a causa dei nostri errori.

Se i politici dedicassero un po’ di tempo a queste letture, forse tanti errori si potrebbero evitare e tanti si eviterebbero.