martedì, settembre 16, 2008

Federalismo fiscale

Da un po’ di tempo ero alla “caccia” del disegno di legge “Calderoli” di cui tanto si parla. Ho navigato sulla rete ma, niente, solo interviste e comunicazioni.
Anche sul sito del Governo solo chiacchiere…
Ieri ho trovato il testo su “Lavoce.info”, oggi finalmente il Governo si è deciso a pubblicare il testo. Leggete il testo del DDL, in realtà nulla è chiaro e definito, si rimanda a decreti che dovranno essere promulgati su questo e quello, il risultato sarà un caos incredibile, altro che semplificazione. Sulla “Lavoce.info” potete trovare alcune valutazioni interessanti.
Sono le “voci” fuori dal coro, gente che riflette e medita su certe follie populiste.

sabato, settembre 13, 2008

Si chiude la stalla quando i buoi sono scappati

Dalle news si apprende che il Governo vuole indagare sulle ragioni dell’aumento del prezzo di alcuni prodotti alimentari, pane, pasta, alcuni ortaggi. Il signor “Mister prezzo” batte un colpo. Questa è l’ennesima dimostrazione che provvedimenti di politica economica vengono presi in maniera intempestiva, sull’onda della emotività, sulla base di spinte populiste e con il solo scopo di generare un consenso immediato con esclusive finalità elettorali.
Si supponga che dopo le “accurate indagini”, la cui durata è facilmente immaginabile, gli organismi di controllo dovessero appurare l’irregolarità di certe operazioni potranno al massimo sanzionare con una molta l’azienda speculatrice. In pratica, se non ci sono fatti di natura penale, l’azienda pagherà una multa, soldi che andranno allo Stato.
E in un contesto simile mi dite qual è il vantaggio per il consumatore ?.
Il fatto di aver annunciato controlli può indurre gli speculatori e gli arraffoni a comportamenti virtuosi ?, io non lo credo.
Se si “naviga” sul sito dell’ISMEA si vedrà che il prezzo dei principali prodotti agricoli, alla produzione, negli ultimi mesi è diminuito di parecchio , in moltissimi casi ci siamo riportati ai livelli del 2006.
Gli aumenti odierni, spesso sconsiderati, sono il frutto del mancato funzionamento delle “leggi del mercato” a causa di una legislazione carente ed inconcludente.
Sono le “borse merci” dei prodotti agricoli che non funzionano, vi è una totale ignoranza sulle componenti della formazione del prezzo. Questa settimana le carote hanno un prezzo all’origine di € 0,13 al kg e arrivano al consumo ad € 1,25 (media nazionale vedi sito sms Consumatori) è quasi 10 volte tanto !!!!
E poi mi si dice che si devono fare indagini ?!!!
Vuol dire che è la logistica dei trasporti che non funziona. L’enorme pressione fiscale che incide sui passaggi tra le componenti della filiera, ogni fatturazione ha un costo incredibile.
Dica “mister prezzi” su un incremento di 10 volte il prezzo all’origine quanti soldi vanno al fisco !!!
Allora è inutile fare delle indagini a carattere propagandistico, mettete mano alle leggi, alle norme, alle regole che governano i mercati.
Nel breve i partiti di governo avranno qualche voto in meno ma nel futuro si potrebbero raccogliere frutti ben più sostanziosi.

giovedì, settembre 11, 2008

Un ricordo

Tanti della mia generazione si ricorderanno cosa stavano facendo nel pomeriggio dell’11 settembre 2001 quando nei modi più diversi vennero a conoscenza di quanto accadeva a New York
È stato un mio collega d’ufficio, collegato ad internet, a dirmi: è apparsa una notizia incredibile “Un aereo ha colpito uno dei due grattaceli delle Twin Towers”. La cosa aveva dell’incredibile!!!
Mi collego anch’io al sito della CNN e poco dopo il secondo aereo colpisce l’altra torre. In quegli attimi capisco che sta capitando qualcosa di terribile, ma non riesco a mettere “a fuoco” quello spaventoso evento. La nostra società non ha ancora superato quella catastrofe, ovvero non siamo ancora riusciti a comprendere sino in fondo le ragioni di chi ha compiuto quel misfatto.
È questo il motivo profondo della crisi che ancora oggi pervade il nostro vivere quotidiano.
Nel giorno del ricordo recito, nel silenzio, una preghiera per tutte le vittime innocenti cadute a causa di falsi ideali di fanatici assassini.

sabato, settembre 06, 2008

Articolo su Corriere della Sera

Sul Corriere della Sera Salvatore Bragantini ha scritto l’articolo dal titolo “I dubbi che lascia il copione Alitalia”, (5 settembre 2008) lo condivido completamente. Sul tema Alitalia è esattamente nel tono di questo blog.
Anche sulla “Voce.info” si sono letti articoli tanto simili, la cosa mi fa ancora più piacere perché le “voci” che mettono in dubbio il piano “fenice” vengono da persone autorevoli e, su sull’argomento, senz’altro molto più competenti di me.
Io sono uno stratega (Napoleone ovviamente !!), non un’economista.

domenica, agosto 31, 2008

Alitalia: per il momento “tanto fumo e poco arrosto”…

In questi giorni fiumi d’inchiostro sulla “soluzione” del caso Alitalia, ma leggete con attenzione quanto scritto sui vari quotidiani e vi accorgerete che nel concreto non in si sa nulla di preciso.
Sappiamo degli esuberi e viene esposto un “business planning” che potrebbe fare chiunque. Se perdo 100 è ovvio che devo tagliare i costi, ad esempio di 70, ed aumentare le entrate di 30; infatti si taglia su personale ed aerei e poi li si fa volare di più.
Non credo che in un settore così delicato come quello del trasporto aereo sia semplice applicare delle “formulette” da ragioniere di campagna (senza offese per la categoria !!!).
Si parla tanto della tratta Roma – Milano e nessuno cita il fatto che tra pochi mesi sarà operativa la TAV della tratta Milano - Bologna e l’obiettivo e di completarla nei giro di pochi anni. I 500 Km si potranno percorrere in 3 ore, un tempo in “concorrenza” con l’aereo.
Il prezzo dei carburanti è senza dubbio “gonfiato” da situazioni congiunturali, in ogni caso rimarrà proporzionalmente elevato e chi ne pagherà le più immediate conseguenze è proprio il trasposto aereo, quindi le tariffe “stracciate” di questi ultimi anni potrebbero rimanere un ricordo ed il trasporto ferroviario potrà avere la sua “riscossa”.
Tutte le compagnie sono in difficoltà, come è possibile pensare che una “matricola” (in realtà sembra più il restyling di una vettura che ha avuto poco successo) possa emergere a mo di “araba fenice” ?.
Alle domande del post del 28 agosto non ci sono state al momento risposte e mi sa che dovremo aspettare a lungo.
Nel frattempo perdite su perdite.
La soluzione che avevo prospettato tanto tempo fa, è passato un anno e mezzo, è andata in porto solo parzialmente. Si è concretizzata una fusione Alitalia – AirOne, mentre la parte finanziaria di Unicredit è stata sostituita dalla “cordata” del CAI (Club alpino Italiano, ops !!, mi sono sbagliato Cai, lo scrivono così, forse ci potrebbero essere problemi di copyright !!).
Il ruolo di Banca Intesa è invece assai chiaro.
Ricordo che servono comunque quasi 3 miliardi di euro ca.: 1,5 miliardi per far “decollare” la nuova Alitalia e poi 0,7 miliardi di euro per pagare le obbligazioni scadenza 2010 (a meno che questa non rimanga nella parte cattiva, ma non è facile…) e poi assorbire le previste perdite prima di tornare in attivo.
Qualunque imprenditore con un piano così “fallisce”.
Berlusconi ha mantenuto la “promessa” agli elettori creduloni, ed ha convinto la “cordata” che a pagare saranno comunque i contribuenti.Questa è una “vittoria” del Premier ed una ennesima sconfitta degli italiani.

giovedì, agosto 28, 2008

Soluzione Alitalia: poveri noi !!!!

Sono stato assente dall’Italia per qualche giorno, non ho letto i giornali e dal telegiornale ho appreso che il “caso” Alitalia è stato risolto, ecco come:

  • Si devono “rifare” due leggi;
  • La cordata di una decina di “milionari” ha fondato una società versando quote di qualche migliaio di euro e l’ha chiamata se non ho capito male “Compagnia Aerea Italiana” (C.A.I ?, per una "cordata" un nome niente male vero ? !!);
  • La CAI acquisterà la parte “buona” di Alitalia;
  • La CAI acquisterà “AirOne”;
  • La parte “cattiva” di Alitalia resta allo Stato

A questo punto sapete rispondere a queste domande:

  • Qual è la parte “buona” di Alitalia ?;
  • Il Tesoro detiene il 49,9 % delle azioni, quindi la parte “buona” del 50,1 % è degli azionisti;
  • Quanti sono i debiti della parte “cattiva” ?;
  • l prestito obbligazionario con scadenza 2010 chi lo paga?

Vedremo.

Ecco un concentrato dei mali dell’Italia.

lunedì, agosto 18, 2008

Cronaca di un viaggio. Nota 2: centrali eoliche ferme


Durante un viaggio ci si guarda attorno. Erano alcuni anni che non percorrevo la costa Adriatica e sono rimasto favorevolmente sorpreso dal rilevante numero di pale eoliche installate.
Mi è venuto in mente un viaggio fatto nel lontano 1994 in California (USA) e già a quei tempi intere colline erano “coperte” dalle pale eoliche.
Io non sto a disquisire sull’impatto ambientale, del bello – brutto, fanno rumore, ecc. ho constato che erano tutte ferme anche se il vento era decisamente sostenuto.
Erano ferme in Puglia, in Basilicata e in Calabria.

Ho letto di recente il bellissimo libro di Leonardo Maugeri “Con tutta l’energia possibile” – Sperling & Kupfer – 2008 e quindi ricordavo che l’Italia in fatto di energia eolica non era messa male.
Sono andato a rivedere i dati. Situazione al 2006, potenza installata 2,1 Gigawatt, siamo settimi al mondo. La prima è la Germania che ha una potenza installata 10 volte la nostra. Maugeri riferisce che la spesa per la costruzione di impianti superiori al Megawatt è di ca. 1.000 – 1.200 dollari per Kwatt. Se fate un po’ i calcoli la spesa sostenuta dall’Italia sarebbe tra 1,5 e 1,8 miliardi di euro. Mica poco !!! E il fatto di tener ferme le pale non sarebbe giustificato.
Ho fatto una piccola “indagine” in loco con scarsi risultati anche se mi è stato riferito che c'è mezzo la magistratura per via di ricorsi su questo e su quello non ultimo intrallazzi economici con la malavita organizzata. Insomma siamo alle solite !!!
Rientrato a casa ho fatto una “veloce” ricerca su Internet anche in questo caso il risultato non è stato positivo, fatto salvo un articolo di Paolo Granzotto sul “Giornale” che denuncia gli “intrallazzi” tra le amministrazioni locali e la Regione Puglia. L’articolo mette anche in evidenza la necessità di avere “certificati verdi” indipendentemente dal fatto che le centrali funzionino o no.
E questo ragionamento è in sintonia con quanto evidenziato da Maugeri in relazione al fatto che la resa in energia delle centrali eoliche è bassa inferiore al 40% della potenza installata. I costi di gestione delle pale sarebbero molto bassi, ma comunque il costo dell’energia elettrica prodotto dalle centrali eoliche sarebbe maggiore rispetto a quello prodotto da centrali tradizionali.
Questi elementi potrebbero spiegare la situazione.
Al di la delle scartoffie, denunce, ricorsi, ecc, sono stati spesi tanti soldi per la costruzione delle centrali eoliche, poi in realtà nessuno ha interesse che queste producano energia perché ci si perde ed allora teniamole ferme !!!. Senz’altro il problema dei certificati verdi sarà stato in qualche modo “aggirato” e forse è proprio su questo argomento che c’è puzza di bruciato.
Chissà se ci sono in giro “certificati verdi” che fanno riferimento allo potenza installata e non a quella effettivamente prodotta, mah !!!!
Se c’è qualcuno che ne sa scriva …