Bersani, questa frase l'ha pronunciata mille volte, ma se il cambiamento è Marini mi chiedo che cosa intende con il termine "cambiamento".
Ora avrebbe detto: «Adesso serve una fase nuova»; D'Alema ?, Prodi ?, ma stiamo scherzando !!!
Peggio di così non si poteva fare, non si comprende ne la strategia, ne la tattica.
Gli Italiani non si meritano uno spettacolo simile, tutto ciò non potrà che portarci verso forme di governo antimemocratiche.
Si preferirà "l'uomo del balcone" almeno non si dovrà più scuotere il capo e vergognarsi.....
Questo blog è il mio diario pubblico: uno sguardo critico sui fatti quotidiani della società, spesso fuori dal coro. È firmato Napoleone, per ammirazione verso una figura complessa. Il quadro che lo ritrae, stanco dopo l’abdicazione di Fontainebleau, non è casuale. Senza Napoleone la Rivoluzione Francese sarebbe rimasta incompiuta: è lui a dare forma, nel tempo, agli ideali.
venerdì, aprile 19, 2013
domenica, aprile 07, 2013
Basta tasse !!!
L'altro ieri l’Istat ha diffuso il conto trimestrale della Pubblica
amministrazione.
Nell’ultimo trimestre la pressione fiscale ha raggiunto il
52% sul PIL.
Se si considera l’intero anno la pressione è pari al 44%.
Dal sito dell’Istat è possibile scaricare la serie storica
di questa rilevazione statistica nel 1999 la pressione fiscale annuale era di
41,9, in pratica si tratta di 2 punti percentuali un dato molto rilevante.
Se si prende come anno base il 1999 e lo si confronta con il
2012 il PIL aumenta mediamente all’anno del 2,56%, mentre le entrate della PA
aumentano, sempre nello stesso periodo, del 2,84% e le uscite del 2,96%
Non bisogna certo essere dei premi Nobel dell’economia per
capire che così le cose non possono funzionare. Si cresce poco, ma soprattutto
le spese sono aumentate più delle entrare.
Mi sono “divertito” ad associare alla serie storica i
governi che si sono succeduti. Dal 1999 ci sono 56 trimestri, di questi 18 sono
stati governati dalla sinistra (10 dai governi D’Alema e Amato e 8 dal II
Governo Prodi); gli ultimi 4 trimestri sono etichettati Mario Monti, come
vogliamo definirlo? di destra o di sinistra, in ogni caso 34 trimestri sono
etichettati Silvio Berlusconi.
Nel 2012 la spesa della PA ammonta a poco più di 792
miliardi di euro (792,504 per l’esattezza), abbiamo pagato interessi per 10,7
%, ovvero 84,7 miliardi di euro.
Non ci crederete, ma analizzando la serie dal 1999 al 2012 l’incidenza
% degli interessi sulla spesa è stata anche più elevata. Nel periodo 1999-2004,
quindi governo D’Alema, Amato e Berlusconi poi, l’incidenza annua è stata di
ben il 13,8%.
Arrivare al pattuito “pareggio di bilancio” mancano 40
miliardi di euro.
Non sono pochi anche perché a questo punto ci siamo arrivati
per le folli scelte di governo di Berlusconi e Tremonti che nel 2009 sono
riusciti a creare un deficit di bilancio di ben 82 miliardi di euro. Questo risultato
drammatico è il frutto della sua sciagurata “vittoria” su Prodi il quale con
sacrifici non indifferenti nel 2007 aveva portato il deficit a 24 miliardi di
euro.
Berlusconi e Tremonti hanno totalmente sottovalutato la
crisi economica, se avessero introdotto immediatamente correttivi sul fronte
della spesa oggi non ci troveremmo in questa situazione disperata.
Oggi, in un contesto molto più difficile, rimettere in sesto
la macchina dello Stato vuol dire fare economie per almeno 40 miliardi di euro
all’anno.
La domanda se la pongono tutti è ovvio, ma come si fa?
Aumentare le tasse o i contributi è pura follia.
Si dice il costo della politica, parliamo di 2-3 miliardi al
massimo, non è poco ma non risolve il problema.
I tagli, è impopolare dirlo, si possono fare solo ed esclusivamente
su due voci di spesa ovvero sui consumi intermedi e sulle prestazioni sociali.
Consumi intermedi vuol dire “servizi”. Quelli erogati dallo Stato
costano molto e sono inefficienti. Lo Stato e gli enti territoriali devono
cedere la gestione di tanti servizi, altro che TARES. L'abolizione delle Province è inevitabile, così come il ridimensionamento delle funzioni delle regioni che hanno gonfiato i costi di un apparato amministrativo già inefficiente.
Lo stato dovrebbe liberalizzare, controllare e vigilare,
altro che occuparsi direttamente di certi servizi che vengono erogati a prezzi
esorbitanti con risultati “scandalosi”. Controllare e vigilare non vuol dire
più burocrazia ma entrare nel merito di come si erogano i servizi e con quali
risultati.
Da noi è sufficiente un timbro su una scartoffia, ma quello
che c’è scritto sopra non importa.
Ogni burocrate si occupa per definizione degli aspetti
formali, ma nella sostanza nulla o quasi.
Capite che il cambio di mentalità è radicale.
L’altra voce è quella prestazioni sociali, cresciute a
dismisura in 13 anni sono aumentate di oltre il 4% sulla spesa totale e in
termini assoluti dai 190 miliardi a 310 miliardi. Sono 120 miliardi di euro.
Le soluzioni non sono facili vedi la figuraccia della
Fornero sugli “esodati”, inoltre si ereditano gli enormi errori del passato.
Ma anche in questo settore occorre chiedersi se la “cassa
integrazione” sia veramente uno strumento idoneo, oppure totalmente sorpassato,
perché impedisce il rinnovamento nell’apparato produttivo ed industriale.
È diventato un post lunghissimo. Scusatemi.
Concludo dicendo che lo “spettacolo” di questi giorni è
avvilente. Si fa veramente fatica a capire chi sia il più ignorante tra
Bersani, Berlusconi e Grillo.
Stiamo affondando e questi 3, nel marasma più generale, pensano di
procurarsi una scialuppa, tutti gli altri possono anche annegare !!!!
martedì, aprile 02, 2013
Piove !!!!
"Piove governo ladro !!!". Tempi fortunati quelli nei quali ce la
potevamo prendere con il governo.
Non abbiamo più neppure quello.
Siamo proprio in miseria.
Napolitano le sta proprio provando tutte, è incomiabile ma questa classe politica NON ha nessuna intenzione di operare per il bene della Nazione.
sabato, marzo 30, 2013
Bersani, Berlusconi e Grillo rappresentanti di una Italia in rovina
Voglio fare una previsione sulla decisione che Napolitano
comunicherà questa mattina.
Devo fare una premessa.
Bersani, Berlusconi e Grillo (per quest’ultimo si deve dire
che è rappresentante indiretto in quanto non formalmente eletto) sono stati democraticamente
eletti dal popolo italiano. Ognuno quindi rappresenta ideali, aspettative,
speranze, etica di ogni elettore. È questo l’aspetto sconvolgente.
Sintetizzo per ciascun personaggio.
Bersani, è diventato candidato premier dopo essere stato
indicato, con le note primarie, dal 60% dei simpatizzanti il PD. Questo vuol
dire che alcuni milioni di cittadini vogliono cambiare l’attuale sistema con
gradualità, senza traumi. Faccio alcuni esempi: modificare il sistema
pensionistico nel pieno rispetto dei “diritti acquisiti” il che vuol dire che
diventa difficilissimo ridurre il costo del lavoro perché il numero dei
pensionati aumenta mentre diminuisce quelli che lavorano, è ovvio che quest’ultimi
saranno costretti a maggiori contribuzioni.
Con un costo del lavoro
elevato si è poco competitivi il che genera crisi e quindi una sorta di ciclo “vizioso”.
Altro esempio è quello relativo alla PA, la macchina dello Stato è troppo
complessa si occupa di troppe cose e le fa male, ci sono troppi dipendenti
pubblici che gonfiano a dismisura una spesa improduttiva che nessun Stato moderno
può permettersi eppure appena si è fatta la proposta della abolizione delle
provincie, apriti cielo. Mille distinguo, mille cavilli, ecc.. tanto che al
momento siamo al punto di partenza. Gli elettori / sostenitori di Bersani sono
convinti che dando un colpo al cerchio ed uno alla botte tutto si possa
sistemare.
Berlusconi è sostanzialmente un farabutto, uno che con le
leggi ci “gioca” sempre pronto a sfidarle, ogni cosa che fa è tra legalità e
illegalità. La sua etica è quella che vede l’individuo al centro del sistema
sociale senza nessun riguardo per il bene comune. Ritiene che ogni individuo possa
diventare ricco e se non lo si diventati è per incapacità. Berlusconi segue un “originale”
principio calvinista. Piace perché sa essere furbo, le racconta talmente grosse
che alla fine crede in quel che dice. È insuperabile a raccogliere consensi ma
non riesce a governare. Il perché è semplice le sue proposte di governo sono
inconsistenti e mai compiutamente definite.
Grillo è il rivoluzionario. Piace. È ignorante, una
dimostrazione. Il “tutti a casa” e gli attuali “onorevoli” hanno portato questo
paese alla bancarotta sono affermazioni condivisibili, ma si dimentica che
quelle persone sono state elette democraticamente, sono dei rappresentanti “primus
interpares”, tutti, indistintamente. Gli eletti nel M5S non sono diversi dagli
altri, se lo diventano o se lo vogliono diventare il M5S dovrà proporsi come
movimento anticostituzionale e conquistare il potere con la forza.
Essere “rivoluzionario” vuol dire abolire questa costituzione,
quanti “cittadini” sono disposti a seguirlo su questa strada che non si sa
esattamente dove porterà ?!!.
Con queste premesse Napolitano potrebbe aver chiesto ai partiti ed in
particolare PD e PDL se hanno la reale intenzione di riformare la legge
elettorale. Nel caso in cui abbia raccolto consenso su tale proposta allora
potrà dare l’incarico di formare un governo alla più alta carica istituzionale
a garanzia della Costituzione ovvero al Presidente della Corte Costituzionale. Se
questo tentativo estremo non ha avuto esito, non gli restano che le dimissioni.
Per l’Italia vuol dire cadere in un baratro nel quale non si sa certo cosa
troverà sul fondo.
Speriamo che alla fine un barlume di saggezza sia rimasto
!!!!
lunedì, marzo 04, 2013
Il 4 marzo ho scritto ma non pubblicato: Democrazia in pericolo !!!
Lo "spettacolo" che il M5S ci fa vedere in questi
giorni mi preoccupa.
Vedremo che cosa succederà in Parlamento quando si dovranno
eleggere i Presidenti di Camera e Senato, questo sarà il primo vero
"test" di democraticità dei Deputati e Senatori eletti e che oggi si
definiscono appartenenti al M5S.
In tutte le democrazie gli eletti hanno una delega senza
vincolo formale, quello sostanziale è dato dall'etica alla quale un
rappresentante del popolo è tenuto a operare in parlamento per promuovere il
bene e la felicità della nazione.
I partiti politici italiano hanno dato in questi ultimi 20
anni uno squallido esempio di rappresentanza, ma con tutti i difetti hanno
garantito la democrazia.
Rivoluzionare il sistema dei partiti è necessario, l’ho
scritto più volte, ma se non ci si confronta, non si discute e non si dialoga,
non rimane che una forma di governo, la dittatura.
Ieri Grillo ha parlato di "Rivoluzione francese"senza la ghigliottina, attenzione ha inboccato una strada sempre più pericolosa !!!
lunedì, febbraio 25, 2013
Preoccupazioni elettorali
Credo che il risultato di queste votazioni sia troppo sottovalutato.
Il calo dell'affluenza alle urne è preoccupante.
Troppi sono gli indecisi, troppi pensano che "tanto non cambierà nulla"....
Vedremo
Il calo dell'affluenza alle urne è preoccupante.
Troppi sono gli indecisi, troppi pensano che "tanto non cambierà nulla"....
Vedremo
mercoledì, febbraio 20, 2013
Oscar Gannino: l'inutilità dei titoli di studio
Esprimo tutta la mia solidarietà a Oscar Gannino.
Non è laureato, ma che ci importa?
Quante persone vengono onorate di un tilolo di studio, perchè si presentano o ricoprono ruoli tipici di coloro che possiedono un titolo di studio superiore, ma in realtà sono dei semplici Sig.
Il sapere non è certamente correlato ad un titolo di studio.
Quanti laureati ingnoranti e farabutti ci sono in giro?
L'ingenuità di Giannino è quella che si sia compiaciuto che tutti lo ritenevano di essere in possesso di "roboanti" titoli di studio. Forse per lui si tratta di una rivincita interiore.
Nei confronti di quei prof. che all'università lo hanno più volte bocciato, lui ha fatto gli "sberleffi"
dentro di se avrà detto:"guardate dove sono arrivato voi che siete solo forma e non sostanza !!"
Coraggio
Caro Gannino non demorda e non si demetta.
Non è laureato, ma che ci importa?
Quante persone vengono onorate di un tilolo di studio, perchè si presentano o ricoprono ruoli tipici di coloro che possiedono un titolo di studio superiore, ma in realtà sono dei semplici Sig.
Il sapere non è certamente correlato ad un titolo di studio.
Quanti laureati ingnoranti e farabutti ci sono in giro?
L'ingenuità di Giannino è quella che si sia compiaciuto che tutti lo ritenevano di essere in possesso di "roboanti" titoli di studio. Forse per lui si tratta di una rivincita interiore.
Nei confronti di quei prof. che all'università lo hanno più volte bocciato, lui ha fatto gli "sberleffi"
dentro di se avrà detto:"guardate dove sono arrivato voi che siete solo forma e non sostanza !!"
Coraggio
Caro Gannino non demorda e non si demetta.
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