venerdì, aprile 19, 2013

"Per un governo di cambiamento"

Bersani, questa frase l'ha pronunciata mille volte, ma se il cambiamento è Marini mi chiedo che cosa intende con il termine "cambiamento".
Ora avrebbe detto: «Adesso serve una fase nuova»; D'Alema ?, Prodi ?, ma stiamo scherzando !!!
Peggio di così non si poteva fare, non si comprende ne la strategia, ne la tattica.
Gli Italiani non si meritano uno spettacolo simile, tutto ciò non potrà che portarci verso forme di governo antimemocratiche.
Si preferirà "l'uomo del balcone" almeno non si dovrà più scuotere il capo e vergognarsi.....

domenica, aprile 07, 2013

Basta tasse !!!



L'altro ieri l’Istat ha diffuso il conto trimestrale della Pubblica amministrazione.
Nell’ultimo trimestre la pressione fiscale ha raggiunto il 52% sul PIL.
Se si considera l’intero anno la pressione è pari al 44%.
Dal sito dell’Istat è possibile scaricare la serie storica di questa rilevazione statistica nel 1999 la pressione fiscale annuale era di 41,9, in pratica si tratta di 2 punti percentuali un dato molto rilevante.
Se si prende come anno base il 1999 e lo si confronta con il 2012 il PIL aumenta mediamente all’anno del 2,56%, mentre le entrate della PA aumentano, sempre nello stesso periodo, del 2,84% e le uscite del 2,96%
Non bisogna certo essere dei premi Nobel dell’economia per capire che così le cose non possono funzionare. Si cresce poco, ma soprattutto le spese sono aumentate più delle entrare.
Mi sono “divertito” ad associare alla serie storica i governi che si sono succeduti. Dal 1999 ci sono 56 trimestri, di questi 18 sono stati governati dalla sinistra (10 dai governi D’Alema e Amato e 8 dal II Governo Prodi); gli ultimi 4 trimestri sono etichettati Mario Monti, come vogliamo definirlo? di destra o di sinistra, in ogni caso 34 trimestri sono etichettati Silvio Berlusconi.
Nel 2012 la spesa della PA ammonta a poco più di 792 miliardi di euro (792,504 per l’esattezza), abbiamo pagato interessi per 10,7 %, ovvero 84,7 miliardi di euro.
Non ci crederete, ma analizzando la serie dal 1999 al 2012 l’incidenza % degli interessi sulla spesa è stata anche più elevata. Nel periodo 1999-2004, quindi governo D’Alema, Amato e Berlusconi poi, l’incidenza annua è stata di ben il 13,8%.
Arrivare al pattuito “pareggio di bilancio” mancano 40 miliardi di euro.
Non sono pochi anche perché a questo punto ci siamo arrivati per le folli scelte di governo di Berlusconi e Tremonti che nel 2009 sono riusciti a creare un deficit di bilancio di ben 82 miliardi di euro. Questo risultato drammatico è il frutto della sua sciagurata “vittoria” su Prodi il quale con sacrifici non indifferenti nel 2007 aveva portato il deficit a 24 miliardi di euro.
Berlusconi e Tremonti hanno totalmente sottovalutato la crisi economica, se avessero introdotto immediatamente correttivi sul fronte della spesa oggi non ci troveremmo in questa situazione disperata.
Oggi, in un contesto molto più difficile, rimettere in sesto la macchina dello Stato vuol dire fare economie per almeno 40 miliardi di euro all’anno.
La domanda se la pongono tutti è ovvio, ma come si fa?
Aumentare le tasse o i contributi è pura follia.
Si dice il costo della politica, parliamo di 2-3 miliardi al massimo, non è poco ma non risolve il problema.
I tagli, è impopolare dirlo, si possono fare solo ed esclusivamente su due voci di spesa ovvero sui consumi intermedi e sulle prestazioni sociali.
Consumi intermedi vuol dire “servizi”. Quelli erogati dallo Stato costano molto e sono inefficienti. Lo Stato e gli enti territoriali devono cedere la gestione di tanti servizi, altro che TARES. L'abolizione delle Province è inevitabile, così come il ridimensionamento delle funzioni delle regioni che hanno gonfiato i costi di un apparato amministrativo già inefficiente.
Lo stato dovrebbe liberalizzare, controllare e vigilare, altro che occuparsi direttamente di certi servizi che vengono erogati a prezzi esorbitanti con risultati “scandalosi”. Controllare e vigilare non vuol dire più burocrazia ma entrare nel merito di come si erogano i servizi e con quali risultati.
Da noi è sufficiente un timbro su una scartoffia, ma quello che c’è scritto sopra non importa.
Ogni burocrate si occupa per definizione degli aspetti formali, ma nella sostanza nulla o quasi.
Capite che il cambio di mentalità è radicale.
L’altra voce è quella prestazioni sociali, cresciute a dismisura in 13 anni sono aumentate di oltre il 4% sulla spesa totale e in termini assoluti dai 190 miliardi a 310 miliardi. Sono 120 miliardi di euro.
Le soluzioni non sono facili vedi la figuraccia della Fornero sugli “esodati”, inoltre si ereditano gli enormi errori del passato.
Ma anche in questo settore occorre chiedersi se la “cassa integrazione” sia veramente uno strumento idoneo, oppure totalmente sorpassato, perché impedisce il rinnovamento nell’apparato produttivo ed industriale.
È diventato un post lunghissimo. Scusatemi.
Concludo dicendo che lo “spettacolo” di questi giorni è avvilente. Si fa veramente fatica a capire chi sia il più ignorante tra Bersani, Berlusconi e Grillo.
Stiamo affondando e questi 3, nel marasma più generale, pensano di procurarsi una scialuppa, tutti gli altri possono anche annegare !!!!

martedì, aprile 02, 2013

Piove !!!!



"Piove governo ladro !!!". Tempi fortunati quelli nei quali ce la potevamo prendere con il governo.
Non abbiamo più neppure quello.
Siamo proprio in miseria.
Napolitano le sta proprio provando tutte, è incomiabile ma questa classe politica NON ha nessuna intenzione di operare per il bene della Nazione.

sabato, marzo 30, 2013

Bersani, Berlusconi e Grillo rappresentanti di una Italia in rovina



Voglio fare una previsione sulla decisione che Napolitano comunicherà questa mattina.
Devo fare una premessa.
Bersani, Berlusconi e Grillo (per quest’ultimo si deve dire che è rappresentante indiretto in quanto non formalmente eletto) sono stati democraticamente eletti dal popolo italiano. Ognuno quindi rappresenta ideali, aspettative, speranze, etica di ogni elettore. È questo l’aspetto sconvolgente.
Sintetizzo per ciascun personaggio.
Bersani, è diventato candidato premier dopo essere stato indicato, con le note primarie, dal 60% dei simpatizzanti il PD. Questo vuol dire che alcuni milioni di cittadini vogliono cambiare l’attuale sistema con gradualità, senza traumi. Faccio alcuni esempi: modificare il sistema pensionistico nel pieno rispetto dei “diritti acquisiti” il che vuol dire che diventa difficilissimo ridurre il costo del lavoro perché il numero dei pensionati aumenta mentre diminuisce quelli che lavorano, è ovvio che quest’ultimi saranno costretti a maggiori contribuzioni.
Con un  costo del lavoro elevato si è poco competitivi il che genera crisi e quindi una sorta di ciclo “vizioso”. Altro esempio è quello relativo alla PA, la macchina dello Stato è troppo complessa si occupa di troppe cose e le fa male, ci sono troppi dipendenti pubblici che gonfiano a dismisura una spesa improduttiva che nessun Stato moderno può permettersi eppure appena si è fatta la proposta della abolizione delle provincie, apriti cielo. Mille distinguo, mille cavilli, ecc.. tanto che al momento siamo al punto di partenza. Gli elettori / sostenitori di Bersani sono convinti che dando un colpo al cerchio ed uno alla botte tutto si possa sistemare.
Berlusconi è sostanzialmente un farabutto, uno che con le leggi ci “gioca” sempre pronto a sfidarle, ogni cosa che fa è tra legalità e illegalità. La sua etica è quella che vede l’individuo al centro del sistema sociale senza nessun riguardo per il bene comune. Ritiene che ogni individuo possa diventare ricco e se non lo si diventati è per incapacità. Berlusconi segue un “originale” principio calvinista. Piace perché sa essere furbo, le racconta talmente grosse che alla fine crede in quel che dice. È insuperabile a raccogliere consensi ma non riesce a governare. Il perché è semplice le sue proposte di governo sono inconsistenti e mai compiutamente definite.
Grillo è il rivoluzionario. Piace. È ignorante, una dimostrazione. Il “tutti a casa” e gli attuali “onorevoli” hanno portato questo paese alla bancarotta sono affermazioni condivisibili, ma si dimentica che quelle persone sono state elette democraticamente, sono dei rappresentanti “primus interpares”, tutti, indistintamente. Gli eletti nel M5S non sono diversi dagli altri, se lo diventano o se lo vogliono diventare il M5S dovrà proporsi come movimento anticostituzionale e conquistare il potere con la forza.
Essere “rivoluzionario” vuol dire abolire questa costituzione, quanti “cittadini” sono disposti a seguirlo su questa strada che non si sa esattamente dove porterà ?!!.
Con queste premesse Napolitano potrebbe aver chiesto ai partiti ed in particolare PD e PDL se hanno la reale intenzione di riformare la legge elettorale. Nel caso in cui abbia raccolto consenso su tale proposta allora potrà dare l’incarico di formare un governo alla più alta carica istituzionale a garanzia della Costituzione ovvero al Presidente della Corte Costituzionale. Se questo tentativo estremo non ha avuto esito, non gli restano che le dimissioni. Per l’Italia vuol dire cadere in un baratro nel quale non si sa certo cosa troverà sul fondo.
Speriamo che alla fine un barlume di saggezza sia rimasto !!!!

lunedì, marzo 04, 2013

Il 4 marzo ho scritto ma non pubblicato: Democrazia in pericolo !!!




Lo "spettacolo" che il M5S ci fa vedere in questi giorni mi preoccupa.
Vedremo che cosa succederà in Parlamento quando si dovranno eleggere i Presidenti di Camera e Senato, questo sarà il primo vero "test" di democraticità dei Deputati e Senatori eletti e che oggi si definiscono appartenenti al M5S.
In tutte le democrazie gli eletti hanno una delega senza vincolo formale, quello sostanziale è dato dall'etica alla quale un rappresentante del popolo è tenuto a operare in parlamento per promuovere il bene e la felicità della nazione.
I partiti politici italiano hanno dato in questi ultimi 20 anni uno squallido esempio di rappresentanza, ma con tutti i difetti hanno garantito la democrazia.
Rivoluzionare il sistema dei partiti è necessario, l’ho scritto più volte, ma se non ci si confronta, non si discute e non si dialoga, non rimane che una forma di governo, la dittatura.
Ieri Grillo ha parlato di "Rivoluzione francese"senza la ghigliottina, attenzione ha inboccato una strada sempre più pericolosa !!!

lunedì, febbraio 25, 2013

Preoccupazioni elettorali

Credo che il risultato di queste votazioni sia troppo sottovalutato.
Il calo dell'affluenza alle urne è preoccupante.
Troppi sono gli indecisi, troppi pensano che "tanto non cambierà nulla"....
Vedremo

mercoledì, febbraio 20, 2013

Oscar Gannino: l'inutilità dei titoli di studio

Esprimo tutta la mia solidarietà a Oscar Gannino.
Non è laureato, ma che ci importa?
Quante persone vengono onorate di un tilolo di studio, perchè si presentano o ricoprono ruoli tipici di coloro che possiedono un titolo di studio superiore, ma in realtà sono dei semplici Sig.
Il sapere non è certamente correlato ad un titolo di studio.
Quanti laureati ingnoranti e farabutti ci sono in giro?
L'ingenuità di Giannino è quella che si sia compiaciuto che tutti lo ritenevano di essere in possesso di "roboanti" titoli di studio. Forse per lui si tratta di una rivincita interiore.
Nei confronti di quei prof. che all'università lo hanno più volte bocciato, lui ha fatto gli "sberleffi"
dentro di se avrà detto:"guardate dove sono arrivato voi che siete solo forma e non sostanza !!"
Coraggio
Caro Gannino non demorda e non si demetta.