Due settimane senza scrivere un post eppure di cose ne sono successe tante e a dire il vero è un momento di grande fermento. Stiamo vivendo una fase epocale e non ne siamo pienamente consapevoli. Sono tanti i riferimenti al ’29 del terremoto finanziario ed economico di questi giorni, ma credo che la storia “non si ripete” e quindi ciò che stiamo vivendo è il frutto di azioni e di comportamenti che nulla hanno a che fare con le cause che portarono alla crisi del ’29.
Sono convinto che al fondo di questo stato di cose c’è il decadimento dell’etica di chi ha la responsabilità di gestire beni pubblici e privati.
Questo blog si chiama “Etica e società” ed sito che lo gestisce www.nuovaetica.info non per un caso. Sono profondamente convinto che questa società debba elaborare nuovi e più consoni valori etici fondati sul rispetto reciproco, sulla convivenza sociale, sul realizzare giusti profitti, sull’impegno nella società per farla progredire, dare il giusto valore alle cose che produciamo senza voler generare situazioni monopolistiche a vantaggio di pochi.
Non abbiamo bisogno di ideologie queste ormai sono il passato. Al centro della nostra vita quotidiana ci sono le relazioni con altri membri della società che devono essere riviste sia in termini qualitativi che quantitativi. Le relazioni quantitative generano il “momento economico” ed è questo che in questo giorni è totalmente in crisi.
Vedremo che cosa succederà
Questo blog è il mio diario pubblico: uno sguardo critico sui fatti quotidiani della società, spesso fuori dal coro. È firmato Napoleone, per ammirazione verso una figura complessa. Il quadro che lo ritrae, stanco dopo l’abdicazione di Fontainebleau, non è casuale. Senza Napoleone la Rivoluzione Francese sarebbe rimasta incompiuta: è lui a dare forma, nel tempo, agli ideali.
sabato, ottobre 25, 2008
giovedì, ottobre 09, 2008
Alitalia, se ci sei batti un colpo!!!
Quali saranno le ripercussioni sul “piano Alitalia” dovute alla drammatica situazione della finanza mondiale. Gli industriali “tirati” nella cordata da chissà quali berlusconiane promesse avranno ancora il coraggio di “gettare” in una impresa molto incerta il miliardo e passa di euro?
In tempi magri anche quei milioncini che ognuno si è impegnato a “scucire” possono far comodo.
Le previsioni di vari organismi internazionali ci dicono che le cose andranno maluccio per almeno un paio d’anni, quindi anche il traffico aereo potrebbe risentirne ed allora addio previsioni di creare utili in due o tre anni.
A queste “previsioni” credo sempre meno, possibile che non si sapesse nulla di quello che stava per succedere?
Il pesce inizia a puzzare dalla testa, noi poveri peones non abbiamo certo la possibilità di bazzicare in prossimità dei centri di potere, ma quelli che oggi ci propinano analisi e valutazioni o sono degli ignoranti o hanno gli occhi foderati di prosciutto. Le loro previsioni se le tengano, anzi non è proprio il caso di continuare a mantenerli….
In tempi magri anche quei milioncini che ognuno si è impegnato a “scucire” possono far comodo.
Le previsioni di vari organismi internazionali ci dicono che le cose andranno maluccio per almeno un paio d’anni, quindi anche il traffico aereo potrebbe risentirne ed allora addio previsioni di creare utili in due o tre anni.
A queste “previsioni” credo sempre meno, possibile che non si sapesse nulla di quello che stava per succedere?
Il pesce inizia a puzzare dalla testa, noi poveri peones non abbiamo certo la possibilità di bazzicare in prossimità dei centri di potere, ma quelli che oggi ci propinano analisi e valutazioni o sono degli ignoranti o hanno gli occhi foderati di prosciutto. Le loro previsioni se le tengano, anzi non è proprio il caso di continuare a mantenerli….
martedì, ottobre 07, 2008
Una ciclone sulla finanza
Il mondo della finanza vacilla, le borse di tutto il mondo vivono momenti difficili. Le vendite superano di gran lunga gli acquisti ed i prezzi crollano. Tutto ciò non accade per caso, da troppo tempo si è persa la “misura delle cose”.
Su vecchi testi l’amministratore saggio era colui che gestiva il patrimonio come “il buon padre di famiglia”. In un mondo frenetico si è preferito l’azzardo, la speculazione, il facile profitto, la malafede, la truffa, l’inganno.
Pochi mesi fa si è tenuta a Roma la conferenza sull’alimentazione, era tutto un suonare la grancassa sull’aumento del prezzo derrate alimentari e sugli effetti a livello mondiale. Pareva che le risorse agricole si fossero esaurite in un batter d’occhio e quindi tutti lì a fare previsioni e scenari, insomma un gran bla, bla, ecc.
Adesso ci troviamo con i prezzi dei cereali quasi ai livelli del 2006. Ma come, non si era detto che il mais veniva destinato alla produzione di etanolo e quindi i consumi erano aumentati? Si sono forse chiuse le fabbriche?, e la Cina e l’India non sono le responsabili della riduzione delle scorte mondiali?
Tanti argomenti, tante ragioni, tutto per giustificare un aumento, fuori da ogni logica dei prezzi, delle comodities alimentari per alimentare la speculazione ed i facili guadagni.
Dopo l’alimentare veniamo al petrolio. Facciamo due conti della serva.
Ogni anno si producono quasi 3 miliardi di tonnellate di petrolio (Fonte: Maugeri nel 2006 ton. 2.908.000.000) che corrispondono quasi a 20 miliardi di barili, negli ultimi 5 anni l’incremento del prezzo del petrolio è stato impressionante toccando a luglio (se non ricordo male) i 140 dollari al barile. Questa impennata dei prezzi quanta liquidità ha creato nel sistema finanziario mondiale? Rimanendo nell’ambito dei conti della serva se l’utile medio di questi 5 anni è di $ 15 a barile salta fuori la colossale cifra di 1.500 miliardi di dollari.
Questa somma enorme può aver avuto un effetto dirompente e lacerante sull’intero sistema finanziario.
Questa valanga di soldi si è riversata su quella parte dell’economia reale rappresentata dal settore immobiliare con “mutui facili”. Analogamente si è speculato sui prodotti agricoli.
Il tutto è stato aggravato da strumenti finanziari basati sulla “carta”, titoli finanziari che passando di mano in mano generavano un effetto moltiplicatore che ha ulteriormente “gonfiato” il mondo della finanza. La vicenda dei mutui subprime non è sufficiente a spiegare quello che sta succedendo.
La contrazione del prezzo del petrolio è stata come un leggero soffio sul castello di carta provocando il drammatico crollo di un sistema già traballante.
Di tutto questo le vittime siamo noi, gente qualsiasi con un po’ di soldi messi da parte come sempre dovrebbe fare “il buon padre di famiglia”.
Su vecchi testi l’amministratore saggio era colui che gestiva il patrimonio come “il buon padre di famiglia”. In un mondo frenetico si è preferito l’azzardo, la speculazione, il facile profitto, la malafede, la truffa, l’inganno.
Pochi mesi fa si è tenuta a Roma la conferenza sull’alimentazione, era tutto un suonare la grancassa sull’aumento del prezzo derrate alimentari e sugli effetti a livello mondiale. Pareva che le risorse agricole si fossero esaurite in un batter d’occhio e quindi tutti lì a fare previsioni e scenari, insomma un gran bla, bla, ecc.
Adesso ci troviamo con i prezzi dei cereali quasi ai livelli del 2006. Ma come, non si era detto che il mais veniva destinato alla produzione di etanolo e quindi i consumi erano aumentati? Si sono forse chiuse le fabbriche?, e la Cina e l’India non sono le responsabili della riduzione delle scorte mondiali?
Tanti argomenti, tante ragioni, tutto per giustificare un aumento, fuori da ogni logica dei prezzi, delle comodities alimentari per alimentare la speculazione ed i facili guadagni.
Dopo l’alimentare veniamo al petrolio. Facciamo due conti della serva.
Ogni anno si producono quasi 3 miliardi di tonnellate di petrolio (Fonte: Maugeri nel 2006 ton. 2.908.000.000) che corrispondono quasi a 20 miliardi di barili, negli ultimi 5 anni l’incremento del prezzo del petrolio è stato impressionante toccando a luglio (se non ricordo male) i 140 dollari al barile. Questa impennata dei prezzi quanta liquidità ha creato nel sistema finanziario mondiale? Rimanendo nell’ambito dei conti della serva se l’utile medio di questi 5 anni è di $ 15 a barile salta fuori la colossale cifra di 1.500 miliardi di dollari.
Questa somma enorme può aver avuto un effetto dirompente e lacerante sull’intero sistema finanziario.
Questa valanga di soldi si è riversata su quella parte dell’economia reale rappresentata dal settore immobiliare con “mutui facili”. Analogamente si è speculato sui prodotti agricoli.
Il tutto è stato aggravato da strumenti finanziari basati sulla “carta”, titoli finanziari che passando di mano in mano generavano un effetto moltiplicatore che ha ulteriormente “gonfiato” il mondo della finanza. La vicenda dei mutui subprime non è sufficiente a spiegare quello che sta succedendo.
La contrazione del prezzo del petrolio è stata come un leggero soffio sul castello di carta provocando il drammatico crollo di un sistema già traballante.
Di tutto questo le vittime siamo noi, gente qualsiasi con un po’ di soldi messi da parte come sempre dovrebbe fare “il buon padre di famiglia”.
giovedì, settembre 25, 2008
Mara Carfagna e la prostituzione
Ho sempre ritenuto che la funzione della legge sia quella di regolare i rapporti tra le persone o tra le persone e le istituzioni sia pubbliche che private. Siccome sono “regole” hanno il loro fondamento su principi di natura etica e morale.
Veniamo al DDL sulla prostituzione. Quello presentato è di pochi articoli ma sono un esempio di come in quello che è stato fatto ci sia ben poca etica, anzi genera “confusione” e quindi anziché essere norma che "regola" diventa fonte di contenzioso tra le persone e le istituzioni.
I contenuti della legge sono chiari. La prostituzione è penalmente perseguibile se esercitata sulla strada, non lo è se esercitata a casa propria o più semplicemente tra 4 mura.
Ma tutto ciò non ha senso.
Si deve prima di tutto definire se la prostituzione è un reato o non lo è.
Se è reato lo è ovunque, che differenza fa vendere il proprio corpo in strada o in casa?
Sarebbe come dire: si possono vendere le carote nei supermercati ma non nelle bancarelle sul mercato. Tutto ciò è assurdo.
Il provvedimento viene adottato perché la “morale corrente” ritiene indecoroso vedere donne e uomini sulle strade in atteggiamenti che inequivocabilmente offrono se stessi per danaro? Allora il problema non è quello di vietare la prostituzione ma piuttosto quello di creare condizioni perché il fenomeno possa ridursi grazie al fatto che le regole morali “condivise” si diffondono nella società. Se vendere se stessi è amorale e compare il sesso è altrettanto amorale, se questi principi si diffondono nella società la prostituzione non può che ridursi.
Ho sentito delle cifre sulla prostituzione. Se non ho capito male in Francia le prostitute sono ca. 20.000, in Italia sarebbero ca. 100.000.
È noto che in Francia è stata varata una legislazione più permissiva e se le prostitute sono proporzionalmente minori vuol dire che quelle norme sono più rispettose degli individui e quindi consentono quella crescita morale che rappresenta l’unico modo per far si che il corpo non sia considerato merce.
Mara Carfagna, faccia un passo indietro. Non deve far parlare di se a tutti costi e si concentri su altri temi che riguardano le “pari opportunità”.
Veniamo al DDL sulla prostituzione. Quello presentato è di pochi articoli ma sono un esempio di come in quello che è stato fatto ci sia ben poca etica, anzi genera “confusione” e quindi anziché essere norma che "regola" diventa fonte di contenzioso tra le persone e le istituzioni.
I contenuti della legge sono chiari. La prostituzione è penalmente perseguibile se esercitata sulla strada, non lo è se esercitata a casa propria o più semplicemente tra 4 mura.
Ma tutto ciò non ha senso.
Si deve prima di tutto definire se la prostituzione è un reato o non lo è.
Se è reato lo è ovunque, che differenza fa vendere il proprio corpo in strada o in casa?
Sarebbe come dire: si possono vendere le carote nei supermercati ma non nelle bancarelle sul mercato. Tutto ciò è assurdo.
Il provvedimento viene adottato perché la “morale corrente” ritiene indecoroso vedere donne e uomini sulle strade in atteggiamenti che inequivocabilmente offrono se stessi per danaro? Allora il problema non è quello di vietare la prostituzione ma piuttosto quello di creare condizioni perché il fenomeno possa ridursi grazie al fatto che le regole morali “condivise” si diffondono nella società. Se vendere se stessi è amorale e compare il sesso è altrettanto amorale, se questi principi si diffondono nella società la prostituzione non può che ridursi.
Ho sentito delle cifre sulla prostituzione. Se non ho capito male in Francia le prostitute sono ca. 20.000, in Italia sarebbero ca. 100.000.
È noto che in Francia è stata varata una legislazione più permissiva e se le prostitute sono proporzionalmente minori vuol dire che quelle norme sono più rispettose degli individui e quindi consentono quella crescita morale che rappresenta l’unico modo per far si che il corpo non sia considerato merce.
Mara Carfagna, faccia un passo indietro. Non deve far parlare di se a tutti costi e si concentri su altri temi che riguardano le “pari opportunità”.
martedì, settembre 23, 2008
Alitalia in vendita
Ecco un esempio di B2B (business to business), nel commercio elettroni cosi definisce la vendita di beni e servizi ad un’altra impresa utilizzando lo strumento Internet.
Se c’è qualcuno che è intenzionato a compare Alitalia o pezzi di Alitalia si faccia avanti, è questo il senso del comunicato apparso sul sito di Alitalia e firmato dal commissario Fantozzi.
Mi chiedo perché non ha utilizzato il famoso sito eBay, si vende e si compra di tutto.
Voglio ricordare al commissario Fantozzi che le precedenti “gare” non hanno fruttato un gran che e allora perché non cambiare “metodo”.
Forse sono in tanti quelli che si vorrebbero contendere in un asta telematica il seggiolino di un vetusto MD80, o che so, un carrello delle vivande, così via di questo passo.
È questo il piano B che auspicava l’ex ministro Bersani ? !!!!
A questo punto ci vorrebbe un po’ di serietà e correttezza, i libri contabili vanno portati in tribunale, deve essere giudice a mettere all’asta l’Alitalia.
Le conseguenze sono pesanti per i dipendenti, ma continuare così vuol dire non risolvere mai il problema.
Se c’è qualcuno che è intenzionato a compare Alitalia o pezzi di Alitalia si faccia avanti, è questo il senso del comunicato apparso sul sito di Alitalia e firmato dal commissario Fantozzi.
Mi chiedo perché non ha utilizzato il famoso sito eBay, si vende e si compra di tutto.
Voglio ricordare al commissario Fantozzi che le precedenti “gare” non hanno fruttato un gran che e allora perché non cambiare “metodo”.
Forse sono in tanti quelli che si vorrebbero contendere in un asta telematica il seggiolino di un vetusto MD80, o che so, un carrello delle vivande, così via di questo passo.
È questo il piano B che auspicava l’ex ministro Bersani ? !!!!
A questo punto ci vorrebbe un po’ di serietà e correttezza, i libri contabili vanno portati in tribunale, deve essere giudice a mettere all’asta l’Alitalia.
Le conseguenze sono pesanti per i dipendenti, ma continuare così vuol dire non risolvere mai il problema.
venerdì, settembre 19, 2008
Ho “toppato”
Ieri mattina la probabilità dell’accordo la ritenevo al 60-70% e per questo mi ero sbilanciato per la riuscita della trattativa.
Sono stato smentito dai fatti. Adesso mi auguro che si attivi al più presto la procedura per il fallimento. I libri vanno portati in tribunale e ne vedremo delle belle, non ha senso nelle condizioni attuali adottare strategie dilatorie.
La responsabilità del fallimento della trattativa non è da imputare solo alla CGIL ed alle altre sigle dei sindacati autonomi, certo hanno tirato troppo la corda, ma la controparte non ha voluto o potuto cedere. Si tenga anche presente la situazione finanziaria mondiale è assai turbolenta e mettere sul tavolo soldi freschi, in un momento in cui forse ce ne bisogno per le proprie attività. La ritirata della CAI è così diventata "gloriosa" anzichè una sconfitta.
La rottura di ieri sancisce una situazione che per Alitalia è insostenibile da tempo. Di tempo e denaro ne è stato sprecato proprio tanto.
Il fallimento chiarisce, molti equivoci, sapremo finalmente a quanto realmente ammonta il debito di Alitalia e se c’è qualcosa di buono verranno certamente a comprarlo.
Una cosa purtroppo è certa sul fronte dell’occupazione, con il fallimento la situazione sarà peggiore sia di quella proposta da AirFrance – KLM sia della soluzione CAI.
Voglio comunque ricordare che la “Fenice” di CAI, quella che se ne stava sotto la cenere era ed è abbastanza bruciacchiata e non so se ha le ali in forza per volare.
Sono stato smentito dai fatti. Adesso mi auguro che si attivi al più presto la procedura per il fallimento. I libri vanno portati in tribunale e ne vedremo delle belle, non ha senso nelle condizioni attuali adottare strategie dilatorie.
La responsabilità del fallimento della trattativa non è da imputare solo alla CGIL ed alle altre sigle dei sindacati autonomi, certo hanno tirato troppo la corda, ma la controparte non ha voluto o potuto cedere. Si tenga anche presente la situazione finanziaria mondiale è assai turbolenta e mettere sul tavolo soldi freschi, in un momento in cui forse ce ne bisogno per le proprie attività. La ritirata della CAI è così diventata "gloriosa" anzichè una sconfitta.
La rottura di ieri sancisce una situazione che per Alitalia è insostenibile da tempo. Di tempo e denaro ne è stato sprecato proprio tanto.
Il fallimento chiarisce, molti equivoci, sapremo finalmente a quanto realmente ammonta il debito di Alitalia e se c’è qualcosa di buono verranno certamente a comprarlo.
Una cosa purtroppo è certa sul fronte dell’occupazione, con il fallimento la situazione sarà peggiore sia di quella proposta da AirFrance – KLM sia della soluzione CAI.
Voglio comunque ricordare che la “Fenice” di CAI, quella che se ne stava sotto la cenere era ed è abbastanza bruciacchiata e non so se ha le ali in forza per volare.
giovedì, settembre 18, 2008
Soluzione Alitalia: ci vuole la sfera di cristallo
Oggi dovrebbe essere il “giorno fatale”, ma sono mesi che si ripete questa sceneggiata e le decisioni vengono sempre rimandate.
Per azzardare previsioni su come andrà a finire ci vuole la “sfera di cristallo”. Io ci provo, è quello che ho sempre fatto scrivendo sul bolg.
L’accordo si troverà, in questo modo il Berlusca potrà continuare a suonare la grancassa del “salvatore della patria”. Il fatto che oggi si arrivi ad un accordo con i sindacati non vuol dire che sia trovata una soluzione equa al problema Alitalia e le ragioni sono le seguenti:
1. Le passività pregresse di Alitalia le pagheranno gli italiani (nell’accordo Air France KLM i debiti se li “puppavano” i francesi, anzi il Tesoro riceveva 170 milioni di euro, in tempi magri come questi “sputaci sopra”.
2. La CAI ha bisogno di almeno 3 miliardi di euro per far funzionare il baraccone, diciamo “ripulito” da esuberi e costi eccessivi.
3. Di questi 3 miliardi, uno o poco più è costituito dall’esborso dei “compagni di merenda” della cordata, e gli altri chi ce li mette? La banca?, in ogni caso la “fenice” parte con un bel debito.
4. Questo debito dovrà essere rimborsato ed in un momento difficile come questo per l’economia globale non credo che ci sia da stare allegri. La gente potrebbe volare di meno perché le tariffe non saranno più così vantaggiose, ecc…
5. Il piano è criticato da molti e quindi tra 3-4 anni ci potremmo trovare al punto attuale.
6. In tutto questo ragionamento ci potrebbe essere un piano “segreto” che rispecchia quello che io ho sempre sostenuto su questi post. Fusione tra Alitalia e AirOne e successiva cessione a Lufthansa.
Vedremo
Per azzardare previsioni su come andrà a finire ci vuole la “sfera di cristallo”. Io ci provo, è quello che ho sempre fatto scrivendo sul bolg.
L’accordo si troverà, in questo modo il Berlusca potrà continuare a suonare la grancassa del “salvatore della patria”. Il fatto che oggi si arrivi ad un accordo con i sindacati non vuol dire che sia trovata una soluzione equa al problema Alitalia e le ragioni sono le seguenti:
1. Le passività pregresse di Alitalia le pagheranno gli italiani (nell’accordo Air France KLM i debiti se li “puppavano” i francesi, anzi il Tesoro riceveva 170 milioni di euro, in tempi magri come questi “sputaci sopra”.
2. La CAI ha bisogno di almeno 3 miliardi di euro per far funzionare il baraccone, diciamo “ripulito” da esuberi e costi eccessivi.
3. Di questi 3 miliardi, uno o poco più è costituito dall’esborso dei “compagni di merenda” della cordata, e gli altri chi ce li mette? La banca?, in ogni caso la “fenice” parte con un bel debito.
4. Questo debito dovrà essere rimborsato ed in un momento difficile come questo per l’economia globale non credo che ci sia da stare allegri. La gente potrebbe volare di meno perché le tariffe non saranno più così vantaggiose, ecc…
5. Il piano è criticato da molti e quindi tra 3-4 anni ci potremmo trovare al punto attuale.
6. In tutto questo ragionamento ci potrebbe essere un piano “segreto” che rispecchia quello che io ho sempre sostenuto su questi post. Fusione tra Alitalia e AirOne e successiva cessione a Lufthansa.
Vedremo
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