sabato, maggio 17, 2008

Dichiarazione dei redditi su Internet

L’argomento “Dichiarazione dei redditi su Internet” ha lasciato le pagine dei giornali. È cambiato il Governo e l’exploit del vice ministro Visco è sembrato proprio una trovata per chiudere in bellezza un periodo in cui gli italiani si sono sentiti strizzati, dal fisco, come dei limoni. Visco farebbe bene a riflettere se una delle cause della sconfitta elettorale possa essere individuata nel modo con cui gli italiani sono stati trattati da un fisco sempre più piovra. In cambio che cosa abbiamo ottenuto? Nulla. Al singolo cittadino non basta dirgli: sai adesso la UE ha ritirato la procedura di infrazione per deficit eccessivo, vedi come siamo stati bravi. È comodo sbandierare successi con i soldi degli altri.

I contribuenti hanno perfettamente percepito che gli eccellenti risultati di “finanza pubblica” sono stati ottenuti con un aumento delle entrate e non con un taglio delle spese o meglio non con l’abolizione degli sprechi.

Proprio a questo riguardo espongo la mia osservazione.

La decisione di mettere su Internet le dichiarazioni dei redditi degli italiani, può essere condivisa, ma contestualmente perché non mettere su Internet i bilanci degli enti pubblici territoriali?

Possiamo iniziare da Comuni, Province e Regioni. L’ISTAT da parecchi anni pubblica i dati dei bilanci consuntivi delle amministrazioni comunali sulla base del D.P.R. 194 del 31.1.1996. Consulta i dati del 2006

Su Internet e ovviamente da un solo sito si potrebbe accedere alle singole Regioni poi alle Province e poi comune per comune.

Oltre ai bilanci sarebbe bene conoscere il reddito di questo e quel dipendente. Non lo stipendio perché il dato potrebbe essere fuorviante.

Navigando su Internet è facile trovare sui siti Web di comuni la pubblicazione dei bilanci, ma spesso non hanno una struttura comparabile e vengono messi in evidenza i dati che in qualche modo danno lustro all’amministrazione.

Lo Stato ritiene giusto rendere pubblici i redditi dei propri cittadini ?, bene, dia l’esempio pubblicando come utilizza il nostri soldi e dando analoga trasparenza.

Questo mi sembra un ragionamento semplice ma lo Stato continua ad adottare questo “sano” principio: “Forte con i deboli e debole con i forti”

lunedì, maggio 12, 2008

Tremonti le banche e “Alitalia”

Ieri al telegiornale è stata data la notizia che Tremonti si è trasformato nel mitico “Robin Hood” perché vuole “finalmente” mettere le mani in quelli che negli ultimi anni si sono arricchiti impropriamente, banche e petrolieri. I primi con le speculazioni ed i secondi pure anche se le speculazioni sulle materie prime sono forse una conseguenza delle operazioni avventate fatte dalle banche e che in qualche modo oggi cercano di “ricoprirsi” agendo sulla speculazione sulle materie prime.

Detto questo mi sembra che questa “mossa” faccia parte dell’operazione salvataggio Alitalia.

Lo sto ripetendo e chi mi legge lo sa, se si vuole un vettore “di bandiera” (io però l’avrei già fatta fallire da tempo) solo le banche potranno dare le garanzie a chi si prenderà in carico la “grana” Alitalia.

Se ci pensate è una operazione “astuta” questa che sta per iniziare. Prima dico che le banche ed i petrolieri si sono messe in tasca un sacco di soldi, leggi Bancaintesa, Unicredit ed ENI e poi dirò accettate le mie condizioni oppure io vi “stango” con strumenti relativi ai mutui per le banche o con strumenti fiscali per i carburanti.

Si tratta di un ricatto per convincere chi in questo momento ha disponibilità di capitali nell’intervenire nella cosiddetta “cordata”.

Chi e con quale “peso” fa parte di questa fantomatica cordata chi lo sa?

lunedì, maggio 05, 2008

Un ricordo al genio a cui è dedicato questo "blog"

Oggi 5 maggio.
Leggi, amico sconusciuto, la poesia del Manzoni e rifletti. Il cinque maggio

mercoledì, aprile 30, 2008

Mozzarella olio di Girasole due “pesi” due misure

La mozzarella è “sparita” dalle cronache.
Il sito web del Ministero Salute ed agricoltura, riporta i risultati delle analisi e dei controlli. Nel comunicato si usano toni “trionfalistici” ma in realtà il settore deve rimanere sotto controllo.

Degli 83 allevamenti messi sotto sequestro nel mese di marzo ben 35 producono latte non conforme. Il dato ci dice poco perché non sappiamo quante sono le bufale allevate.

Va beh, meglio di niente, vedrete che o prima o poi se ne riparlerà.

Intanto ecco un’altra “grana” olio di girasole contaminato da gasolio e oli minerali proveniente dall’Ucraina. La notizia è presente sul sito del Ministero della Salute, ma è seguito dal solito bla, bla… si faranno i controlli, le autorità sorvegliano, ecc.. tanto per tenere il consumatore nell’ignoranza

In realtà mi sembra che il problema sia molto serio in quanto di mozzarella ne produciamo ca. 45.000 tonnellate mentre di olio di girasole nel importiamo dalla sola Ucraina per oltre 100.000 tonnellate. Siamo i terzi importatori dell'Unione a 27 Stati Membri con ca. il15 % in termini di quantità ed il 14% in termini di valore. Francia e Spagna ne importano più del 25% ciascuna.

Adesso si capisce perché si favoleggiava che si poteva far andare le macchine con gli oli semi!!!!!

martedì, aprile 29, 2008

Due vittorie, due treni: Malpensa Express - Leonardo Express

Il centro destra a vinto le elezioni del 2008.

Queste elezioni rappresentano per la storia d’Italia una tappa importante saranno lo spartiacque tra due epoche a patto che si veda subito il cambiamento. Il caso che riporto è emblematico e sarà significativo di come il nuovo “corso” vorrà affrontare i veri problemi del paese.

A Roma dopo 15 anni Sindaco delle città diventa Alemanno (detto tra di noi per il Cavaliere è una bella fortuna perché altrimenti doveva trovargli un posto di “prestigio” nel Governo …) mentre in quel della Lombardia la Lega Nord ha stravinto.

Il problema Alitalia è sulla testa di tutti e collegato alla compagnia c’è il problema aeroporti nello specifico Malpensa e Fiumicino.

Aeroporti di tale fatta ed importanza sono, in tutti i paesi del mondo raggiungibili da un efficiente servizio pubblico, ed il treno rappresenta il mezzo più veloce, efficiente e diretto.

Caso Malpensa

1° tappa. Dalla stazione Centrale di Milano dovete raggiungere la stazione Cadorna. Ci potete arrivare con la metropolitana. Immaginate la comodità se avete bagagli, bambini da tenere a bada. Quando si raggiunge un aeroporto si ha sempre paura di qualche intoppo e vi dirò che infilarsi in una metropolitana non è certo agevole.

2° tappa. Finalmente giunti a Cadorna potete prendere il “Malpensa Express”, il treno delle Ferrovie Nord che in 40’ vi porta a Malpensa con la spesa di € 11,00

In complesso se vi va bene impiegate più di un’ora ed il viaggio è senza dubbio disagevole.

Ma siamo in Italia ecco allora che una “pratica” navetta bus in ca. 50 minuti vi porta dalla Stazione Centrale a Malpensa. Roba da terzo mondo …

Caso Fiunicino
In questo caso si prende il Leonardo Express che parte ogni 30 minuti dalla stazione Termini e vi porta direttamente a Fiumicino senza fermate intermedie in 31 minuti, ovvero così dice l’orario di “Trenitalia”. In pratica questo collegamento che potrebbe essere efficiente diventa una sorta di calvario perché il treno è costretto a continui rallentamenti. Il passeggero la sensazione di trovarsi su uno di quei trenini dell’inizio secolo, tutto sobbalzi e stridore di “ferraglia”. Il costo è di € 11,00 per coprire una distanza di poco più di 30 km (almeno credo)

Faccio solo un paragone la tratta Reggio Emilia – Bologna di 65 km viene percorsa dai nuovi treni regionali in 39’ con 3 fermate intermedie, capite bene in che condizioni è la linea da Roma Termini a Fiumicino.

Il nuovo Governo vorrà veramente risolvere i problemi di questo paese?

Quello esposto è un piccolo problema, quali sono le strategie possibili?
Le risposte al prossimo post

domenica, aprile 20, 2008

Che fine ha fatto la mozzarella di bufala?

I risultati delle elezioni con i relativi commenti, giudizi e valutazioni hanno monopolizzato i quotidiani. La cosa è ovvia e normale. C’è un sacco di cose da dire e queste elezioni, dobbiamo prenderne atto, hanno cambiato in modo radicale il parlamento italiano. Per certi aspetti sono fiducioso, per altri, sono preoccupato per la “qualità” dei parlamentari.

Vedremo è presto per esprimere valutazioni su fatti specifici e concreti.

Ma veniamo alla mozzarella inquinata dalla diossina.

Non se ne sa proprio più nulla. L’ultimo comunicato ufficiale, pubblicato sul sito del Ministero della Salute è datato 11 aprile.(Vai ai comunicati del Ministero)
Il sito della DOP “Mozzarella di bufala campana” è addirittura “congelato” perché l’ultimo comunicato è del 3 aprile 2008.

Il comunicato del Ministero della Salute non è affatto rassicurante perché risulta ancora NON conforme il latte proveniente dal 25% degli allevamenti (136 su 539) se ci pensate non è poi mica poco !!!!
l resto del comunicato è tutto su un tono rassicurante. Anche l’Unione Europea ci promuove… chissà poi con quale voto !!!

Il caso mozzarella ci deve servire come esempio di quello che NON funziona nel sistema di informazione per garantire il consumatore sulla sicurezza dei cibi di cui si alimenta.

Mi sono reso conto che è necessario un cambiamento radicale sia da parte dei consumatori che da parte dei produttori.
In tutta questa vicenda non è stato fatto un nome di produttore di latte, di un caseificio, di un distributore, ecc.
Motivi di privacy, motivi commerciali, ecc. di legge (si è innocenti fino alla fine dei tre gradi di giudizio, ecc).
Ma qui non si tratta di colpevoli o innocenti qui si tratta di del fatto che si vendono prodotti alimentari non conformi. La causa di NON conformità non è necessariamente dolosa.

Si dovrebbe agire sui due fronti, quello del consumatore e quello del produttore.

Il consumatore non deve fare di ogni erba un fascio ed inoltre non dovrebbe farsi suggestionare da scoop giornalistici.

Ma questo si potrebbe evitare se ci fosse un sistema di informazione veramente efficiente e tempestivo.
Un sistema di allerta che va dal produttore al consumatore in tempo reale.
Gli strumenti normativi gli abbiamo, perché non li facciamo funzionare a dovere?

venerdì, aprile 18, 2008

E se c’azzecco?

Per chi segue questo blog.

Ho trovato su RAINEWS24:” Alitalia, la cordata di imprenditori si unisce ad Air One? Il Sole24Ore: Fintecna ha comprato le azioni Air France. Andate sul link.

A questo punto si deve essere realistici. Air France KLM l' offerta l’ha fatta, per ca. 170 milioni di Euro compra Alitalia, investe un miliardo di Euro per rilanciarla (di cui 300 milioni li tira fuori lo Stato italiano), si possono rivedere i piani relativi agli esuberi ed ad qualche attività logistica, ma credo proprio che possa condividere con altri le politiche gestionali ed il rilancio delle attività per riportare in pareggio la gestione di Alitalia.

Come si fa a credere di poter trattare alla “pari” quando sei con l’acqua alla gola ed una pistola puntata alla tempia. (leggi, libri in tribunale, fallimento e impossibilità di volare).

Come ho sempre detto, una “cordata” di imprenditori, il “pesante” contributo delle banche e il vettore “Air One” sono la cornice nella quale si può riaprire la trattativa in uno scenario molto diverso.

Dato che questo lo scritto quasi un anno fa, mi chiedo perché è stato perso così tanto tempo.

Vedremo.