Ho trovato un momento per leggere il testo del DDL sui “DiCo” e sono sempre più convinto che è ben poca cosa. Il gran parlare che se ne fa è ingiustificato anche perché il problema non è quello di “regolamentare” i rapporti tra persone che decidono di stare insieme quanto quello di stabilire qual è il ruolo di questa unione nei confronti della società.
Viene stabilito per legge che in caso di conviventi il contratto d’affitto può passare al convivente, ma questo spetto poteva benissimo essere affrontato nella legge che regola gli affitti. Se due persone decidono di vivere insieme possono stipulare un contratto d’affitto che li tutela. E queste sono solo riflessioni mattutine senza dubbio anche tutti gli altri aspetti che riguardano la convivenza possono essere regolati dalle attuali leggi, o da modeste modifiche delle norme attuali.
Forse i “DiCo” sono un pretesto perché non riusciamo più a capire quale deve o dovrebbe essere il ruolo dell’unione di due individui, è questo “l’atomo” della società?, cioè l’elemento base sui cui si basa tutta la struttura sociale?.
O la società è fatta solo da singoli individui indipendentemente dai rapporti che hanno con gli altri individui?
Domande difficili.
Questo blog è il mio diario pubblico: uno sguardo critico sui fatti quotidiani della società, spesso fuori dal coro. È firmato Napoleone, per ammirazione verso una figura complessa. Il quadro che lo ritrae, stanco dopo l’abdicazione di Fontainebleau, non è casuale. Senza Napoleone la Rivoluzione Francese sarebbe rimasta incompiuta: è lui a dare forma, nel tempo, agli ideali.
venerdì, febbraio 16, 2007
giovedì, febbraio 15, 2007
10 piccoli indiani e poi non ne rimase nessuno
È il titolo di un famoso e noto romanzo giallo di Agatha Christie, me lo ricordo vagamente so che si tratta di una sorte di lenta eliminazione di personaggi. Sono state fatte varie versioni cinematografiche ed ora penso ne sta andando in scena una nuova tutta italiana, quella su Alitalia.
Adesso sono rimasti in 5 a ricevere dal Tesoro la lettera d’invito a presentare offerte un po’ più concrete.
Forse alla fine la più “credibile” è quella di AirOne. Prodi è da sempre un “tedescofilo” la sua ammirazione per la Germania è nota. In anni passati ha decantato il “modello tedesco”. Poi, ricordate, la Germania Ovest ha “comprato” la Germania dell’Est ed è stato un boccone molto indigesto anche per lei.
È stato comunque un boccone prezioso che ha permesso la nascita dell’Euro e questo per l’Europa è un fatto storico, ma per la Germania questi ultimi sono stati anni difficili.
Ma veniamo a noi AirOne è partner Lufthansa, e a Prodi relazioni più forti con la Germania non dispiacciono.
Potremmo allora assistere ad una situazione di questo tipo.
AirOne presenta una offerta industriale credibile, che poi vuol dire una riduzione del personale “dolce”. La parte commerciale è gestita insieme a Lufthansa e i “deficit” per la parte di eccesso del personale viene divisa in parti da decidere con il sistema bancario IMI e Unicredito, in cambio di favori di natura "protezionistica".
Tutto sta a vedere qual è il numero di addetti sui quali si deve ragionare.
La partita è tutta li. Se si trova un accordo Alitalia si salva, dimagrita e riorganizzata qualche risultato può saltar fuori. Ma se i sindacati puntano i piedi salta tutto.
E mi sa che questa volta i paracaduti sono veramente finiti.
Adesso sono rimasti in 5 a ricevere dal Tesoro la lettera d’invito a presentare offerte un po’ più concrete.
Forse alla fine la più “credibile” è quella di AirOne. Prodi è da sempre un “tedescofilo” la sua ammirazione per la Germania è nota. In anni passati ha decantato il “modello tedesco”. Poi, ricordate, la Germania Ovest ha “comprato” la Germania dell’Est ed è stato un boccone molto indigesto anche per lei.
È stato comunque un boccone prezioso che ha permesso la nascita dell’Euro e questo per l’Europa è un fatto storico, ma per la Germania questi ultimi sono stati anni difficili.
Ma veniamo a noi AirOne è partner Lufthansa, e a Prodi relazioni più forti con la Germania non dispiacciono.
Potremmo allora assistere ad una situazione di questo tipo.
AirOne presenta una offerta industriale credibile, che poi vuol dire una riduzione del personale “dolce”. La parte commerciale è gestita insieme a Lufthansa e i “deficit” per la parte di eccesso del personale viene divisa in parti da decidere con il sistema bancario IMI e Unicredito, in cambio di favori di natura "protezionistica".
Tutto sta a vedere qual è il numero di addetti sui quali si deve ragionare.
La partita è tutta li. Se si trova un accordo Alitalia si salva, dimagrita e riorganizzata qualche risultato può saltar fuori. Ma se i sindacati puntano i piedi salta tutto.
E mi sa che questa volta i paracaduti sono veramente finiti.
mercoledì, febbraio 14, 2007
I diari di Mussolini
I diari di Mussolini rappresentano un bel gruzzoletto per chi li possiede, per la storia invece sono solo una "curiosità". E' stato ormai accertato che Mussolini non aveva intenzione di entrare in guerra nel 39-40, sapeva di non essere all'altezza. La preparazione militare dell'esercito italiano era lacunosa, ma soprattutto arretrata da un punto di vista tecnologico.
I fatti storici ci dicono che se anche nell'intimo aveva dei dubbi in realtà ha poi preso la decisione "fatale". Semmai possiamo chiederci se queste incertezze di fondo si siano diffuse ed hanno contribuito alle sconfitte militari italiane.
Ma è noto che con i se ed i ma non si fa la storia.
I fatti storici ci dicono che se anche nell'intimo aveva dei dubbi in realtà ha poi preso la decisione "fatale". Semmai possiamo chiederci se queste incertezze di fondo si siano diffuse ed hanno contribuito alle sconfitte militari italiane.
Ma è noto che con i se ed i ma non si fa la storia.
martedì, febbraio 13, 2007
Si cambia il Presidente
Cimoli viene sostituito. Bella iniziativa, e adesso bisogna dargli anche la liquidazione, e chissà che liquidazione, prende un "stipendio" da capogiro la "buonuscita" sarà proporzionalmente calcolata. In poche parole, non mi sono interessato, ma sarà senz'altro un importo a sei zeri.
E se per caso qualcuno si azzardasse a dargli una "pedata...", altro che liquidazione, non si preoccupi, nello "stato di diritto" si può ricorrere al TAR ed i giudici, imparziali, e integerrimi guardiani della corretta applicazione della legge gli daranno senz'altro ragione e quindi, cittadino, paga e sta zitto.
Questa è l'ennesima scena della "tragicomica" operetta sull'Alitalia.
Fin che se ne parla c'è spazio per le speculazioni.
L'interessamento ad Alitalia da parte delle Banche ha qualcosa che non mi convince. Forse si spera in un bis tipo Fiat. Quando Fiat era con l’acqua alla gola e GM sperava di eliminare un concorrente, in pratica con un bluff, il ruolo delle banche è stato determinante. Credo però che il contesto era completamente differente. In casa Fiat si veniva da un travaglio non piccolo, credo che la malattia e poi morte di Agnelli, abbia senz’altro condizionato la vita del colosso torinese. Anche il partner GM è stato alquanto scomodo ed ingombrante. Rimosse le cause dell’immobilità, la Fiat è rinata, gli è stata data fiducia ed ha premiato coloro che erano ceti nella sua capacità di recupero.
Ma Alitalia in questo momento non è nelle condizioni della Fiat di 3 anni fa.
Che cos’à nel cassetto che le possa permettere di “riprendersi”? secondo me nulla.
Non vorrei che le banche italiane andando in soccorso di Alitalia riescano ad avere in cambio il mantenimento del loro status quo, ovvero costi dei CC enormi sui quali guadagnano. Forse si può perdere qualche decina di milioni in cambio di centinaia di milioni.
Il problema di Alitalia è la struttura inadeguata per il tipo di compagnia aerea. Chi la compra deve farne qualcosa di diverso rispetto ad oggi, mica facile.
E se per caso qualcuno si azzardasse a dargli una "pedata...", altro che liquidazione, non si preoccupi, nello "stato di diritto" si può ricorrere al TAR ed i giudici, imparziali, e integerrimi guardiani della corretta applicazione della legge gli daranno senz'altro ragione e quindi, cittadino, paga e sta zitto.
Questa è l'ennesima scena della "tragicomica" operetta sull'Alitalia.
Fin che se ne parla c'è spazio per le speculazioni.
L'interessamento ad Alitalia da parte delle Banche ha qualcosa che non mi convince. Forse si spera in un bis tipo Fiat. Quando Fiat era con l’acqua alla gola e GM sperava di eliminare un concorrente, in pratica con un bluff, il ruolo delle banche è stato determinante. Credo però che il contesto era completamente differente. In casa Fiat si veniva da un travaglio non piccolo, credo che la malattia e poi morte di Agnelli, abbia senz’altro condizionato la vita del colosso torinese. Anche il partner GM è stato alquanto scomodo ed ingombrante. Rimosse le cause dell’immobilità, la Fiat è rinata, gli è stata data fiducia ed ha premiato coloro che erano ceti nella sua capacità di recupero.
Ma Alitalia in questo momento non è nelle condizioni della Fiat di 3 anni fa.
Che cos’à nel cassetto che le possa permettere di “riprendersi”? secondo me nulla.
Non vorrei che le banche italiane andando in soccorso di Alitalia riescano ad avere in cambio il mantenimento del loro status quo, ovvero costi dei CC enormi sui quali guadagnano. Forse si può perdere qualche decina di milioni in cambio di centinaia di milioni.
Il problema di Alitalia è la struttura inadeguata per il tipo di compagnia aerea. Chi la compra deve farne qualcosa di diverso rispetto ad oggi, mica facile.
lunedì, febbraio 12, 2007
Una occasione per "tacere"
Mi chiedo come mai la Chiesa Cattolica prende parte al dibattito sui DiCo.
La chiesa dovrebbe ribadire che il matrimonio religioso riguarda esclusivamente i credenti. Chi crede deve essere consapevole che il matrimonio è il primo passo per una "conversione" di entrambi i coniugi. Marito e moglie iniziano una vita insieme e per farlo devono sapere rinunciare ciascuno a qualcosa per diventare esseri "nuovi".
Il matrimonio, così, come ce ne parla Gesù è cosa difficile e purtroppo ci accorgiamo con quanta leggerezza ci si sposa "in chiesa".
Come ho detto la Chiesa Cattolica non dovrebbe entrare nella diatriba di una decisone "laica", pensi piuttosto a far comprendere l'importanza del matrimonio religiso e dissuada le cermonie fatte solo perchè è: "... si fa così..."
La chiesa dovrebbe ribadire che il matrimonio religioso riguarda esclusivamente i credenti. Chi crede deve essere consapevole che il matrimonio è il primo passo per una "conversione" di entrambi i coniugi. Marito e moglie iniziano una vita insieme e per farlo devono sapere rinunciare ciascuno a qualcosa per diventare esseri "nuovi".
Il matrimonio, così, come ce ne parla Gesù è cosa difficile e purtroppo ci accorgiamo con quanta leggerezza ci si sposa "in chiesa".
Come ho detto la Chiesa Cattolica non dovrebbe entrare nella diatriba di una decisone "laica", pensi piuttosto a far comprendere l'importanza del matrimonio religiso e dissuada le cermonie fatte solo perchè è: "... si fa così..."
domenica, febbraio 11, 2007
DiCo: Fonti di guai
Il bello è che se ne fa un gran parlare ma è solo un “disegno di legge” quindi chissà quanto discutere e quanto "inchiostro sprecato" quando verrà presetato in parlamento. Emendamenti, contro emendamenti, votazioni, forse voto di fiducia ecc…
E poi il problema della “pensione di reversibilità” non è stato affrontato, bella “gatta da pelare”
E poi il problema della “pensione di reversibilità” non è stato affrontato, bella “gatta da pelare”
venerdì, febbraio 09, 2007
DiCo per buona pax di tre grandi
E così i politici italiano hanno “partorito” i “DiCo” se non ho capito male l’acronimo sta per “Diritti dei Conviventi”. È una ennesima prova di quanto questa società sia ignorante. Il mio primo pensiero va all’incipit, forse il più famoso del romanzo italiano: “ Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti…”. Se ci fossero stati i DiCo quei due Renzo e Lucia non avrebbero subito il dictat di Rodrigo “quel matrimonio non si ha da fare..” e Manzoni perché avrebbe dovuto lavorare quasi una vita ad uno dei più bei romanzi della nostra letteratura ?
Altro pensiero va al grande genio della musica, quel Mozart che nelle “Nozze di Figaro” alle pretese del Conte nel far valere antichi diritti feudali sulla bella Susanna”, contrappone la bellissima aria delle Contessa quando canta :”Dove sono i bei momenti di dolcezza e di piacer?. Dove andaro i giuramenti di quel labbro menzogner?. Ecc..” Ed il terzo “grande” è quel Tolstoj di cui cito due racconti che si leggono in un giorno perché sono un distillato di saggezza sul matrimonio e sulla famiglia mi riferisco a “Felicità domestica” e “La sonata a Kreutzer”. In questi due racconti tutto è spiegato ed analizzato.
E noi oggi, veniamo fuori con i DiCo. I tre grandi si rivolteranno nella tomba tanto hanno pensato e scritto per far progredire l’umanità intera.
Il problema è che siamo ignoranti, lo sono i politici, lo è la gente comune, senza offesa per nessuno, ma è una constatazione.
Ieri Fassino ha detto che la nostra società con i DiCo ha dato dimostrazione che lo stato è laico, civile, moderno.
No a queste ragioni non ci sto è solo più ignorante.
Come ho scritto ieri i PACS o DiCo stanno a dimostrare la nostra incapacità ad essere soggetti responsabili, o meglio ancora testimoniano l’incapacità a generare soggetti nuovi (famiglia o conviventi) che insieme si assumono la responsabilità pubblica dei loro atti. È veramente troppo comodo andare alla chetichella in comune. È quello che voleva fare il buon Renzo e sappiamo tutti com’è andata a finire…
Altro pensiero va al grande genio della musica, quel Mozart che nelle “Nozze di Figaro” alle pretese del Conte nel far valere antichi diritti feudali sulla bella Susanna”, contrappone la bellissima aria delle Contessa quando canta :”Dove sono i bei momenti di dolcezza e di piacer?. Dove andaro i giuramenti di quel labbro menzogner?. Ecc..” Ed il terzo “grande” è quel Tolstoj di cui cito due racconti che si leggono in un giorno perché sono un distillato di saggezza sul matrimonio e sulla famiglia mi riferisco a “Felicità domestica” e “La sonata a Kreutzer”. In questi due racconti tutto è spiegato ed analizzato.
E noi oggi, veniamo fuori con i DiCo. I tre grandi si rivolteranno nella tomba tanto hanno pensato e scritto per far progredire l’umanità intera.
Il problema è che siamo ignoranti, lo sono i politici, lo è la gente comune, senza offesa per nessuno, ma è una constatazione.
Ieri Fassino ha detto che la nostra società con i DiCo ha dato dimostrazione che lo stato è laico, civile, moderno.
No a queste ragioni non ci sto è solo più ignorante.
Come ho scritto ieri i PACS o DiCo stanno a dimostrare la nostra incapacità ad essere soggetti responsabili, o meglio ancora testimoniano l’incapacità a generare soggetti nuovi (famiglia o conviventi) che insieme si assumono la responsabilità pubblica dei loro atti. È veramente troppo comodo andare alla chetichella in comune. È quello che voleva fare il buon Renzo e sappiamo tutti com’è andata a finire…
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