domenica, febbraio 13, 2022

Parlamento: due decisioni importanti, una è doverosa, l’altra molto discutibile.

La maggioranza dei Deputati ha preso la saggia decisione di “cancellare” il biodinamico dalla legge sulla produzione di prodotti definiti “biologici”. Già nel mio post del 18 giugno http://www.nuovaetica.info/2021/06/il-ddl-su-agricoltura-biodinamica-una.html scrivevo in merito alla inopportunità di dare valore di legge a pratiche ascientifiche di tipo esoterico. Mi chiedo se si doveva ricorre ad un premio Nobel e una Senatrice di chiara fama internazionale per far rinsavire 900 onorevoli.

Come si fa, nel XXI secolo credere che certe pratiche mistiche ed esoteriche possono avere reali effetti sulle produzioni agricole.

Al momento non siamo in grado di dimostrare se il consumo di alimenti biologici e / o  “biodinamici” riduca l’incidenza di determinate malattie. Sappiamo che l’eccesso nel consumo di determinati alimenti ci espone maggiormente ad un rischio. Come esempio se mangio molta carne che sia bio o no il rischio è lo stesso. Posso avere delle “intolleranze” alimentari, ma questa è tutta un’altra situazione.

Gli onorevoli hanno quindi impiegato più di due anni per decidere che le tecniche di coltivazione biodinamiche sono assolutamente lecite, perché viviamo in una società libera, male non fanno come l’aspirina, ma non possono essere elevate a norme di legge.

Se per una inezia del genere ci hanno messo tanto possiamo ben comprendere come per provvedimenti ben più importanti, una legislazione (5 anni) non basta. Un solo esempio quello della legge sul “fine vita”.

Il secondo provvedimento adottato a larghissima maggioranza riguarda le modifiche alla costituzione.

I giornali ne hanno ampiamente riferito e quindi non mi dilungo. Gli art. 9 e 41 della Costituzione sono stati modificati, l’ambiente e la tutela degli animali vengono riconosciuti come valori primari. In particolare la modifica all’art. 9 recita: “La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”.

Questa modifica, fa riferimento quanto è previsto dal Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea del 2012 all’art. 13 (che riporto per intero)

Nella formulazione e nell’attuazione delle politiche dell'Unione nei settori dell’agricoltura, della pesca,  dei trasporti, del mercato interno, della ricerca e sviluppo tecnologico e dello spazio, l'Unione e gli  Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti, rispettando nel contempo le disposizioni legislative o amministrative e le consuetudini degli Stati membri per quanto riguarda, in particolare, i riti religiosi, le tradizioni culturali e il patrimonio regionale

Il contesto nel quale si deve considerare l’animale, in quanto essere senziente, è quello relativo all’allevamento, nel rispetto però delle tradizioni e dei riti religiosi, ovvero è stato definito un ambito specifico di tutela dell’animale, ragionando con il buon senso e non sulla base di principi giuridici, l’animale è senziente ma subalterno.

Il testo dell’articolo 9, è pur vero che rimanda ad una futura legge, ma, teoricamente, mette uomo e animale sullo stesso piano.

La costituzione è la “madre” delle leggi e in democrazia, nell’ambito di valori universali come la libertà, l’uguaglianza e la fratellanza, regola le relazioni tra le persone, tra le persone e le istituzioni che queste persone liberamente si sono date e tra le istituzioni.

Perché mai una costituzione deve regolare le relazioni tra le persone e il “creato”?

Tornando agli animali, se sono essere senzienti possiamo anche supporre che hanno un’anima, allora il “paradiso degli animali” esiste. Il Paradiso è concepito dalle religioni come il luogo nel quale l’anima vive in eterno

Tanti di noi si pongono la domanda sulla esistenza dell’anima e sappiamo quanti danni provocano i regimi teocratici nei quali la religione diventa, semplificando, costituzione.

A mio modesto parere potevamo lasciare le cose come stavano e affidare a buone legge il nostro rapporto con gli animali.

domenica, gennaio 30, 2022

Elezione del Presidente Sergio Mattarella: la rivincita dei peones.

La Treccani definisce il termine: “nel linguaggio politico e giornalistico e con intenzione polemica, il termine indica quei militanti o deputati di grandi partiti che, privi di peso politico e senza cariche importanti, vengono esclusi dalle scelte più rilevanti e destinati a eseguire le decisioni degli organi dirigenti alla cui formulazione non hanno preso parte.

I grandi sconfitti sono i leader politici. Da Salvini a Conte, da Berlusconi a Letta, anche la Meloni non ha saputo giocare le sue “carte”. Questi leader con i loro tatticismi hanno messo in evidenza i loro bassi interessi personali. Credo proprio che molti parlamentari, presenti in tutti gli schieramenti, frustrati dalle manovre e manovrine dei loro capi, votando Mattarella, in un crescendo di consenso, abbiano dato una prova di grande responsabilità e hanno deciso di dare voce al vero sentimento popolare.

In questo particolare momento gli italiani si fidano di Mattarella e Draghi.

Lo ha capito anche Casini, mettendosi da parte.

Mattarella, nel breve discorso pronunciato dopo aver conosciuto ufficialmente l’esito della votazione, si fa carico di un compito difficilissimo, è conscio che il prossimo mandato si presenta ben più difficile di quello appena concluso.

La dirigenza dei partiti politici è stata sconfitta e umiliata, ma chi la può sostituire? chi sono i nomi, i volti nuovi, di cui abbiamo bisogno?

Nel rispetto della Costituzione, con quali strumenti il Presidente della Repubblica può e deve favorire il rinnovamento di cui abbiamo assoluto bisogno.?

I parlamentari si sono riscattati con una prova di grande democrazia. È stato un passo importante speriamo non sia il primo e l’ultimo.

martedì, gennaio 18, 2022

Elezione Presidente della Repubblica e voto elettronico

In tempi di Covid un cittadino qualunque per poter ottenere la prescrizione della Tachipirina perché il virus gli ha procurato sintomi lievi, un po' di raffreddore e due lineette di febbre, deve essere in possesso di una PEC con la quale ha ottenuto lo SPID e poi riceve un QRC che gli permette di avere un OTP. Alla fine, con una ricetta online, qualcuno potrà prendere la Tachipirina. Dopo tutta la trafila la medicina non gli serve più perché ormai non ha più sintomi (ho esagerato, ovviamente, ma forse neanche tanto).

I 1009 grandi elettori del Presidente della Repubblica non sono anche gente comune? e allora !!!, possibile che non si trovi il modo per votare elettronicamente?

È proprio vero che il “pesce puzza dalla testa”.


sabato, gennaio 15, 2022

L’elezione del Presidente della Repubblica in tempi di Covid-19

Ieri i partiti di destra hanno candidato Silvio Berlusconi alla presidenza della Repubblica.

Mi sono posto questa domanda: perché mai i leader dei partiti di destra presentano un candidato di così “basso profilo”?.

Solo fra qualche decennio gli studi storici ci diranno se Berlusconi è stato un vero leader politico.

La valutazione politica che possiamo fare oggi è senza dubbio negativa (si legga il mio post dell’11 aprile 2021 http://www.nuovaetica.info/2021/04/per-rinascere-socialmente.html). I governi Berlusconi sono i principali responsabili di un declino economico durato 20 anni. Solo in questo biennio eccezionale le cose sono cambiate. Lo stato ha immesso una enorme quantità di danaro nel sistema economico, ma le nostre difficoltà strutturali non sono cambiate, perciò prima o dopo dovremo pagare un conto assai salato.

La candidatura di Berlusconi è una questione di potere.

Quando i partiti politici non sono più in grado di governare perché incapaci di risolvere situazioni complesse determinate da contesti congiunturali esterni o interni il Presidente della Repubblica, rispettoso del mandato costituzionale, nomina un Presidente del Consiglio e i relativi Ministri. Gli esempi più recenti sono Monti e Draghi.

Anche Letta e Gentiloni possono essere considerati Presidenti del Consiglio nominati perché per risolvere situazioni interne di difficile gestione i partiti hanno preferito fare ricorso a figure di transizione.

Le situazioni congiunturali esterne alle quali mi riferisco sono ad esempio il crollo del sistema finanziario dopo il fallimento della  Lehman Brothers, oppure l’attuale pandemia con la necessità di elaborare le strategie del PNRR.

Una situazione congiunturale interna, ad esempio, fa riferimento al NO al referendum sulle riforme costituzionali di Renzi.

Quando il Presidente della Repubblica adempie al suo ruolo istituzionale nominando un Presidente come Draghi esercita un potere che i padri costituenti certamente non avevano previsto. È vero che il Governo nominato governa sulla base della fiducia data dal Parlamento, ma nei fatti i partiti rinunciano ad esercitare il loro potere perché vengono come “ricattati” dal Presidente della Repubblica. Ricordo che la costituzione prevede che il Presidente può scogliere il Parlamento nel caso in cui sia verificata l’assenza di una maggioranza di governo.

Un Presidente della Repubblica di “alto profilo” ha un “grande potere” e in questi anni sia Giorno Napolitano che Sergio Mattarella lo hanno dimostrato.

Candidare Berlusconi ha quindi un obiettivo molto concreto, togliere potere al Presidente della Repubblica.

I partiti politici da ricattati diventano ricattatori, fa una bella differenza.

La sinistra continua a ribadire che il Presidente deve essere persona di “alto profilo”, ma siamo sicuri che lo voglia veramente?

Azzardo una previsione. Berlusconi non sarà eletto, troppo compromesso, troppo di “basso profilo”.

In questo periodo di pandemia, i partiti, proprio per recuperare una posizione di potere, si accorderanno per un personaggio “buono” da eleggere al 4°-5° scrutinio, sanno che gli italiani non sopporterebbero per tanti giorni l’anacronistico rito della “chiama” e lo spoglio manuale di ogni scheda e relativa lettura dell’espressione di voto.

In questo contesto una figura come Andrea Riccardi, fondatore della comunità di Sant’Egidio andrebbe benissimo.

Se non è lui, vedrete, sarà un personaggio con caratteristiche simili.

Super Mario (Draghi), ci porterà alle elezioni del 2023 e poi gli auguro di fare il nonno, molto meglio per lui e peggio per noi.

lunedì, gennaio 03, 2022

Donne, musica e violenza

Consiglio al lettore di leggere una prima volta il testo e poi i brani musicali indicati con i link

Il 1° gennaio ho ascoltato alcune romanze dal concerto che veniva trasmesso in diretta sulla Rai dalla Fenice di Venezia.

Il tenore cantava la romanza Vesti la giubba dall’opera Pagliacci di Ruggero Leoncavallo.

La trama dell’opera è semplice. Si riferisce ad un fatto di cronaca realmente accaduto tra i componenti di una piccola compagnia di teatranti (leggi trama). Nedda, giovane e bella, tradisce il marito Canio il pagliaccio, con Silvio. Tonio, altro componente della compagnia, brutto e deforme innamorato di Nedda, si vuole vendicare per l’amore non corrisposto e riferisce a Canio del tradimento. Durante la rappresentazione della commedia, Canio, accecato dalla gelosia uccide Nedda e Silvio.

L’opera verista di breve durata, poco più di un’ora, viene spesso rappresentata insieme all’altra opera verista per eccellenza, Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni (leggi trama).

Si consuma un delitto “d’onore”, a causa della tresca amorosa tra Lola e Turiddu. Compare Alfio, marito di Lola sfida Turiddu in duello e lo uccide. (romanza Addio alla mamma).

Giacomo Puccini mette in musica Tosca (leggi trama) tratto dal dramma teatrale di Victorien Sardou.

Tosca uccide, oggi si direbbe per legittima difesa, il barone Scarpia capo della polizia papalina del 1800, che la voleva violentare (Tosca atto secondo) ma a sua volta si suiciderà quando il suo amante Mario Caravadossi viene fucilato. Violenza chiama purtroppo violenza.

Voglio però ricordare che Puccini aveva un grande rispetto per le sue eroine. In Turandot, l’ultima opera incompiuta di Puccini, Liù sacrifica la propria vita per non svelare il nome del Principe Ignoto (..Tu, che di gel sei cinta).

Tra i grandi del melodramma come non ricordare Giuseppe Verdi che musica l’Otello. Dramma della gelosia che termina con l’uccisione di Desdemona (… niun mi tema …)

Donne, vittime che pagano con la vita le loro libere scelte, forse la società dell’800 e della prima metà del ‘900 le considera come esseri da sacrificare.

Eppure non è stato sempre così il grande Mozart nella sua trilogia Le nozze di figaro, Don Giovanni e Così fan tutte sostiene i diritti delle donne. Lidia Bramani nel suo saggio Mozart massone e rivoluzionario lo evidenzia e lo sottolinea più volte nelle tante arie delle sue opere, Mozart esprime quindi un pensiero decisamente inusuale e rivoluzionario per quel tempo.

Nelle Nozze di Figaro la Contessa è il personaggio virtuoso che nel perdonare i tradimenti diventa esempio di una morale molto anticonformista per quel tempo (..Dove sono i bei momenti - Le nozze di Figaro - W.A. Mozart).

Don Giovanni pagherà con la morte le sue scelleratezze e alla fine dell’opera Leporello canta: Tra fumo e fuoco... badate un poco... l'uomo di sasso... fermate il passo...

Giusto là sotto diede il gran botto, giusto là il diavolo se 'l trangugiò.

(ascoltate lo stupendo finale del secondo atto)

Così fa tutte è spesso considerata opera frivola, ma così non è. Nell’intricato gioco di coppia gli amanti di Fiordiligi e Dorabella sono quelli che collezionano solo delle “brutte figure” mentre le due donne, seppur ingannate riescono a riscattare la propria moralità e saggezza.

Per cercare di ridurre la crescita degli atti di efferata violenza verso le donne la politica intende inasprire le pene e introdurre nuovi reati. Tutto ciò è condivisibile ma non credo che tali provvedimenti siano veramente efficaci.

Padre Aldo Bergamaschi definiva i 10 Comandamenti come la linea dell’orizzonte che separa l’animalità dalla umanità. Le norme degli Ebrei rappresentano in ogni caso il risultato di una evoluzione etica, sociale e culturale non indifferente per quei tempi. Poi è arrivato Cristo e ha “alzato l’asticella” quando ha detto, pur facendo riferimento alla tradizione ebraica, “Ama il prossimo tuo come te stesso”, punto. Il cristianesimo pur nella continuità della tradizione ebraica è rivoluzionario e quindi discontinuo, prova ne è che quando i Farisei presentarono a Gesù una donna accusata di adulterio per dilapidarla pronunciò la frase “Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei”.

Anche il pensiero laico si è evoluto, pur se con maggiore lentezza. Con la rivoluzione americana si pongono le basi per il riconoscimento dei diritti quando si scrive “Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità”.

La via per la parità dei diritti è aperta anche se dopo quasi 250 (la Dichiarazione di indipendenza è datata 4 luglio 1776) non si può certo affermare che la meta è stata raggiunta.

Gli atti di violenza, abuso, e discriminazione nei confronti delle donne diminuiranno fino ad annullarsi solo se gli uomini cresceranno sotto il profilo etico, sociale e colturale.

Sintetizzando, è un problema educativo a 360 gradi, dalla famiglia alla scuola, dalla musica all’arte. Purtroppo in questa epoca non si riscontrano situazioni molto positive, assistiamo a una preoccupante deriva involutiva, una sorta di abbruttimento quasi un imbarbarimento della società e delle sue massime forme espressive.

Da melomane chiudo con il grande affresco del finale del Flauto Magico di Mozart.

Tamino ha superato tutte le prove per raggiungere la perfezione e come premio potrà unirsi alla sua Pamina. La Regina della notte è sconfitta.

La voce profonda di Sarastro, i toni sublimi del coro marcano il trionfo dell’amore sull’inganno e l’ingiustizia e ci devono dare la fiducia che un mondo migliore è possibile.

Riporto il testo del libretto di Emanuel Schikaneder della la scena finale dell’opera.

MONOSTATO, LA REGINA E LE TRE DAME

Ma zitti, zitti, zitti, zitti! Tra poco penetriamo nel Tempio.

MONOSTATO

Però, Regina! mantieni la parola! Sii leale! Tua figlia deve essere mia sposa!

REGINA

Io mantengo la parola! è mia volontà: Mia figlia sarà tua sposa!

LE TRE DAME

Sua figlia sarà tua sposa! (S’ode un tuono cupo e rumore d’acqua)

MONOSTATO

Ma silenzio, io sento un rumore tremendo, Come di tuoni e cascate.

REGINA E LE TRE DAME

Sì, questo rumore è spaventoso Come eco di tuono lontano!

MONOSTATO

Ora si trovano nelle sale del Tempio.

TUTTI

Là li vogliamo sorprendere, Cancellare i bigotti dalla Terra Con fiamme infuocate e spada potente!

LE TRE DAME E MONOSTATO (in ginocchio)

A te, grande Regina della Notte, La nostra vendetta sia portata in offerta! (Tuoni, lampi, tempesta)

MONOSTATO, LA REGINA E LE TRE DAME

Annientata, annullata è la nostra forza, Noi tutti precipitiamo nella notte eterna! - (sprofondano)

Tosto l’intera scena si trasforma in un sole.

SCENA ULTIMA

Sarastro sta in alto; Tamino, Pamina, entrambi in abito sacerdotale. Accanto a loro i sacerdoti egizi da entrambi i lati. I tre fanciulli reggono fiori.

SARASTRO

I raggi del sole dissipano la notte, Annullano il potere carpito con frode da ipocriti.

CORO DI SACERDOTI

Sia salve a voi consacrati! Voi penetraste attraverso la notte!  Sia grazie a te, Osiride! Si rechi grazie a te, Iside!

La fermezza ha vinto, E incorona quale premio La bellezza e la saggezza con lode eterna!

Vi consiglio di ascoltare e vedere il brano

giovedì, settembre 23, 2021

Contenzioso Prosecco – Prošek e l’Europa dei sovranismi

Quello che sta succedendo tra Italia e Croazia con il contenzioso sul riconoscimento della denominazione del vino croato Prošek sta a dimostrare che l’Unione Europea, difficilmente potrà svolgere il ruolo di “grande potenza”; questo termine semplifica il concetto, ovvero, a livello globale si è costretti a “giocare” con regole imposte da altri, che, guarda caso, sono sempre i più forti.

Ma veniamo al contenzioso.

Dall'ormai lontano 1992 l’Europa ha legiferato in materia di produzione agricole tipiche. La legislazione si è evoluta e per quanto attiene i vini DOP è in vigore il Regolamento UE 1308/2013, integrato dal Regolamento delegato 2019/33 (https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32019R0033&from=IT).

Il sintesi “La denominazione di origine protetta (DOP) (di un vino ndr) identifica il nome di una regione, un luogo specifico o, in casi eccezionali, un paese, utilizzato per descrivere un prodotto le cui qualità e caratteristiche sono essenzialmente dovute a un particolare ambiente geografico e che devono essere prodotte all’interno di una determinata area geografica utilizzando competenze tecniche riconosciute e registrate. Tutti i prodotti vitivinicoli con status di DOP devono essere prodotti esclusivamente con uve provenienti dalla zona in questione.”

Il testo del regolamento UE (Vi ricordo che un regolamento UE è a tutti gli effetti norma giuridica vincolante per tutti gli Stati Membri) è chiarissimo, il riferimento a un paese, per es. l’indicazione di “Italia” è un requisito eccezionale.

L’Italia ha registrato 3 denominazioni di vino che contengono il nome Prosecco: 1) Colli Asolani - Prosecco / Asolo – Prosecco; 2) Conegliano Valdobbiadene - Prosecco / Valdobbiadene - Prosecco / Conegliano – Prosecco; 3) Prosecco. Come potete constatare in nessuno di questi è menzionata l’Italia.

Ciò detto gli amici croati hanno tutto il diritto di presentare la domanda per il riconoscimento del loro vino Prošek.

Le produzioni tipiche sono tali perché fanno riferimento a zone, aree geografiche, specifiche, e come tali una sono una piccola porzione di territorio dell’Unione Europea.

Le osservazioni sollevate dall’Italia testimoniano che in fin dei conti siamo tutti “sovranisti”.

Siamo europeisti solo quando ci conviene.

Siamo contenti se l’Europa ci permette di spendere a piene mani 200 miliardi di euro con il PNRR.

Si parla di Europa in termini di coesione sociale, di condivisione di ideali, ecc.., ma poi basta un po' di vino per mettere tutto in discussione.

Non ci rendiamo conto che difendere la nazionalità per questo e quello è divisivo e rende l’Europa sempre più debole.

Saranno sempre gli USA, la Cina o la Russia a dettare le regole del grande Risiko mondiale e a noi rimane solo il brindare a Prosecco. Una grande soddisfazione ? !!!!     

lunedì, agosto 23, 2021

L’origine e cause della povertà delle nazioni. La religione – risultati e considerazioni

I talebani hanno conquistato con le armi il governo dell’Afganistan. Per questa guerra durata quasi 20 anni può valere la frase scritta da Papa Benedetto XV nella lettera del 1° agosto 1917 ai Capi dei popoli belligeranti: “…. di giungere così quanto prima alla cessazione di questa lotta tremenda, la quale, ogni giorno più, apparisce inutile strage.” https://www.vatican.va/content/benedict-xv/it/letters/1917/documents/hf_ben-xv_let_19170801_popoli-belligeranti.html

Non voglio entrare nel merito del conflitto afgano, scrissi un post nel lontano 2009. Vi consiglio di leggerlo perché credo di aver ben sintetizzato quanto accadeva e quello che è avvenuto. In tutto questo tempo le forze occidentali non hanno saputo o voluto risolvere i problemi che avrebbero potuto modificare il contesto globale per una vera svolta socio-economica del paese.  (leggi il post: http://www.nuovaetica.info/2009/09/una-preghiera-per-i-soldati-morti-nel.html )

Nel riflettere su questo evento mi sono posto un quesito su un argomento molto delicato, forse non esiste una risposta perché sono tanti gli aspetti etico e sociali da prendere in considerazione.

La religione praticata può influire sulla ricchezza e il benessere delle nazioni e dei suoi abitanti?

Per rispondere ho seguito un approccio metodologico molto pragmatico, illustrato nel post precedente, spero di non essere frainteso nel rispondere alla domanda perché ho un assoluto rispetto dei credenti, dei non credenti e degli atei.

Le elaborazioni fatte riguardano due variabili quantitative, il PIL e la popolazione, e due variabili qualitative, la religione e il livello di reddito.

Il PIL è un indicatore soggetto a tante osservazioni e critiche ma, proseguendo nel pragmatismo, faccio mio il detto di mia nonna: “I soldi non fanno la felicità ma calmano i nervi”…

Si tenga presente che il PIL corrisponde al “prodotto lordo” ottenuto da tutte le attività produttive di una nazione, è l’ammontare di danaro che ci permette di prendere delle decisioni su come e dove destinare le nostre risorse in funzione di obiettivi e strategie. Un parte va in consumi, un’altra in investimenti e un’altra ancora in welfare e così via.

Alcuni dati.

Il PIL mondiale nel 2019 (a valori costanti $ 2010) è pari a quasi 85 trilioni ($84.965.800.000.000). Il PIL degli USA è di 18,3 trilioni, il 21,06% del totale; il PIL della Cina è di 11,5 trilioni pari al 13,6%.Il PIL di alcune nazioni dell’Europa, Germania, Francia, Italia e Regno Unito, rispetto al totale è rispettivamente pari a 4,6% (Germania), 3,5% (Francia), 2,5% (Italia) e 3,4% (Regno Unito). Il PIL della super potenza Russia è pari al 2,1 % del totale.

Il numero di abitanti è un altro parametro quantitativo molto importante. Sulla base dei dati della World Bank (WB) nel 2019 la popolazione mondiale ha raggiunto i 7,67 miliardi. Il 18,2% sono cinesi, la popolazione degli USA pari a poco più di 328 milioni rappresenta il 4,3% del totale.

Utilizzando le 4 variabili sopra elencate sono state redatte due serie di tabelle, nella prima si riporta popolazione e PIL per religione, nella seconda serie viene preso in considerazione anche il livello di reddito con il quale la WB classifica le nazioni.




Le Tabelle 1a e 2a riportano i valori assoluti delle elaborazioni fatte per i due periodi analizzati, i trienni 2017-2019 e 1999-2001. Un a prima considerazione degna di nota in 18 anni (2000 – 2018 anno centrali dei periodi) il PIL mondiale aumenta di quasi 33 trilioni di dollari (a valori costanti). La popolazione mondiale cresce di ca. 1,4 miliardi di persone. La maggior parte delle nazioni, 83 su 177 sono classificate come cristiane, 33 sono classificate come Senza religione ufficiale. Le nazioni islamiche sono 37. A seguire quelle buddiste ed induiste 10, quelle con religione politica 5 quelle non classificabili 4 ed una sola è di religione ebraica. Le considerazioni su Israele devono per ovvie ragioni tener conto di tale unicità.

I dati presenti nella tabella 2a mettono in evidenza che 103 nazioni su 177 sono comprese tra quello ad alto reddito o comunque con una capacità di reddito superiore alla media. In riferimento alla religione cristiana le nazioni, dei due gruppi precedentemente citati, rappresentano il 70% in termini numerici, il 67% della popolazione e ben il 97% del PIL rispetto al totale di tutte le nazioni cristiane.

Per le nazioni appartamenti alla religione islamica si realizza una situazione molto meno definita ben 21 nazioni su 37 sono comprese nelle nazioni con livello di reddito basso e inferiore alla media; popolazione pari all’81% e PIL pari al 47% rispetto al totale del gruppo delle nazioni islamiche.

L’ammontare del PIL e della popolazione, come si può osservare nelle tabelle 1b e 2b, non è certamente distribuito in modo omogeneo.


Analizzando la tabella 1b si può facilmente rispondere che la religione è un indicatore della ricchezza. I dati mostrerebbero che, fatta eccezione per lo stato di Israele, tanto più la religione è alla base dei rapporti sociali tanto meno si è in grado di creare ricchezza.

Si potrebbe concludere che la religione è una componente della società che limita lo sviluppo delle nazioni.

Gli stati senza religione ufficiale hanno raggiungono il PIL pro-capite decisamente più elevato. Tra queste nazioni sono compresi gli USA che hanno un peso economico elevatissimo. Se dalla elaborazione si sottrae il PIL degli USA si ottiene una riduzione del PIL pro-capite di ca. 10.000 dollari e ciononostante questo gruppo di nazioni mantiene il primato della ricchezza.

Nel periodo 2019-2017 nelle nazioni nelle quali si pratica la religione islamica il PIL pro-capite è più di 3 volte inferiore a quello delle nazioni cristiane e i ben 6 volte inferiore a quello delle nazioni Senza religione ufficiale.

Il PIL pro-capite dell’Afganistan nel 2019 (nazione non compresa nelle elaborazioni perché non ci sono dati economici per il triennio 1999-2001) è tra i più bassi del mondo pari a $ 573,29. L’Iran che vorrebbe detenere un ruolo egemonico ha un PIL pro-capite di poco superiore ai 5.900 dollari quindi ben lontano dalla media mondiale e poco superiore alla media delle nazioni islamiche. Afganistan e Iran sono delle teocrazie pertanto credo sia lecito chiedersi se la loro bassa capacità di generare ricchezza è condizionata dall’atteggiamento vessatorio delle nazioni occidentali oppure dalla religione che condiziona ogni aspetto della società, dai processi innovativi di tipo tecnologico alla istruzione.

La libertà di culto, anche se in presenza di alcuni condizionamenti, è senz’altro un diritto fondamentale nelle nazioni Senza religione ufficiale e in quelle a religione Cristiana. Nel triennio 2017-2019 queste nazioni hanno il 36,3% della popolazione e il 70% del PIL mondiale. Nel triennio precedente questi due gruppi di nazioni avevano il 37,1% della popolazione, quindi poco più del triennio 2017-2019, e ben il 84,1% del PIL.

 

Integrando le informazioni contenute nella tabella 1b con quelle della tabella 1c si può concludere che nel periodo le nazioni appartenenti ad alcune religioni hanno conseguito dei considerevoli aumenti di PIL.

Ad esempio le 5 nazioni a Religione politica sono i colossi asiatici Cina e Korea del Sud. In 18 anni il loro PIL è triplicato.

La crescita più contenuta si realizza nelle nazioni cristiane in cui il PIL complessivo aumento solo del 35,5% e quello pro-capite di poco più del 8,2%.

L’entità della crescita del PIL delle nazioni appartenenti alle differenti religioni è altresì messo in evidenza dal tasso di variazione medio annuo.

La riduzione dei tassi di crescita nei paesi Senza religione ufficiale può essere dovuto al fatto che partendo da livelli tanto elevati risulta più difficile continuare nella crescita. In poche parole con un esempio, se non sono allenato ci impiego un’ora a fare di corsa un tratto di 6 km, con un po' di allenamento in un mese poi posso arrivare a metterci solo 45 minuti. Per diventare più veloce ed impiegare solo 30 minuti dovrò allenarmi duramente e forse ci metterò 6 mesi e al termine del periodo non sono sicuro di aver raggiunto l’obiettivo sperato.

Più difficile è spiegare il basso tasso di crescita delle nazioni cristiane. La nostra “visione del mondo” forse condizionata dal nostro credo religioso potrebbe aver avuto come conseguenza la cauta accettazione di tutte le opportunità offerte dalla globalizzazione. La religione ci ha reso più conservatori e quindi ci siamo accontentati di quello che avevamo. Forse un po' inconsciamente ci siamo comportati in modo “cristiano”. Queste considerazioni contengono veramente molti “forse”, me ne rendo conto. Affermare che la religione condiziona la sviluppo economico è un ragionamento veramente provocatorio.

Per verificare la risposta al mio quesito ho integrato le informazioni presentate con la seconda variabile qualitativa rappresentata dal livello reddito indicato nelle analisi della WB. Ho redatto le tabelle 2b e 2c.

La buona performance di crescita delle nazioni islamiche, vedi tabella 2c, è anche dovuta al fatto che il livello di partenza era decisamente basso.

Le nazioni appartenenti alle altre religioni hanno comunque realizzato performance di crescita molto buoni anche se i livelli del PIL pro-capite sono ben più bassi rispetto alle nazioni Senza religione ufficiale.

La popolazione delle nazioni a basso reddito, (Lower middle income e Low income), è il 50,2% del totale della popolazione mondiale ma produce solo il 9,7% del PIL mondiale (tabella 2b). La popolazione delle nazioni Senza religione ufficiale dei due gruppi reddituali è pari al 25% e il PIL è l’1,9% del totale, quindi anche queste nazioni soffrono per la povertà. Come si può verificare dal prospetto classificatorio con l’elenco delle nazioni le nazioni di questi gruppi vivono situazioni molto complesse per le quali certe “etichette” sono decisamente improprie.  (Federated States of Micronesia, Plurinational State of Bolivia, Republic of Cameroon, Republic of Nicaragua, Republic of Niger, Republic of Senegal, Republic of Sierra Leone, Republic of the Philippines, Socialist Republic of Vietnam, The Independent State of Papua New Guinea).

La sfida delle generazioni future è quella di elaborare politiche economiche e sociali in grado di ridurre sia le diseguaglianze tra le nazioni, sia quelle nelle nazioni, ma dopo questa lunga disamina sui dati concludo, pur tra dubbi e incertezze, che la religione, quando permea in modo rilevante la società civile, può diventare una componente di freno allo sviluppo e quindi fattore che accentua la disuguaglianza.