Many are writing to remember a manager, an entrepreneur who has had great skills, a leader of those that would be so much needed in public life.
My thoughts go to his mother, who was widowed in 1966 with her fourteen-year-old son, and decided to go to Canada from his sister to help her manage a fruit and vegetable shop. It was undoubtedly a courageous choice, perhaps dictated by the fact that for a widow, even if Italy was booming, the future was uncertain. The miserable survivor's pension could not guarantee a future, a better life, just as, I can imagine, a young Italian woman left widow living in a city in central Italy gave little chance to rebuild a life, which she was fully entitled to the young age.
I did not know Marchionne and these are just my morning conjectures, but if they have a minimum foundation we can more easily understand the spirit and motivations that have always characterized his managerial and business choices
Questo blog è il mio diario pubblico: uno sguardo critico sui fatti quotidiani della società, spesso fuori dal coro. È firmato Napoleone, per ammirazione verso una figura complessa. Il quadro che lo ritrae, stanco dopo l’abdicazione di Fontainebleau, non è casuale. Senza Napoleone la Rivoluzione Francese sarebbe rimasta incompiuta: è lui a dare forma, nel tempo, agli ideali.
giovedì, luglio 26, 2018
Un pensiero per Sergio Marchionne
Tanti stanno scrivendo per ricordare un manager, un
imprenditore che ha avuto grandi capacità, un leader di quelli di cui ci
sarebbe tanto bisogno anche nella vita pubblica.
Il mio pensiero va a sua madre che, rimasta vedova nel 1966
con il figlio quattordicenne, decide di andare in Canada dalla sorella per aiutarla nella gestione di un negozio di frutta e verdura. È stata senza dubbio una scelta
coraggiosa, forse dettata dal fatto che per una vedova, anche se l'Italia era in pieno boom economico, il futuro era incerto. La misera pensione
di reversibilità non poteva garantire un futuro, una vita migliore, così come, posso immaginare,
una giovane donna italiana rimasta vedova vivere in una città del centro Italia dava ben
poche possibilità per ricostruirsi una vita, cosa di cui aveva pieno diritto
data la giovane età.
Non ho conosciuto Marchionne e queste sono solo mie
congetture mattutine, ma se hanno un minimo di fondamento possiamo più
facilmente capire lo spirito e le motivazioni che hanno sempre caratterizzato
le sue scelte gestionali e imprenditoriali.
venerdì, luglio 13, 2018
French Revolution, an anniversary
Tomorrow is July 14th and France celebrates the 200th anniversary of the French Revolution.
The second half of the eighteenth century was full of events that changed the history of humanity and great men were its creators and protagonists. Just over twenty years ago, on July 4, 1776, with the Declaration of Independence, a new nation was born, the United States of America, and this is just one of many events. Among the men, how can we not remember two of these dear to me Mozart and Smith, but the list is incredible from Washington to Catherine of Russia, from Jean-Jacques Rousseau to Voltaire, from Benjamin Franklin to Beccaria and so we could continue. If those mentioned were men who govern us today are Neanderthal hominids. Think only of the pseudo directory (to stay on the theme of the French revolution) composed by Conte, Salvini and Di Maio, but in the world we are not put so much better by Trump to Macron and long way.
We hope to have reached the bottom and that somewhere in this world there is a forge of enlightened minds, we must believe in the good and progress of humanity.
The second half of the eighteenth century was full of events that changed the history of humanity and great men were its creators and protagonists. Just over twenty years ago, on July 4, 1776, with the Declaration of Independence, a new nation was born, the United States of America, and this is just one of many events. Among the men, how can we not remember two of these dear to me Mozart and Smith, but the list is incredible from Washington to Catherine of Russia, from Jean-Jacques Rousseau to Voltaire, from Benjamin Franklin to Beccaria and so we could continue. If those mentioned were men who govern us today are Neanderthal hominids. Think only of the pseudo directory (to stay on the theme of the French revolution) composed by Conte, Salvini and Di Maio, but in the world we are not put so much better by Trump to Macron and long way.
We hope to have reached the bottom and that somewhere in this world there is a forge of enlightened minds, we must believe in the good and progress of humanity.
Rivoluzione francese, un anniversario
Domani è il 14 luglio e la Francia festeggia il duecento
ventinovesimo anniversario della Rivoluzione Francese.
La seconda metà del '700 è stata ricca di eventi che hanno
cambiato la storia dell'umanità e grandi uomini ne sono stati gli artefici
e i protagonisti. Poco più di vent'anni prima, il 4 luglio del 1776 con la
Dichiarazione d'Indipendenza nasce una nuova nazione, gli Stati Uniti d'America
e questo è solo uno dei tanti eventi. Tra gli uomini come non ricordarne due a
me tanto cari Mozart e Smith, ma l'elenco è incredibile da Washington a
Caterina di Russia, da Jean-Jacques Rousseau a Voltaire, da Benjamin Franklin al
nostro Beccaria e così si potrebbe continuare. Se quelli citati erano uomini
questi che ci governano oggi sono ominidi neandertaliani. Pensate solo allo
pseudo direttorio (per rimanere in tema di rivoluzione francese) composto da
Conte, Salvini e Di Maio, ma nel mondo non siamo poi messi tanto meglio da Trump
a Macron e via di lungo.
Speriamo di aver toccato il fondo e che in qualche parte di
questo mondo ci sia una fucina di menti illuminate, dobbiamo crederci per il
bene e il progresso dell'umanità.
martedì, giugno 26, 2018
Salvini batte Di Maio
In queste giornate di campionato mondiale, usare termini
calcistici è particolarmente facile.
L'esito delle elezioni amministrative, che hanno interessato
una minoranza di elettori, ha ulteriormente confermato che il PD non si è
neanche "qualificato" mentre Salvini ha stravinto.
Una breve premessa è necessaria.
Per quanto riguarda il PD la sconfitta è dovuta al fatto che
il sistema di interessi economici, la rete fatta di cooperative, società e interessi
vari è stato spazzato via dalla crisi economica, un elettorato "di
sinistra" (le virgolette sono d'obbligo) deluso e senza più un ritorno
economico dalla sua adesione al sistema PD (che poi era quello del PCI e della
sinistra democristiana) si è sparpagliato tra varie forze politiche. Quelle più
disponibili e con messaggi facili da capire sono Lega e M5S.
Del resto, ricordiamoci che 20 anni fa tutto ciò era
capitato alla DC. In quel caso il sistema del consenso si basava sul
clientelismo che poi è degenerato in corruzione ecc. L'epoca di mani puliti ha cancellato
la DC e il PSI che poi si è rigenerato in Forza Italia.
In questi giorni la tattica di Salvini è facile, punta tutto
sull'immigrazione.
I fenomeni migratori sono complessi, in questo caso sono
fortemente condizionati da oggettive spinte demografiche, da conflitti sanguinosi
per ragioni etnico-religiose, ma soprattutto dal pauroso differenziale economico
tra nord e sud del mondo.
Le soluzioni proposte da Salvini riflettono opinioni diffuse.
In effetti ci si chiede spesso, ma queste ONG chi le paga? Qual è il loro vero
ruolo? Quale rapporto esiste tra chi salva vite per slancio umanitario e chi
invece se ne approfitta?
Troppi sono gli scandali e i punti di domanda, non è detto
che Salvini riesca dove già tanti hanno fallito, ma al momento la sua tattica è
vincente.
L'Italia sino ad ora è rimasta "immune" da gravi
attentati, il motivo potrebbe essere che nessuno voleva provocare la chiusura
di una porta verso l'Europa dalla quale si passa facilmente.
Se adesso la sbattiamo violentemente in faccia a chi
organizza il passaggio dobbiamo essere sicuri che non subire ritorsioni, ovvero
attentati anche in casa nostra.
Sarebbe una brutta escalation.
Speriamo in bene.
mercoledì, maggio 30, 2018
Sono tornato
Per quasi due anni e mezzo non ho scritto un post. Di
occasioni ce ne sono state veramente tante. In questo periodo si sono succeduti
tantissimi eventi che avrei commentato sulla base delle mie opinioni personali.
Non ho fatto commenti e me ne sono stato in silenzio perché
ho ricoperto un ruolo che prevede il rispetto di opinioni che possono essere
molto diverse dalla mia.
Tra un mese cesserà la mia carica di Governatore del
Distretto 108 Tb di Lions Clubs International, potrò così scrivere più liberamente
certo di non essere considerato da qualche socio un Lion "…. di parte…"
Lions Clubs International è una realtà bellissima, è stato
un onore per me servire l'Associazione e ho vissuto un'esperienza di vita
indimenticabile.
Consiglio agli occasionali lettori di "navigare"
nel mondo Lions ne rimarranno stupiti e meravigliati.
A presto con commenti su questa intricata situazione
politica.
domenica, febbraio 22, 2015
Lo “split payment” un esempio dei “guasti” che provocano i burocrati quando fanno le leggi.
Pochi sanno che dal 1° gennaio 2015, con l’approvazione
della legge finanziaria, è stato introdotto, come strumento di lotta all’evasione
fiscale lo “split payment” tradotto dai nostri burocrati “scissione del
pagamento”.
Di che cosa si tratta. Tutti coloro che forniscono beni e
servizi alle Pubbliche Amministrazioni (PA), emetteranno regolare fattura, ovvero
imponibile più IVA di legge, ma in fase di liquidazione la PA verserà al
fornitore solo l’imponibile mentre l’IVA confluirà in un fondo, appositamente
costituito, regolarmente gli importi versati andranno nelle casse dello Stato.
Questo “semplice” provvedimento ha conseguenze piuttosto
rilevanti sia per la sua natura “tecnica” sia per quanto riguarda l’impatto economico-finanziario.
Vediamo gli aspetti tecnici.
Le norme, non del tutto definite, ci sono ancora circolari
in essere (il che è tutto dire…) prevedono che il fornitore debba indicare in
fattura che l’IVA NON sarà riscossa in quanto il bene/servizio è stato ceduto
alla PA. In ogni caso la contabilità dovrà “quadrare” non si può lasciare una fattura
pagata solo in parte. Già questa è una complicazione di non poco conto.
Si dovrà “sistemare” anche la contabilità sul fronte IVA perché
il fornitore sarà creditore dei relativi importi.
Analoga complicazione contabile si verifica sul fronte della
PA. L’IVA non va al fornitore ma nell’apposito fondo, si devono cioè effettuare
delle “partite” di giro al fine di garantire le “quadrature” contabili e la
correttezza di tutte le operazioni.
Vediamo gli aspetti economico-finanziari
L’obiettivo del provvedimento è la lotta all’evasione. In
pratica la PA che spende miliardi e miliardi per beni e servizi vuole essere
sicura che tutta l’IVA versata torni nelle sue casse. Se tutti fossero onesti,
il provvedimento è inutile. La PA ha stimato che il provvedimento eviterà l’evasione
per un miliardo di euro, diciamocelo francamente, non sono noccioline. Mi
spiego meglio. Se l’IVA versata dalla PA per i pagamenti è pari a 100, in
realtà per via dell’evasione ecc. ne ritorna nelle casse dello Stato solo 90,
con lo “split payment” ritornerà tutta. La differenza e quindi la maggiore
entrata sarebbero appunto di un miliardo di euro.
Su questo nulla da dire.
Le operazioni contabili di cui sopra e i relativi controlli hanno
un costo e di questo non si è tenuto conto, ma l’aspetto più preoccupante
riguarda la modificazione dei flussi di cassa dei fornitori.
Gli incassi sono senza IVA e quindi la liquidità nel breve /
brevissimo si riduce perché per il fornitore gli acquisti sono gravati dall’IVA.
Le aziende vivono un momento congiunturale difficile con difficoltà di accesso
al credito a breve, questa situazione peggiora il quadro perché molto
probabilmente i tempi di “recupero” dell'IVA sono molto lunghi e quindi le aziende avranno maggiori oneri finanziari.
Sul “Corriere economia” di lunedì 16 febbraio i maggiori
costi sono quantificati in oltre 250 milioni di euro e questi sono a carico
delle imprese.
Nel breve periodo questo costo non sarà scaricato sulla PA,
ma nel giro di poco tempo i fornitori della PA aggiorneranno i listini dei
prezzi delle forniture con un risultato evidente di un aumento della spesa per
la PA.
Quale poteva essere un provvedimento virtuoso e forse ben
più efficace.
In un primo momento considerare le forniture alla PA come si
fa per l’export con paesi UE, l’IVA è a carico del paese importatore quindi
tutto è già chiaro e consolidato non si doveva introdurre nuovi “regolamenti”
adattamenti ecc.…
In un secondo momento si potrà introdurre la totale
esenzione del pagamento dell’IVA per le forniture alla PA.
Se nessun ci “marcia” l’IVA per gli acquisti della PA è solo
una partita di giro e allora perché non semplificare togliendola.
È ovvio che debbano essere individuate le PA da esentare e soprattutto
quali beni non devono essere assoggettati all’IVA.
Il principio per lo Stato dovrenne essere semplice se spendo meno devo incassare
di meno, questo genera un ciclo “virtuoso”.
Nel medio lungo periodo lo “split payment” diventerà l’ennesimo
balzello fatto solo di burocrazia a conferma della massima che sempre adotta lo
Stato e la PA: “Una cosa facile resa difficile mediante l’inutile”.
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