domenica, marzo 22, 2009

Il voto del 6-7 giugno: l’inizio di una dittatura ?

Sono veramente preoccupato per queste elezioni, temo il PDL. In questo partito sono confluite persone di varia provenienza, che potrebbero essere sensibili dal fascino del “dittatore democratico” incarnato nella figura di Silvio Berlusconi. Sono veramente tante le frasi che si sono dette in merito al fatto che c’è bisogno di modificare il processo decisionale che porta alla approvazione di una legge. Il frequente ricorso al “decreto legge” ne è una testimonianza, così come la legge delega sul “federalismo” presenta tanti pericoli perché il Parlamento approverà una legge dall’impatto rilevantissimo senza sapere quanto ci costa il tutto. Una cosa veramente inconcepibile per una democrazia parlamentare.

Il nostro ordinamento rimane particolarmente carente sotto il profilo dell’equilibrio tra i poteri dello Stato. Non è pensabile che la Magistratura debba continuamente svolgere il ruolo di “cane mastino” per questa o quella malefatta di questo o quel politico.

Anziché pensare al “federalismo fiscale” che alla fine si trasformerà in una moltiplicazione di centri di poteri (si veda quello che è successo con le regioni) sarebbe stato più opportuno riprogettare la “macchina amministrativa” dello Stato per far si che al proprio interno di mettano a punto strumenti di controllo tali da evitare lo scempio che è sotto gli occhi di tutti.

Fini ritiene di essere l’erede di Berlusconi anche solo per una questione generazionale, ma deve stare attento il berlusconismo piace a troppi e lui corre rischio di prestare la sua faccia solo per una democrazia di facciata e non di sostanza.

Alle prossime elezioni NON votate PDL, dare a questo partito il 50% dei voti è troppo pericoloso.

Io so cosa vuol dire la Dittatura, volevo solo il bene della Francia, nulla ho fatto per me eppure sono diventato un Dittatore e solo nei lunghi giorni trascorsi sulla scoglio di Sant’Elena mi sono reso conto dei tanti errori commessi.

sabato, marzo 21, 2009

Gli attacchi dei cani randagi

In questi giorni alcuni gravi fatti di cronaca mettono in evidenza il grave problema dei cani randagi. Chi è stato in alcuni regioni del Sud Italia, anche solo come semplice turista, negli ultimi anni si è senz’altro imbattuto in gruppi di cani che vagano per i paesi e per le campagne. Personalmente in Puglia durante un soggiorno estivo ricordo perfettamente il continuo passaggio di un gruppo di cani vicino alla casa nella quale ero ospite.

È facile che 2-3 cani, all’inizio innocui, possono diventare con il tempo “un branco” di 6-10 animali. Non credo di scomodare grandi principi di etologia affermando che nel momento in cui si forma “il branco” scatta anche il concetto di “territorio”. Il gruppo di animali deve trovare le risorse alimentari in un’area delimitata che deve essere costantemente sorvegliata per evitare l'ingresso di “estranei”. Il bambino, il turista non sono altro che degli intrusi che possono rappresentare un pericolo per il branco ed ecco allora che scatta la “naturale” aggressività dell’animale come componente del branco.

Il cane da animale “domestico” che condivide uno spazio, un ambiente, con l’uomo diventa invece un “competitore” e perde a mio avviso la “domesticità”.

Capite bene che evitare tutto questo è possibile, ma tutti devono fare la loro parte, cittadini ed autorità. Come al solito si assiste allo “scarica barile” delle responsabilità come l’intento di arrivare alla solita equazione tutti sono responsabili e quindi nessuno è colpevole.

Colpevole è colui che abbandona un cane, cacciandolo dalla casa, e quindi tradisce in questo modo la devozione dell’animale per l’ambiente domestico; colpevole è l’autorità che non provvede alla cattura degli animali abbandonati e per prima cosa sterilizza le femmine per impedire la formazione dei “branchi”.

Abbiamo leggi efficaci che prescrivono l’uso del micro cip per l’identificazione degli animali, e qualunque autorità può verificare se l’animale è in “regola” oppure no, basta un semplice lettore. Queste norme applichiamole e facciamole rispettare.

Si stima che ci siano nelle regioni del sud più di 600 mila randagi e questo è diventato un problema di non facile gestione perché è ovvio che una popolazione di questa entità è difficile da controllare.

Sino ad ora la cronaca ha riportato fatti di “aggressioni”, ma vi dirò che sono molto più preoccupato per gli aspetti sanitari. I cani sono portatori di gravi malattie per l’uomo, la più “famosa” di tutte è la rabbia ma ci sono moltissime forme di parassitosi quindi possiamo anche aspettarci nel breve un allarme “sanitario” che diventerebbe non meno pericolo degli attacchi di questi giorni.

In questo contesto gli amministratori locali dovranno intervenire con fermezza operando una cattura degli animali e procedere alla sterilizzazione delle femmine. Si dovrà anche prevedere piani mirati di abbattimento per gli animali malati. Le stesse amministrazioni dovranno dare piena attuazione alle leggi in vigore e controllare se gli animali in possesso ai cittadini sono identificati o no, in caso contrario sanzioni severe.

Se si opererà con tempestività e rigore in qualche anno il Sud sarà come il Nord. Speriamo !!! 

lunedì, marzo 16, 2009

Volo AirOne – Alitalia Chicago – Roma: “tanto fumo e poco arrosto”

Battute a parte, l’inconveniente tecnico non ha provocato vittime, la presenza di fumo in cabina deve aver senza dubbio suscitato nei passeggeri momenti di trepidazione e paura. Il pilota è stato bravo e tutto si è risolto per il meglio.

Solo un avvocato come Carlo Rienzi del Codacons alla continua ricerca di protagonismo (del quale non ho la minima stima per vicende legali che mi coinvolgono personalmente) ha formulato la richiesta di tenere tutti gli aerei della flotta AirOne – Alitalia a terra per accertamenti tecnici.

Non sarà un po’ di fumo a tenere gli aerei a terra, ma la situazione economico finanziaria che verrà nuovamente a galla tra non molto. La Presidente di Confindustria a chiesto al Governo “soldi veri” perché le imprese hanno bisogno di soldi e le banche dopo gli scossoni di questi mesi stringono i cordoni della borsa e non vogliono finanziare attività di cui non vi è certezza di remunerazione. Potete allora immaginare come si deve trovare Cai – Alitalia che di soldi ne ha una necessità estrema. La riduzione del personale e della flotta avrà senza dubbio migliorato la redditività dell’azienda, ma la crisi attuale pesa anche sul traffico aereo e la nuova compagnia non brilla di certo.

Vedremo, chi ha da tempo legge questi post conosce la mia opinione sul caso Alitalia abbiamo buttato 3 miliardi di euro che in questo momento sarebbero stati utili in altri settori. 

mercoledì, marzo 04, 2009

“Quote latte” si schiamazza sotto le finestre di casa del berlusca

Vi ricordo il detto “il diavolo fa le pentole ma non i coperchi” è quello che sta capitando per la vicenda quote latte e vedrete che accadrà lo stesso per Alitalia sia quella nuova di Cai che quella vecchia.

I problemi non si risolvono mettendo la “polvere sotto il tappeto”. La situazione di oggi è il frutto delle decisioni sbagliate fatte nel passato e quindi prima si devono risolvere gli errori poi si potrà pensare al futuro.

Nel caso delle “quote latte” non concordo pienamente con le richieste delle Associazioni di Categoria perché esse stesse come ho scritto hanno delle responsabilità gravi.

La scelta di dare tutto quanto è stato ottenuto a Bruxelles ai soli “splafonatori” è un chiaro segnale di chi dà una mano a chi lo ha votato, ma è iniqua e quindi fonte di ulteriore contenzioso.

Credo che la vicenda possa chiudersi solo se chi ha trasgredito metta veramente mano al portafoglio.

Chi vuole le quote della UE paghi la multa, tutto e subito.

Non vuole pagare allora si vada a comprare le quote altrimenti multa su multa.

Questa è una strada, altrimenti si creeranno ulteriori tensioni e problemi.  

giovedì, febbraio 26, 2009

Adesso si litiga sulle quote latte: è la solita storia…

Sta succedendo esattamente quello che ho scritto nei post del 3 e 6 febbraio.

Il decreto sulle “quote latte” sta sollevando non pochi problemi nella sua attuazione. Vi chiederete per quale motivo, dato che “finalmente” la quota nazionale copre la produzione di latte in Italia. Semplice, in 15 anni non si è riusciti a risolvere il problema di coloro che delle quote se ne sono sempre fregati. Si tratta di una minoranza, ma come spesso accade è agguerrita e mai doma.

Il Ministro corre il serio rischio di aver riportato a Bruxelles una “vittoria di Pirro”, infatti si trova a dover affrontare i problemi su due fronti. Uno rappresentato dai “cobas” spalafonatori, insoddisfatti perché per “mettersi in regola” devono pagare le multe con gli interessi (anche piuttosto alti rispetto l’EURIBOR di questi giorni), l’altro quello dei produttori “in regola” perché non possono migliorare la produttività della impresa aumentando la produzione perché come ci ha imposto la UE in caso di superamento la multa diventa “salatissima”.

Proprio una bella gatta da pelare. Ma ben gli sta ad un Ministro che, come ho scritto, si lascia abbindolare da consiglieri bugiardi ed incompetenti. Si tenga anche presente che il prezzo del latte è in calo, si parla di quotazioni attorno ai 0,30 -0,31 euro al litro quindi un calo di quasi il 20% rispetto ad un anno fa.

Non ho neppure stima delle Associazioni di Categoria che solo adesso si “svegliano” quando c’è un Decreto che dovrà essere approvato entro i primi di aprile.

Ho il sospetto che in prima istanza abbiano avvallato l’operato del Ministro poi visto che la base si stava incattivendo allora hanno cambiato strategia

E se il governo chiede per l’ennesima volta la fiducia? È così che si risolvono i problemi !!!!

Quote, quote, quote ne parleremo ancora per un pezzo….

mercoledì, febbraio 25, 2009

I compensi dei manager delle banche: il caso Profumo

Su “LaVoce” è stato pubblicato un bell’articolo sui compensi dei manager delle banche italiane. È anche interessante scorrere i nomi elencati in una tabella allegata.

Io sono stato per oltre 10 anni l’uomo più potente d’Europa, tutti i Re mi dovevano rispetto e tanti lo sono diventati perché io l’ho voluto.

I miei generali si sono arricchiti con razzie e corruzioni e tanti devono la loro ricchezza perché sono stati al mio servizio.

Ho accumulato ricchezze immense per la Francia ed il popolo francese, ma per me niente.

Quando sono finito sullo “scoglio” di Sant’Elena avevo  la collana di diamanti che mi ha dato la mia figlioccia Ortensia ed il mio servizio d’argento.

Con questo “tesoro” ho vissuto gli ultimi anni della mia tribolata vita. Ho venduto il servizio d’argento a pezzetti, rompendo le posate, perché non volevo che gli Inglesi potessero avere un mio cimelio. Oggi il compenso dell'A.D. Profumo potrà anche essere proporzionato alla responsabilità del suo incarico. La società di oggi usa un principio molto semplice, ovvero più è alto il tuo "valore" e più ricevi. Questo vale per il calciatore, per il cantante, l'attore e così via. Il "valore" dell'individuo è dato dalla sua capacità di far guadagnare tanti soldi a tanta altra gente.

Profumo ed i suoi colleghi manager sono all'altezza delle loro funzioni?

Mi sembra che valgono molto meno di un qualsiasi soldato della “Vecchia Guardia” che per pochi soldi ha salvato l’onore della Francia sacrificando la propria vita.

Viva la Rivoluzione !!!!

lunedì, febbraio 16, 2009

Giulio Tremonti: parli bene e “razzoli” male, ricordati degli azionisti di Alitalia

L’altro ieri il ministro Tremonti ha pronunciato parole sagge come: “buon governo”, “trasparenza finanziaria”, “comportamento etico”, “tutela dei cittadini”. Forse il ministro Tremonti ci prende tutti per degli smemorati, non era lui quello che ha fatto della “finanza creativa” un motto.

Certo le “cartolarizzazioni” sono state un’esigenza di molti governi per trovare fondi al fine di evitare la bancarotta, ma Tremonti ne ha fatte veramente tante di ogni tipo.

Questa crisi finanziaria ha origini lontane e ci sono le responsabilità di molti, ma il ministro Tremonti per quanto riguarda l’Italia oggi non ci può dare certo lezioni di morale. (vedi il bel filmato su YuTube)

Senza andare troppo indietro nel tempo forse è bene ricordate al ministro che abbiamo letteralmente buttato 3 miliardi di euro nella faccenda Alitalia e che migliaia di risparmiatori, piccoli azionisti e possessori di obbligazioni, non vedranno più un “becco di un quattrino”, perché questa è la realtà.

Più nessuno ne parla. Questa è la “trasparenza” e la “tutela dei risparmiatori” di cui parla Tremonti ?, “alla faccia !!!”

E che dire di un’altra vicenda scandalosa che si trascina da 25 anni come quella delle “quote latte” che permette a poco più di 2000 allevatori di essere debitori di quasi 2 miliardi di euro e di poterli restituire in 30 anni !!! Questa è per caso l’”Etica” di cui si parla e si propugna?.

Cari lettori apriamo gli occhi e le orecchie e facciamo funzionare le nostre cellule grige questa classe politica (destra e sinistra) si merita ben poco.