Questo blog è il mio diario pubblico: uno sguardo critico sui fatti quotidiani della società, spesso fuori dal coro. È firmato Napoleone, per ammirazione verso una figura complessa. Il quadro che lo ritrae, stanco dopo l’abdicazione di Fontainebleau, non è casuale. Senza Napoleone la Rivoluzione Francese sarebbe rimasta incompiuta: è lui a dare forma, nel tempo, agli ideali.
martedì, maggio 22, 2007
Piccole soddisfazioni – coincidenze
Il mio post porta l’ora delle 5,51 del mattino, credetemi non potevo aver letto l’articolo. Sempre sul Corriere di ieri Sergio Romano, riassumendo un articolo del Time, rispondeva ad un “Euroscettico” portando tutta una serie di argomentazioni sulla validità dell’Europa.
Il mio post di ieri cita le speranze formulate da Churchill che sono di ben altro spessore e rilevanza.
Potremmo dire che una coincidenza è frutto del caso, ma due incominciano ad essere una “prova”. La prova consiste nel fatto che il nostro Paese ha bisogno di gente “nuova”. Si alterna destra e sinistra ma in realtà quello che manca è un progetto credibile per il rinnovamento della politica e dei politici.
Da noi la politica è un continuo intrallazzare, vedi fusione tra banche, vedi acquisto Alitalia e fra poco ci potete scommettere “Trenitalia”. Non ne parliamo poi di quello che accade nelle amministrazioni locali. A tutto ciò dovremmo dire basta. Purtroppo leader credibili non ne abbiamo. Pazienza. È solo una riflessione del mattino. Coraggio andiamo al lavoro, sperando di farlo nel modo più coscienzioso possibile.
lunedì, maggio 21, 2007
Europa
Dalla lettura gli spunti per analisi e riflessioni sono davvero molti ma voglio riportare un passo che, come ho detto, ci deve far riflettere per capire lo “spessore” dell’uomo, sulla sua grande capacità di incidere sulle generazioni future, come la sua lotta contro la tirannia nazista era finalizzata al raggiungimento della pace e garantire la prosperità alle genti d'Europa.
Poveri i nostri politici. Presi dall’affanno di gestire il presente non sono in grado di “progettare” il futuro. Questa è forse una delle ragioni per cui ogni Governo che si succede propone sempre la riforma della riforma su questo o quel argomento. Ci si affanna ad adeguare norme e regole sul presente ed è chiaro che con le lungaggini della politica quando vengono emanate sono già vecchie. Questo è un sistema che così non può funzionare.
Scrive Churchill(1)
“In mezzo alle difficoltà di politica interna trovai qualche conforto nell’esaminare le proposte che il Foreing Office andava elaborando, d’intesa con il Dipartimento di Stato di Washintong, circa la futura direzione della politica mondiale post bellica. Il ministro degli esteri fece circolare in ottobre tra i membri del Gabinetto di Guerra un importante documento su tale problema dal titolo “Piano delle quattro potenze”, in base al quale la direzione suprema sarebbe stata affidata a un Consiglio composto di Gran Bretagna, Stati Uniti, Russia e Cina. Sono lieto d’aver trovato allora l’energia per documentare le mie opinioni in proposito nel seguente promemoria:
Il primo Ministro al ministro degli Esteri
21 ottobre 1942
(Vi ricordo che 2 giorni dopo ebbe inizio la battaglia di El Alamein e quindi senza dubbio Churchill era molto impegnato, leggete quanto scrive)
- Nonostante l’incalzare degli eventi, mi sforzerò di rispondere per iscritto. Sembra molto semplice queste quattro grandi Potenze; tuttavia io non posso prevedere a qual tipo di Russia e a quale sorta di richieste russe noi ci troveremo di fronte. Un po’ più avanti può darsi che ciò sia possibile. Quanto alla Cina, non riesco a considerare il Governo di Ciung-king (2) come rappresentante d’una grande Potenza mondiale, esso rappresenterebbe un voto acquisito per gli Stati Uniti in ogni tentativo di liquidare l'impero britannico d’oltremare.
- Devo ammettere che i miei pensieri sono anzitutto rivolti all’Europa, alla rinascita della gloria dell’Europa, il continente che ha dato vita alle nazioni e alle civiltà moderne. Sarebbe un disastro smisurato se la barbarie russa avesse il sopravvento sulla cultura e l’indipendenza degli antichi Stati europei. Per quanto sia ora difficile prevederlo confido che la famiglia europea possa agire come un’unica comunità sotto un Consiglio d’Europa. Io anticipo col desiderio l’avvento degli Stati Uniti d’Europa, nei quali le barriere tra le nazioni siano ridotte al minimo e sia possibile viaggiare senza alcuna restrizione. Spero di vedere il giorno in cui l’economia europea sia studiata come una sola cosa; spero di vedere un consiglio di forse dieci membri, che comprenda le grandi nazioni d’un tempo e parecchie confederazioni – scandinava, danubiana, balcanica, ecc. – che possegga una politica internazionale ed abbia il compito di mantenere disarmata la Prussia. Naturalmente, dovremmo collaborare con gli americani in molte cose, e per le cose più importanti, ma l’Europa è la nostra prima preoccupazione e noi certamente non vorremmo appartarci con russi e cinesi, quando svedesi, norvegesi, danesi, olandesi, belgi, francesi, spagnoli, polacchi, cechi, turchi ci porranno domande scottanti, chiederanno il nostro aiuto e avranno tanta forza da far udire le loro voci. Sarebbe facile dilungarsi su questo argomento; purtroppo la guerra ci costringe ad occuparci anzitutto di essa.
Ho riportato questo brano integralmente perché le “speranze” di Churchill non si sono ancora avverate. In effetti quella che chiama “la barbarie russa” ha “bloccato” l’Europa per 50 anni. Per le “beghe” di oggi non abbiamo ancora una politica internazionale. Non dobbiamo certamente disarmare la Prussia, ma non abbiamo neanche una “confederazione” di stati ….
(1)Winston Churchill “La seconda guerra mondiale” Volume ottavo “La guerra d’africa”; Oscar Mondadori; Ottobre 1970 pagg 182-183
(2) Credo che Ciung-King fosse la sede del governo cinese in queli anni retto da Chiang Kai-shek
martedì, maggio 01, 2007
Oltre un mese di silenzio
È il primo maggio, un giorno di festa, mi sono alzato presto ed ho deciso di scrivere una cosa che avevo in mente da un po’ e riguarda l’effetto “serra”.
È stato veramente un inverno anomalo c’è stato caldo, molto caldo e tutti ci siamo preoccupati per questo cambiamento climatico.
Tutti hanno scritto qualcosa, e sui quotidiani non è passato giorno che questo o quell’esperto non scrivesse perché e come sta accadendo tutto questo. La maggiore preoccupazione è quella dello scioglimento dei ghiacci, il mare si alzerà ed intere coste, con tutto quello che c’è sopra, saranno “inghiottite” dai mari. Va beh eppure questo è già successo altre volte.
Nessuno ha messo in relazione il fatto che se è naturale che il mare si alzi e si abbassi, il problema è che gli abitanti del pianeta sono oltre 6 miliardi (cito a memoria) ovvero siamo veramente in tanti, mai così tanti in tutta la lunga esistenza della terra. Siamo così tanti che abbiamo bisogno anche di quelle coste e non possiamo “arretrare” neanche di un palmo. Mi sembra che da un po’ di tempo che del problema demografico se ne parli poco, perché eppure è il crescente numero di abitanti sulla terrà che inevitabilmente provoca una pressione sempre crescente sull’ambiente, anzi se vogliamo migliorare il modo con cui la gente vive dovremo pur attingere alle risorse del pianeta.
Abbiamo poi il dovere di non sprecare o meglio dobbiamo modificare il nostro modo di “convivere” con l’ambiente ma questo è tutto un altro discorso….
Torniamo al mite inverno.
Sapete quanto ho risparmiato di gas metano per il riscaldamento ?, quasi il 20% e sulla mia bolletta questo fa più di 300,00 euro, si avete letto bene, fateci caso è una cifra rilevante. Se il consumo medio pro/capite di gas metano è attorno ai 420 m3 e supponiamo, si tratta di una stima personale, che l’ 80 % sia per il riscaldamento e il 20 per acqua calda e cibo, dal semplice calcolo con tutti gli arrotondamenti del caso il risparmio che ci sarebbe stato è oltre 3 miliardi di m3. Evviva l’effetto serra !!!!
A parte le battute, bisogna stare attenti e vigilare, la cosa che mi preoccupa non è tanto l’innalzamento delle temperature (non andremo più a sciare) e la riduzione della piovosità e la modificazione del regime delle piogge. Questo vuol dire che dobbiamo fare investimenti “colossali” per dighe, fiumi, laghi, ecc. Quello che risparmiamo in riscaldamento lo dovremmo destinare a grandi opere idrauliche.
Ma i “verdi” sono troppo imbecilli e si dovrà litigare per tutto, nessuno vuole fare la diga qui o lì, nessuno vorrà modificare il corso di questo o quel torrentello, discussioni a non finire e poi si rimarrà con poca poca acqua.
Questo è il vero problema !!!!
mercoledì, marzo 21, 2007
Guerriglia
Mi chiedo come mai gli esperti di strategia si vanno a cacciare in questa sorta di "vicolo cieco".
La liberazione di un ostaggio a seguito di una trattativa non è una vittoria è una sconfitta.
Teniamo ben presente che se per un "guerrigliero" è un terrorista un vile che mette bombe in un mercato e che uccide gente innocente, ma per la guerriglia è un eroe. Uno che serve la causa giusta contro quella cattiva.
La guerriglia trova fonte di sostentamento "ideologico" e quindi anche di adepti quando sono forti le difficoltà economiche. Siccome finanziare piccoli gruppi è relativamente poco costoso capite bene che chiunque può dare soldi e armi.
Se si vuole sconfiggere la guerriglia si deve prima di tutto elaborare un piano rapido per lo sviluppo economico.
Se è necessario raggiungere questo fine, che deve essere in ogni caso dichiarato, si può anche prevedere una "occupazione" capillare del territorio al fine di eliminare la componente militare dei guerriglieri.
giovedì, marzo 08, 2007
I politici non si smentiscono mai
E sin qui tutto bene, ma il problema non è quello di sanzionare, occorre far sì che gli automobilisti vadano piano e quando sono ubriachi non dovrebbero essere al volante.
Concordo pienamente con quanto detto da Beppe Servgnini ed altri, si devono mettere le pattuglie all’uscita dei locali è molto più semplice ed efficace.
Per quanto riguarda l’eccesso di velocità, che senso ha ricevere una multa dopo mesi che si fatta la violazione. Si Deve essere puniti lì al momento ed inoltre non puoi considerare la multa come “un fatto accidentale”, ovvero ti va bene 100 volte quindi si accetta, consapevolmente o inconsapevolmente il rischio.
I controlli a tappeto e sempre questo si è un deterrente vero e credibile non certo una norma di legge.
Sulle stragi del “sabato sera” non si vuole affrontare il problema nel suo vero aspetto. I locali, tutti, devono chiudere alle 2 di notte e due ore prima deve essere sospesa la vendita di qualsiasi bevanda alcolica.
Questa legge potrebbe essere fatta con un solo articolo e non costa nulla.
Nella passata legislatura ci hanno provato ma i nostri politici prezzolati dalle lobbie dei paninari e dai gestori dei locali pubblici hanno detto no a questa legge.
Quelle di oggi sono le classiche “lacrime di coccodrillo”.
Certo quella proposta è impopolare ma questo è il compito di chi ha responsabilità di governo. Ma questa è un’utopia.
mercoledì, marzo 07, 2007
Otello
(certo fare questa domanda ai miei lettori è anacronistico chi mai mi legge !!!).
A mio modesto avviso sono pochine.
La cause potrebbero essere sostanzialmente due. La prima. Così come non ci sono più le stagioni di una volta, così non ci sono più i tenori di una volta e per fare Otello sappiamo tutti che le doti canore non possono mancare.
La seconda. All’apparire sulla scena Otello canta:
“Esultate! L’orgoglio mussulmano sepolto è in mar.
Nostra e del ciel è gloria.
Dopo l’armi lo vinse l’uragano.”
E la folla cittadina in coro canta:
“Evviva! Otello! Evviva!
Evviva! Evviva!Vittoria! Vittoria!
Vittoria! Vittoria!
Sterminio! Sterminio!
Dispersi, distrutti, sepolti nell’orrido tumulto piombar
Vittoria! ccc..
Avranno le requie la sferza dei flutti,
la ridda dei turbini,
l’abisso, l’abisso del mar.
Vittoria! Vittoria!
Ecc… “
Questo pezzo del libretto di Arrigo Boito potrebbe non piacere a qualcuno?
Mi riferisco ai mussulmani ovviamente, e ovviamente, la cosa mi sembra anacronistica, forse c’è chi, visti certi episodi, potrebbe anche auspicare l’oblio di una delle più belle opere verdiane perché potrebbe suscitare le ire degli integralisti.
La situazione in Afganistan ed in Iraq è veramente tragica.
Non sono un militare ma libri di storia ne ho letti e mi chiedo come mai si stanno facendo così tanti errori strategici.
Citando la “morale” del libro di Churchill mi chiedo: “Siamo in pace o in guerra”?
Se siamo in pace ci vuole quello che Churcill ha definito “Buona volontà”, ma se siamo in guerra ci vuole “Decisione”.
Si dovrebbe quindi analizzare il nostro stato attuale ovvero quello di nazione in guerra o in pace.
Gli errori a cui stiamo assistendo sono dovuti proprio al fatto che in certi momenti siamo in guerra e allora si prendono certi provvedimenti ed in altri siamo in pace e se ne prendono di differenti. Con questo continuo alternare lo scenario strategico il risultato non può che essere disastroso.
Forse varrà la pena di approfondire.
martedì, marzo 06, 2007
La storia
Scrive“Morale dell’opera
In guerra: decisione
Nella disfatta: fermezza
Nella vittoria: magnanimità
Nella pace: buona volontà”
Queste parole ci devono far riflettere perché sono veramente significative e ci fanno anche capire con quanta stupidità vengono affrontare le attuali situazioni di crisi militare, vedi Afganistan ed Iraq.
Sulla copertina del retro del libro della edizione che sto leggendo Luigi Salvatorelli scrive: “La grandezza di Churchill storico è nella Seconda guerra mondiale. E non soltanto per le ragioni storiche e politiche; ma perché essa è tutta una lezione agli uomini politici occidentali di oggi: una lezione di chiarezza mentale e di energia morale. Sapere quello che si vuole e attuarlo più presto che si può”.
Nutro il forte sospetto che tale libro sia stato da ben pochi politici dei giorni nostri.
Diciamocelo, leggere 12 volumi per un totale di oltre 5.000 pagine necessita di tempo ed i nostri politici non ne hanno, sono troppo impegnati ad intrallazzare per raggiungere i loro personalissimi interessi. Le “interviste” delle “Jene” hanno documentato in modo inequivocabile di quale sia il livello di conoscenza della storia dei nostri eletti.
E questi che hanno la responsabilità della nazione dovrebbero prendere decisioni a carattere militare e politico di livello internazionale?. Ma via siamo seri !!!.
Churchill ha intitolato la sua opera “La seconda guerra mondiale” e non “La storia della seconda guerra mondiale”. La differenza mi sembra veramente sostanziale perché il suo è un documento su quanto è successo, egli racconta i fatti così come si svolti, li mette in ordine cronologico e per scenario. Lascia ai posteri il compito di analizzarli da un punto di vista “storico”.
Da questa cronaca appare evidente l’importanza di avere una visione complessiva di tutti gli eventi per poter prendere delle decisioni e di come da determinati segnali o azioni sia possibile comprendere le dinamiche future.